La zona di prova del test ticinese (infografica laRegione.ch)
APPROFONDIMENTO
26.10.2018 - 05:500

'Così a Ginevra riduciamo il traffico di frontalieri'

La funzionaria che ha creato con la Francia una corsia preferenziale in autostrada per car pooling: 'Ci vuole tenacia e collaborazione'. Test in Ticino sulle cantonali.

Il traffico dei frontalieri è il cruccio di tanti cantoni, che investono milioni per ridurlo, puntando su navette aziendali, bus e treni transfrontalieri, tasse per chi genera traffico, car pooling (condivisione di auto private tra più persone) e ricette per promuoverlo. Le novità in Ticino dalla primavera (vedi sotto) saranno tratte preferenziali test per bus e car pooling nel Mendrisiotto verso due valichi. Mentre Ginevra ha appena aperto una corsia preferenziale bidirezionale per car pooling in autostrada all’entrata e all’uscita di Ginevra alla dogana di Thônex-Vallard. Offre due vantaggi ai frontalieri che condividono l’auto partendo dalla regione di Annemasse (Alta Savoia) verso Ginevra: un credito mensile di 5 euro al pedaggio in Francia e arrivare più velocemente (con un guadagno del 33% rispetto a chi è in coda) a destinazione.

Gli attori di questo ‘miracolo’ transfrontaliero sono il Dipartimento infrastrutture del Canton Ginevra e l’azienda Autoroutes et tunnel du Mont Blanc (Atmb). «Il lavoro è durato due anni e non sono mancati gli ostacoli», spiega Chrystelle Charat, direttrice dei progetti strategici e trasversali al Dipartimento infrastrutture di Ginevra. L’alta funzionaria ci svela cosa è successo dietro le quinte: dal sostegno dell’Ufficio federale delle strade alla realizzazione di una segnaletica che non esisteva; dalle discussioni con le dogane alle multe che si possono dare solo in Francia. Infine, Charat precisa come la sua tenacia e quella del collega di avventura in Francia (Florian Grange, capo dei progetti innovativi per Atmb), entrambi molto motivati, abbiano portato al risultato. «Il miracolo è stato avere un partner francese altrettanto attivo e motivato. Altrimenti è davvero difficile».

‘Volevamo la corsia nei due Paesi’

«Nel 2016 abbiamo fatto uno studio tecnico per capire quale valico fosse il più adatto per corsie preferenziali per car pooling, scartando quelli piccoli (dove avremmo dovuto investire troppo tempo e mezzi per creare una nuova corsia) e quelli grossi». La scelta è caduta sulla dogana di Thônex-Vallard: «La soluzione meno complicata per un test di un anno». Con 1’600 veicoli all’ora la dogana offre un buon campione di frontalieri e non implica grossi lavori. Ma il grosso vantaggio è stato trovare un buon partner in Francia, l’azienda Autoroutes et tunnel du Mont Blanc che gestisce l’autostrada: «È stato da subito un interlocutore molto interessato, attivo e sensibile al tema (avevano creato parcheggi per car pooling alle entrate dell’autostrada). Ciò non è scontato perché questa misura toglie veicoli dall’autostrada e dunque riduce gli incassi. Per noi era indispensabile fare la corsia dai due lati della frontiera».

Segue un altro studio tecnico per capire come ricavare la nuova corsia. Si fanno test (era l’ottobre 2017) e si decide per due corsie per gli automobilisti e una per il car pooling nei due sensi.

