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23.12.2019 - 09:38
Aggiornamento: 12:22

Personale sociosanitario aggredito: Vpod sollecita lo studio

Per il governo la via intrapresa è sufficiente e invita il parlamento a respingere la mozione, mentre il sindacato ne chiede l'accoglimento

a cura de laRegione
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(Ti-Press)

Il Consiglio di Stato approfondisca il problema delle aggressioni verbali e fisiche contro il personale sociosanitario. Lo chiede il sindacato Vpod sollecitando anche uno studio cantonale che analizzi le specificità presenti in ogni settore sociosanitario, così da individuare gli strumenti d’azione migliori e monitorare i cambiamenti che interverranno a seguito delle azioni intraprese. In tal senso il sindacato invita il Gran Consiglio ad accogliere la mozione presentata in marzo dal deputato e sindacalista Vpos Raoul Ghisletta e volta appunto migliorare la tutela del personale sociosanitario dalle aggressioni, le quali sarebbero particolarmente elevate in Ticino. 

'Misure già adottate'

Il Consiglio di Stato si è espresso un mese fa sulla mozione, invitando il parlamento a respingerla. Sostiene che l'assenza di uno studio che quantifichi con più precisione l'ampiezza del fenomeno nel nostro cantone, non ha impedito che anche in Ticino venissero adottate misure preventive in più ambiti e a più livelli. Secondo il Governo “diversi istituti hanno già adottato delle misure preventive contro le molestie e prevedono delle procedure per la segnalazione”. Il CdS afferma inoltre che “il tema delle molestie sessuali da parte di persone anziane affette da demenze è affrontato anche nell'ambito dei lavori di implementazione delle Strategia cantonale sulle demenze, che porterà alla redazione di linee guida per affrontare e risolvere le situazioni problematiche.” 

Più livelli coinvolti

Perciò il Consiglio di Stato propone di respingere la mozione, “poiché ritiene prioritario continuare a introdurre e sviluppare le misure di prevenzione e l'intervento che Confederazione e Cantone stanno mettendo in atto a più livelli e in diversi ambiti, a sostegno delle lavoratrici e lavoratori, ma anche dei datori di lavoro confrontati con questa problematica. Particolare importanza assumono in questo contesto le misure previste per sensibilizzare i datori di lavoro, il personale e gli utenti con l'introduzione di appositi moduli di formazione. Da parte sua il Cantone si adopererà anche nell'implementazione del progetto nazionale di sensibilizzazione, non solo dei datori di lavoro pubblici e privati, ma anche di tutta l'utenza dei servizi”.

'Situazione in Ticino problematica'

Purtroppo – scrive oggi il sindacato Vpod – l’impressione è che la situazione in Ticino sia molto problematica, che i risultati ottenuti sinora per contrastare il fenomeno siano tutto sommati insufficienti e che non vi sia abbastanza coinvolgimento dei rappresentanti del personale presenti nelle realtà sociosanitarie. Di qui la richiesta affinché il Governo faccia lo studio cantonale per delineare i contorni del problema nei vari settori sociosanitari ticinesi e per adottare misure specifiche. La richiesta è firmata da Stefano Bezzolato Pirola (presidente Vpod personale case anziani), Mauro Mantovani (presidente Vpod operatori servizi a domicilio), Lucio Negri (presidente Vpod lavoratori istituzioni sociali), Michela Pedersini (presidente Vpod personale ospedali Eoc), Monica Vanotti (presidente Vpod personale cliniche private), Viviana Varisto (presidente Vpod operatori Osc) e Valentino Garrafa (presidente Commissione del personale Osc).

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