ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
41 min

Chiasso, natura e paesaggio per il ‘nuovo’ Faloppia

Il Municipio presenta al Consiglio comunale la richiesta di un credito di 300mila franchi per elaborare il progetto definitivo di riqualifica
Mendrisiotto
48 min

‘ProgettoAmore’ e i fondi per l’emergenza in Ucraina

I proventi della manifestazione sono stati donati all’associazione Insieme per la pace che grazie a due volontari ha portato provviste a Nikolaev
Ticino
52 min

Il governo dice sì al fondo per apprendisti in difficoltà

Accolta la proposta di Fonio ed Ermotti-Lepori. Sarà gestito dal Decs, rifornito da pubblico e privato, e servirà a rifondere le direzioni delle sedi
Luganese
56 min

Marco Valli cittadino onorario di Comano

La proclamazione con il voto unanime del Consiglio comunale per il suo impegno: 40 anni dedicati alla collettività
Luganese
1 ora

Parco Morosini di Vezia, inaugurazione col sole

Il polmone verde, restaurato e valorizzato, riaperto al pubblico. Gli edifici storici sono tornati all’antico splendore
Ticino
2 ore

Cantonali 2023, il Forum alternativo è corteggiato dall’Mps

A sinistra dell’area rossoverde continuano le manovre in vista delle elezioni. Dopo aver bocciato la lista con Ps e Verdi, si apre una nuova possibilità
Locarnese
2 ore

Conferenza sulla ‘casa che vogliamo’ allo Spazio Elle

Relatori di rilievo all’incontro gratuito previsto martedì 27 settembre dalle 20.30 a Locarno
Ticino
3 ore

Opere di urbanizzazione generale, ‘ampliare margine dei Comuni’

Iniziativa di Pini (Plr), Buzzini (Lega) e Franscella (Centro): aumentare la forchetta della quota a carico dei proprietari, minimo 10% invece che 30%
Mendrisiotto
4 ore

Chiasso, l’English Film Club torna con quattro pellicole

La nuova stagione debutta il 6 ottobre al Cinema Excelsior. Cambia il giorno delle proiezioni, previste il giovedì alle 18.15
Luganese
4 ore

Circolo di Lugano Est, Fabrizio Demarchi eletto giudice di pace

Con oltre mille preferenze in più rispetto allo sfidante, Giuseppe Aostalli-Adamini, ha ottenuto complessivamente 2’647 voti
Luganese
4 ore

Luce verde all’Istituto scolastico di Vernate e Neggio

I Consigli comunali hanno approvato il credito di costruzione per l’edificazione delle nuove scuole elementari e dell’infanzia
Locarnese
5 ore

Tilo e arredo stradale, Minusio evita (almeno) il pasticcio

Con l’82,3% di “sì” la popolazione non cade nel tranello di bocciare l’unico credito referendabile, che non riguarda direttamente la fermata Ffs
Grigioni
7 ore

San Vittore, 2 votanti su 3 approvano il credito per la scuola

Passa alle urne l’investimento di 7,1 milioni. A Mesocco ratificata la pianificazione di Pian Doss. A Poschiavo confermato podestà Giovanni Jochum
Luganese
1 gior

Arogno, il sentiero resta: respinto il ricorso di Franco Masoni

L’ex consigliere agli Stati riteneva illegittimo il ‘declassamento’ di una strada sterrata per raggiungere la sua proprietà
29.03.2020 - 21:18

Virus, 'decreto condivisibile, ma occhio all'economia'

Albertoni (Camera di commercio): salute ora prioritaria, laddove però la sicurezza non è messa in pericolo, si autorizzino eccezionalmente talune attività

