(foto Dipartimento del territorio)
Ticino
08.02.2019 - 10:490

Per le arnie cade l'obbligo della licenza edilizia

Il Dipartimento del territorio promuove delle disposizioni a favore degli apicoltori e dà la linea ai Comuni

Per posare le arnie all'aperto in futuro non servirà più depositare in Comune una domanda di costruzione. Deciso a incoraggiare una apicoltura “che si basi su postazioni stanziali anziché itineranti” e a contenere la diffusione di malattie epizootiche, il Dipartimento del territorio ha deciso di modificare gli indirizzi sul piano edilizio.

Non potendo far capo a disposizioni precise concernenti la gestione delle richieste di posa di arnie da parte di apicoltori e considerata l’evoluzione della tecnica in questo specifico settore, il Dt, si spiega in una nota, “ritiene opportuno adottare nuove linee che vanno intese come semplice strumento orientativo per i Comuni, volto a uniformare la prassi”.  Di conseguenza, “negli scorsi giorni sono state diramate a tutti i Municipi delle indicazioni di carattere orientativo che anticipano, nelle grandi linee, la regolamentazione in fase di allestimento nell’ambito della revisione generale della legge edilizia. Le stesse si riferiscono agli apiari di tipo Dadant-Blatt, costituiti da arnie cubiche sostenute da una trave, a sua volta appoggiata su mattoni o cavalletti bassi. Non sono quindi interessati gli apiari realizzati in chalet”.

Viatico è stato un recente incontro con la Società ticinese di apicoltura, che ha dato modo di approfondire la tematica. Con il nuovo corso, si manterrà ferma la barra sulle disposizioni di carattere sanitario, ma si darà la possibilità, dentro il perimetro della zona edificabile, di sistemare le arnie – al massimo sei e a una distanza di almeno cinquanta metri dalle abitazioni – senza l’obbligo di staccare una licenza edilizia. Chi intende posare più di sei arnie dovrà, invece, chiedere almeno una notifica. Se poi ci si muove all’esterno della zona edificabile, “la posa di al massimo trenta arnie, alla distanza di almeno cinquanta metri dalla zona edificabile e a condizione che non vi siano interessi pubblici contrastanti, potrà di regola essere esclusa dall’obbligo di licenza”. Queste indicazioni, annota ancora il Dipartimento,  non sono di carattere vincolante e lasciano ai Municipi un ampio margine di apprezzamento. Obiettivo: “chiarire la materia e, nel contempo, agevolare l’attività degli apicoltori”.

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