Ticino
17.01.2019 - 05:500
Aggiornamento : 09:21

Medico del traffico in Ticino: ‘Non è il più caro’

Il governo precisa: ‘Il conducente è libero di rivolgersi agli specialisti degli altri cantoni’. E appoggia l’idea di statalizzare la figura

Le perizie della dottoressa Mariangela De Cesare del Centro medico del traffico di Chiasso sono le più care della Svizzera? Macché. Anzi. Rispetto a cantoni come Vaud, Giura e Vallese, una perizia a seguito di alcolemia grave svolta dall’unico medico del traffico di livello 4 attivo in Ticino (De Cesare, appunto) costa circa il 20% in meno. Stesso discorso per le analisi in caso di guida sotto l’influsso di droghe pesanti o di derivati della canapa. E questo grazie al prezzo scelto dalla dottoressa, basato sul tariffario Tarmed (1’357 franchi, comunque più basso che nei cantoni citati), ulteriormente “contenuto in maniera forfettaria a 1’150 franchi” grazie “a un accordo con la Sezione della circolazione”. Lo esplicita il Consiglio di Stato rispondendo all’interrogazione di Cleto Ferrari (Udc), con cui a novembre il deputato chiedeva di “evitare di sostenere posizioni di privilegio e poco controllabili”, come riteneva essere quella della dottoressa De Cesare. Nel frattempo il tema è tornato d’attualità, con il Dipartimento delle istituzioni impegnato a valutare altre soluzioni, considerato lo scarso ‘appeal’ della funzione istituita con Via Sicura a livello federale a partire dal 2013. Sono solo 36 i medici del traffico di livello 4 attivi in Svizzera, perché “si tratta di una figura professionale istituita di recente”. Inoltre, “il percorso formativo per ottenere il titolo è notevolmente articolato”. Dicevamo delle soluzioni sul tavolo del Di: una è quella di cui abbiamo dato notizia il 9 gennaio, cioè la possibilità di statalizzare il servizio realizzando un Istituto cantonale di medicina legale, all’interno del quale “verrebbero riuniti tutti i medici legali attivi sul nostro territorio compresa quindi la figura del medico del traffico” di livello 4. Una possibilità – si apprende dalla risposta a Ferrari – che il Consiglio di Stato “saluta favorevolmente e i cui approfondimenti sono al momento in corso”. Appoggio che si unisce a quello che – stando a nostre informazioni, vedi l’edizione di martedì – sarebbe stato confermato anche dalla dottoressa durante il faccia a faccia con Norman Gobbi lunedì.

C’è poi un altro elemento che si ripete nella risposta del governo al deputato democentrista: De Cesare è sì l’unico medico del traffico di livello 4 riconosciuto in Ticino, ma nessuno impedisce ai conducenti che devono sottoporsi per legge alle perizie di recarsi oltre San Gottardo. Considerato poi che “di principio chi è tenuto a sottoporsi a una visita può richiedere un preventivo a qualunque medico del traffico presente sul territorio nazionale”, per l’Esecutivo la possibilità di scelta – fatte le debite premesse sul numero contenuto di medici riconosciuti – è data.

Censi (Fat): ‘Ma le fatture restano spropositate’. Chiesa: ‘Statalizzare la figura? Soluzione razionale’

“I conducenti che devono sottoporsi alle citate perizie sono liberi di poter scegliere qualunque altro medico del traffico di livello 4 attivo sul territorio nazionale”. Nel ripeterlo più volte, il Consiglio di Stato ricorda che un elenco dei dottori in questione è pubblicato sul sito www.medtraffic.ch (Lucerna e Coira i più vicini). Ma d’ora in poi non occorrerà nemmeno più digitare alcunché: “Su proposta del Dipartimento delle istituzioni, nell’intimazione che l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione invia a chi deve sottoporsi alla visita, è ora indicato l’elenco dei medici del traffico di livello 4 autorizzati in Svizzera a svolgere questo genere di perizia”. Se valga la pena o meno a livello di prezzi (e di lingua) è ancora tutto da dimostrare, visto quanto citato dall’Esecutivo in merito alle tariffe (più alte rispetto al Ticino) applicate in alcuni altri cantoni. E a proposito di fatturazioni, il ‘summit’ di lunedì tra Norman Gobbi e Mariangela De Cesare è servito pure a guadagnare punti in fatto di trasparenza: la dottoressa segnalerà “sistematicamente” sulla fattura che dà conto della perizia con importo forfettario “la possibilità di ottenere l’allestimento dettagliato delle prestazioni di cui è composta la perizia, informazione che verrà ora trasmessa a ogni peritando”. Fermo restando che chiedere al medico di “esporre nel dettaglio le singole prestazioni e i relativi costi” è un diritto già riconosciuto all’utente, “ovviamente senza ulteriori oneri”. Correttivi e confronti sulle tariffe che bastano a far desistere chi ha sollecitato un intervento della Deputazione ticinese alle Camere sull’argomento? «Direi proprio di no, anzi. Se la fattura da noi è esagerata, altrove lo è ancora di più! Un intervento a livello di legislazione federale è più che giustificato» risponde Andrea Censi, coordinatore del Fronte automobilisti Ticino (Fat). Vien però da chiedersi come ci si può muovere a Berna. «Come Fat abbiamo da sempre messo in discussione la figura del medico del traffico di livello quattro, e questo in generale. Nel merito – rileva Censi – occorre una regolamentazione delle tariffe, ora spropositate. Chiediamo alla politica di mettere un tetto, la concorrenza farà il resto. In tal senso, è evidente che per evitare una situazione di monopolio come si è creata in Ticino bisogna rivalutare il periodo di formazione richiesto (due anni sono decisamente troppi!), affinché vi siano più medici interessati ad operare in qualità di medico del traffico». Un appello alla politica che sembra essere stato colto: «Ho chiesto di inserire il tema nella lista di quelli da affrontare nella seduta che avremo il 20 di febbraio», dice il presidente della Deputazione Marco Chiesa (Udc). Un Istituto di medicina legale ove operi pure il medico del traffico? «Potrebbe essere una soluzione razionale».

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