virus-decreto-condivisibile-ma-occhio-all-economia

Ancora almeno una settimana di stop per ditte e cantieri, dopo che sabato il Consiglio federale ha avallato la richiesta del governo ticinese volta a rallentare il più possibile la diffusione del coronavirus. «La situazione sanitaria e le regole federali non concedono grandi spazi di manovra, per cui la sostanziale conferma della precedente risoluzione governativa adottata dal Consiglio di Stato è condivisibile - annota Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio e dell'industria del Canton Ticino, da noi contattato-. La tutela della salute è prioritaria, su questo non si discute. Giusto però prevedere, laddove la sicurezza per la popolazione non è messa in pericolo, che si possano autorizzare in via eccezionale talune attività. Anche perché un funzionamento, benché minimo, del sistema economico - avverte Albertoni - è nell'interesse di tutte le cittadine e di tutti i cittadini nel breve, ma soprattutto nel medio e lungo termine». Sulla stessa lunghezza d'onda Fabio Regazzi. Soprattutto, commenta il presidente dell'Aiti, l'Associazione industrie ticinesi, «siamo soddisfatti dell'accordo raggiunto tra la Confederazione e il nostro Cantone, che ha permesso di ricucire uno strappo istituzionale che avrebbe potuto avere ripercussioni pesanti per il Ticino: avremmo corso il grande rischio di essere esclusi dagli aiuti e dalle indennità per lavoro ridotto. Per il resto siamo in stretto contatto con i partner sociali, il Consiglio di Stato e in particolare il presidente Vitta nonché con lo Stato maggiore cantonale di condotta». Il superamento della crisi sanitaria, prosegue Regazzi, «è chiaramente la priorità assoluta oggi e anche l'economia sta facendo la sua parte. Con enormi sacrifici. Di natura sono ottimista, ma non posso nascondere i miei timori: comunque, spero vivamente che superata l'emergenza sanitaria si possa ripartire in tempi ragionevolmente brevi per scongiurare conseguenze molto pesanti dal profilo occupazionale»

I sindacati: prima si esce dall'emergenza sanitaria, prima si riparte

D'accordo su tutta la linea con la cessazione temporanea delle attività economiche ritenute adesso non essenziali è il segretario di Unia Giangiorgio Gargantini. «Data la pesante situazione sanitaria, avremmo preferito il blocco senza eventuali deroghe autorizzate, ma l'attuale contesto federale ha fatto sì che ci fosse qualche apertura. Abbiamo però capito tutti - prosegue il sindacalista - che la volontà del Consiglio di Stato è di mantenere al minimo indispensabile le attività. E abbiamo già ricevuto conferma di un numero importante di aziende che hanno deciso di restare chiuse. Il che è un segnale positivo. Siamo sempre dell'idea che quella imboccata dal Ticino sia la strada giusta, mentre continuiamo a ritenere grave che il Consiglio federale non abbia ancora adottato lo stesso sistema per tutto il Paese. Perché adesso c'è un'emergenza da affrontare: quella sanitaria». E poi ce ne sarà un'altra, quella economica, che vuol dire anche posti di lavoro. «Le misure annunciate, come per esempio la messa a disposizione di fondi e le indennità per lavoro ridotto, vanno nella giusta direzione e permetteranno sicuramente di attutire il colpo. Dunque di evitare licenziamenti e di mantenere in essere i contratti - sostiene Gargantini -. Insomma, le basi per una ripartenza sono state gettate. Certo, non sarà facile, ma sono fiducioso.E a tutti deve essere chiara una cosa: prima si uscirà dalla fase acuta della crisi sanitara, prima l'economia ripartirà». Concetto ribadito anche da Renato Ricciardi, segretario cantonale del sindacato Ocst. «Per quanto concerne l'evoluzione dei contagi in Ticino, siamo in un momento molto delicato e questo è fuori discussione - evidenzia Ricciardi -. Di conseguenza credo che si debba continuare a mantenere alta l'attenzione in tutti gli ambiti, incluso quello del lavoro. La risoluzione del governo ticinese, approvata dal Consiglio federale, di mantenere lo stop delle attività artigianali, delle industrie e dei cantieri edili è pertanto estremamente importante oggi. Il gruppo di consultazione dello Stato maggiore cantonale di condotta, gruppo che riunisce anche le parti sociali, sta analizzando alcune richieste di deroga al principio della chiusura. Si sta andando abbastanza bene, nel senso che il confronto tra le parti sociali si sta rivelando positivo». In altre parole? «Per il momento non sono tante le aziende che hanno chiesto la deroga e quindi l'autorizzazione a restare aperte, la situazione è dunque gestibile. Di più al riguardo non posso dire». Rimane ad ogni modo aperto il discorso economico... «Ho sentito le dichiarazioni del consigliere federale Maurer, per il quale le risorse economiche finora erogate dalla Confederazione non saranno sufficienti, ma in questo momento penso che con le indennità per lavoro ridotto e gli aiuti diretti alle aziende si possa evitare i licenziamenti e garantire il pagamento dei salari». Si confida in un superamento in tempi brevi (possibilmente) dell'emergenza sanitaria.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved