Ticino
19.04.2019 - 06:100

Commissioni parlamentari, chi siede nelle stanze dei bottoni

Ecco come si stanno organizzando i gruppi in vista dell'imminente seduta costitutiva del Gran Consiglio: capigruppo, vice e deputati/commissari

Capigruppo, vicecapigruppo e deputati/commissari. In vista della seduta costitutiva del Gran Consiglio, giovedì 2 maggio, i partiti che nel Legislativo cantonale uscito dalle urne il 7 aprile contano almeno cinque deputati – il numero minimo per ‘fare’ gruppo parlamentare e quindi accedere alle commissioni – si stanno organizzando. Parliamo del Partito liberale radicale, della Lega dei Ticinesi, del Partito popolare democratico, del Partito socialista, dell’Unione democratica di centro e dei Verdi. Sei formazioni che alle elezioni 2019 hanno ottenuto rispettivamente ventitré, diciotto, sedici, tredici, sette e sei seggi.

In questi giorni si sono riuniti quasi tutti e sei i gruppi parlamentari, ognuno per designare al proprio interno capo, vice e i componenti delle commissioni parlamentari, le vere stanze dei bottoni, dove si prende buona parte delle decisioni. Non dappertutto però i giochi sono fatti. In casa Ppd per esempio resta ancora da definire il vice di Maurizio Agustoni, riconfermato alla testa del gruppo. Gli ecologisti non hanno invece preso ancora alcuna decisione. «Due dei nostri sei granconsiglieri sono in ferie. Ci riuniremo a fine mese per designare capogruppo, vice e commissari», dice, contattata dalla ‘Regione’, Samantha Bourgoin, fra i deputati Verdi eletti. A muoversi ieri i partiti che non fanno gruppo: Mps (3 deputati), Partito comunista (2 deputati), Più Donne (2 deputate). In una presa di posizione inviata ai media sollecitano per loro un seggio supplementare nelle commissioni (decisione che spetta al plenum). Intanto il gruppo parlamentare socialista conferma alla ‘Regione’ di essere «disponibile ad entrare in trattativa con il Pc per trovare un accordo sulla composizione delle commissioni».

Quella del 2 maggio sarà per il parlamento una seduta costitutiva particolare. Il giorno prima entrerà infatti in vigore la riformata legge sul Gran Consiglio. Dal mese prossimo sarà dunque la normativa approvata poco più di un anno fa (il 9 aprile per la precisione) dal precedente parlamento a regolamentare l’attività del Gran Consiglio e dei suoi novanta deputati. La novità di peso riguarda le commissioni. Che oggi sono suddivise tra “permanenti” (Gestione e finanze, Legislazione, Petizione e ricorsi), “speciali” (Tributaria, Scolastica, Sanitaria, Energia...), e “altre” (Controllo mandato pubblico BancaStato, Aet, Usi e Supsi,...). Da maggio la suddivisione principale sarà fra commissioni “generali” (tre) e commissioni “tematiche” (quattro). Gestione e finanze; Costituzione e leggi; Giustizia e diritti saranno le “generali”. Economia e lavoro; Sanità e sicurezza sociale; Formazione e cultura; Ambiente, territorio ed energia saranno le “tematiche”. Considerati i compiti, due sono le nuove commissioni: la Giustizia e diritti e l’Economia e lavoro. La nuova legge contempla inoltre commissioni “speciali” (per l’esame di specifici temi), “di controllo” e la Commissione di sorveglianza delle condizioni di detenzione.

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