La revisione della Legge sulle commesse pubbliche dovrebbe entrare in vigore il 1 gennaio 2020 (Ti-Press)
Ticino
16.07.2019 - 15:290
Aggiornamento : 17:46

Revisione della Legge sulle commesse pubbliche, c'è il ricorso

L’associazione nazionale dei prestatori e collocatori di personale (swissstaffing) si rivolge al Tribunale federale contro il divieto di subappalto

L’associazione nazionale dei prestatori e collocatori di personale (swissstaffing) ha presentato ricorso al Tribunale federale contro la revisione della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb), che dovrebbe entrare in vigore il 1 gennaio 2020. Secondo la swissstaffing il Canton Ticino sta cercando di vietare o limitare in modo massiccio il ricorso al lavoro temporaneo per l’esecuzione delle commesse pubbliche: "Con il divieto di subappalto – scrive l'associazione in una nota odierna – diventa praticamente impossibile per i prestatori di personale fornire la propria manodopera. Ciò rappresenta una grave interferenza nella libertà economica delle imprese di lavoro temporaneo e dei loro clienti".

Secondo quanto previsto dalla revisione della LCPubb, l’assegnazione di commesse a subappaltatori, e in particolare l’impiego di personale a prestito, sarà vietato in linea di principio. Ciò significa che alle aziende non sarà consentito coinvolgere terzi, né imprese né persone fisiche, nell’esecuzione di un appalto statale. La commessa dovrà essere eseguita esclusivamente dall’impresa stessa rispettivamente dai propri collaboratori. Di conseguenza, i prestatori di personale non sarebbero più autorizzati a prestare i propri dipendenti per l'esecuzione di appalti pubblici. È questo appunto che contesta l'associazione dei prestatori di personale, la quale ritiene che "la Confederazione ha già regolato in modo esauriente i requisiti e le condizioni per il prestito di personale. E la tutela dei lavoratori è garantita sulla base di salari minimi, orari di lavoro massimi e ulteriori prescrizioni". Inoltre, sostiene la swissstaffing, nel settore degli appalti pubblici non esiste una base giuridica che legittimi la restrizione dell’impiego di lavoratori temporanei.

Stando a quanto affermato dall'associazione dei prestatori di personale, la revisione della Legge sulle commesse pubbliche del Canton Ticino violerebbe il diritto federale e internazionale, motivo per cui "al fine di prevenire ingenti danni economici al settore" è stato presentato il ricorso al Tribunale federale.

 

 

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