In Svizzera non si può multare

Partono le discussioni con le rispettive autorità nazionali. In Svizzera, l’Ufficio federale delle strade, Ustra (“ci ha sostenuto molto”) e le dogane. «Ci hanno detto che dovevano poter continuare a fare il loro lavoro in sicurezza e che non avrebbero fatto i ‘poliziotti’ per il car pooling», spiega sempre Charat. In Francia, è la ‘gendarmeria’ a sanzionare gli abusi con multe da 22 euro. In Svizzera, è più complicato: «Non esistendo la segnaletica, che abbiamo creato con l’Ustra ed è in uso a titolo sperimentale, non c’è modo per la polizia di sanzionare gli abusi. Sarà possibile se questa segnaletica diventerà ufficiale. Ma chi oggi imbocca la corsia car pooling non può uscirne ed i controlli ci sono in Francia», precisa.

Ultima tappa, la preparazione. «Ciascuno ha fatto i suoi lavori, come mettere la segnaletica, nello stesso periodo in settembre e ad ottobre abbiamo iniziato».

Funzionerà se in parallelo si sviluppano servizi pubblici transfrontalieri. «La ricetta migliore è dare ai pendolari più soluzioni. Ma è pur vero che sulla corsia preferenziale, nel momento di punta, si ha l’impressione di passare davanti a tutti quelli che sono in coda», conclude. 

Tratte preferenziali per bus e auto con più di tre persone verso Gaggiolo e Brusata

Tratte preferenziali per bus e auto con più di 3 occupanti per velocizzare il traffico in uscita verso l’Italia: il test partirà in primavera nel Mendrisiotto su alcune strade cantonali (vedi grafica con le lunghezze ideali e finali). Ci spiega tutto Federica Corso Talento capo dell’Ufficio pianificazione e tecnica del traffico: «Verso il valico del Gaggiolo testeremo la possibilità di avviare una tratta per bus (in via Gaggiolo a Stabio). Valuteremo in un secondo tempo l’opportunità di aprirla anche al car pooling. Mentre verso il valico di Brusata si testerà una tratta car pooling in uscita verso l’Italia tra Novazzano (via Cios) e Mendrisio (via Canova)».

Il test servirà per valutare l’efficacia della misura in valichi dove il grado di occupazione delle auto è molto basso. «Partiremo nella primavera 2019 e monitoreremo i flussi per portare eventuali correttivi. Il car pooling che si vorrebbe attuare è restrittivo, con veicoli occupati da 3 o più persone», spiega. Chi sgarra potrà essere sanzionato? «Decideremo con la Commissione regionale trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio ed i Comuni come monitorare l’uso», spiega la funzionaria.

Per ora solo in Ticino, non in Italia

Le tratte preferenziali saranno solo su suolo ticinese. Se in futuro saranno implementate anche in Italia, il trasporto pubblico transfrontaliero sarà più performante. «Il progetto Interreg promuove una intermodalità sostenibile in area transfrontaliera. Ciò significa che se si potrà e sarà verificata l’efficacia, anche l’Italia potrà valutare se introdurle o meno. Noi abbiamo voluto aprire il dialogo in ambito europeo. In febbraio si terrà un evento di avvio ufficiale del progetto Smisto dove verranno invitati – oltre a tutti i partner svizzeri e alla Regione Lombardia – anche le provincie, i comuni e le comunità montane italiane», anticipa sempre Corso Talento.

Dietro le quinte c’è stato parecchio lavoro per scegliere dove testare le tratte: servono 9 metri di carreggiata da suddividere tra 2 corsie di circolazione (di 3 metri ciascuna), più una nuova per bus e/o car pooling. Previsti investimenti totali su più anni di 4,8 milioni per le tratte dei bus e 250mila franchi per quelle del car pooling. «Abbiamo eseguito uno studio di fattibilità inviato a Berna in cui abbiamo scartato diversi valichi per questioni di calibro stradale (strade troppo strette). Una volta scelte le tratte, ora procediamo ad un progetto sperimentale in cui diversi servizi del Dipartimento (Sezione della mobilità, Area operativa del Sottoceneri, Area esercizio e manutenzione) collaborano con l’Ufficio federale delle strade. Più due studi di ingegneria locali per realizzare entro la primavera alcune corsie sperimentali», conclude.  

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