Ticino
11.10.2018 - 11:240

Le casse digitalizzate aumentano lo stress sul personale

Uno studio dell’Università di Berna, commissionato da Unia, mostra che la digitalizzazione dei supermercati ha gravi conseguenze sul personale di vendita.

Uno studio dell’Università di Berna, commissionato dal sindacato Unia, mostra che la digitalizzazione delle casse dei supermercati ha gravi conseguenze sul personale di vendita. Grazie alle casse automatiche i grandi distributori risparmiano spazio e personale. Ma il prezzo che le addette e gli addetti alla vendita devono pagare è molto elevato: lo stress aumenta, i compiti si moltiplicano, la stanchezza s’intensifica, l’identità professionale cambia, nascono timori per il futuro e il contatto con i clienti peggiora. Unia chiede una rivalutazione dei salari e delle condizioni di lavoro, un potenziamento della formazione e una migliore protezione del personale.

Lo studio evidenzia come il personale addetto alle casse self service debba svolgere un numero crescente di compiti in tempi sempre più ridotti. In particolare deve garantire il controllo e la sorveglianza dei sistemi, una funzione che non ha nulla a che vedere con il mestiere della commessa o del commesso. Lo stress aumenta e il contatto con i clienti diventa più difficile. I dipendenti, soprattutto le donne, sono sempre più esposti a comportamenti aggressivi e inadeguati. Il lungo stare in piedi provoca inoltre dolori fisici. A livello generale, i lavori precari, i contratti a ore e a tempo molto o troppo parziale, l’estrema flessibilità e la mancanza di formazione e di prospettive professionali caratterizzano il settore delle casse, in cui lavorano essenzialmente donne.  
 
«Queste innovazioni tecnologiche ampliano in modo significativo le mansioni del personale addetto alla cassa. Devono pertanto anche tradursi in un miglioramento delle condizioni lavorative e salariali», dichiara Anne Rubin, responsabile del commercio al dettaglio di Unia, «anche e soprattutto alla luce del fatto che grazie alle casse automatiche le aziende risparmiano sui costi del personale». Con il sostegno di Unia, il personale del commercio al dettaglio rivendica inoltre una migliore protezione della sua integrità fisica e psichica, un potenziamento della formazione per gestire con successo le sfide della digitalizzazione e una chiara regolamentazione per i casi di furto o frode. Per le addette e gli addetti alla vendita, l’utilizzo di queste casse deve consentire di migliorare la pianificazione degli orari, ma non deve in alcun caso provocare una soppressione dei posti di lavoro. A livello generale la digitalizzazione deve andare a vantaggio del personale. Le dipendenti e i dipendenti devono avere voce in capitolo nel quadro dell’introduzione di nuove tecnologie o di nuovi processi di lavoro. Gli utili derivanti dalla digitalizzazione devono contribuire a migliorare le condizioni lavorative e salariali, in particolare per le donne. Secondo Vania Alleva, presidente di Unia, «questo è il solo strumento che ci consente di garantire una digitalizzazione sociale, al servizio del benessere di tutte e tutti!».

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