Mendrisiotto
Flussi migratori in calo. Fa la differenza il confine sud
I casi di soggiorno illegale a marzo in Ticino sono stati 867, a livello svizzero 2'415. Sfiorata quota 10mila nel primo trimestre dell'anno
In marzo il numero di riammissioni non è variato di molto
(Ti-Press)
20 aprile 2023
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I flussi migratori alle frontiere svizzere si confermano in calo. Tirate le somme del mese di marzo, l'andamento appare al ribasso e, in buona sostanza, sui livelli di febbraio. Mentre rispetto a gennaio i numeri dei soggiorni illegali, in pratica, si sono quasi dimezzati. Una volta di più a fare la differenza, in particolare nel raffronto con il marzo dell'anno scorso, è la situazione registrata lungo il confine meridionale del Ticino e quello orientale. Globalmente nel primo trimestre del 2023 i casi sono stati 9'662.

Avvicinando la lente al quadro statistico tratteggiato dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc), si nota subito come le 2'415 entrate irregolari del marzo scorso siano al di sotto delle 2'642 intercettate nel mese precedente, ma al di sopra, seppur di poco, a quelle del marzo 2022 (2'074). Come detto, a incidere sul fenomeno migratorio è, soprattutto, quanto accade alla frontiera sud, con gli 867 casi di marzo, comunque inferiori se raffrontati a quelli di febbraio, in totale 1'108. Ad avere un ruolo è pure il confine orientale, dove i soggiorni illegali sono stati 598 a marzo e 826 a febbraio. In merito alla geografia dei flussi, l'Udsc conferma che la maggior parte dei migranti giunti in Svizzera in modo irregolare era di nazionalità afghana e marocchina.

Un altro dato che restituisce il polso dello stato delle cose sul versante della migrazione è quello delle persone riconsegnate alle autorità estere vicine. Per l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini "la situazione è rimasta invariata rispetto al mese precedente". In effetti, si è passati dalle 461 persone di febbraio alle 494 di marzo. Una cifra, quest’ultima, comunque superiore a quella trascritta nello stesso periodo dell'anno scorso (304). In tutto, in tre mesi sono stati rimessi sulla via del Paese di provenienza 1'573 migranti.

Infine, sul versante dei casi di sospetta attività di passatori, i numeri, si conferma, sono "leggermente superiori" rispetto a quelli del mese di febbraio: dai 15 del secondo mese dell'anno si è saliti a 29. I passatori finiti nella rete a marzo sono, comunque, in linea con i dati del 2022, quando se ne erano contati 34. Facendo un calcolo provvisorio, fra gennaio e marzo ne sono stati sorpresi in azione 87.

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