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Per cercare la droga è intervenuto il Gruppo specialisti visite (archivio Ti-Press)
Mendrisiotto
26.07.2021 - 15:090
Aggiornamento : 16:28

Ha reclutato i corrieri di eroina, condannato a 36 mesi

Altra sentenza di condanna per il traffico di 10,4 chili fermato nel luglio 2018 a Chiasso Brogeda. Per l'imputato anche 8 anni di espulsione

Nel traffico di 10,4 chili di eroina netti intercettati il 24 luglio 2018 alla dogana di Chiasso Brogeda ha avuto il ruolo di reclutatore dei due corrieri poi fermati (e già condannati dalla giustizia ticinese). L’uomo, un 25enne albanese, è comparso questa mattina davanti alla Corte delle Assise criminali di Mendrisio presieduta dal giudice Marco Villa che lo ha condannato, con procedura di rito abbreviato, a 36 mesi di detenzione (di cui 16 da espiare e 20 sospesi per un periodo di prova di 2 anni) per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti, con errore sui fatti. Il 25enne è anche stato espulso dalla Svizzera per 8 anni. L’uomo, difeso in aula dall’avvocato Carlo Borradori, è stato arrestato il 30 giugno dell’anno scorso in Macedonia. La procuratrice pubblica Valentina Tuoni, titolare dell’inchiesta, è arrivata a lui dopo aver analizzato i tabulati telefonici dei due corrieri.

Il traffico di eroina dall’Albania è stato organizzato tra il 22 e il 24 luglio 2018. L’imputato, così come i due corrieri, ha dichiarato che sapeva di trasportare, come si legge nell’atto d’accusa, “almeno un chilo di droga pesante, segnatamente cocaina”. La perquisizione della vettura da parte del Gruppo specialisti visite ha invece portato alla luce l’eroina, di un grado di purezza variante tra il 12.3 e il 35.10 per cento, confezionata in 21 pani occultati all’interno di un vano ricavato all’interno del cruscotto della vettura. A gestire l’organizzazione del trasporto è stato un altro cittadino albanese, attualmente in carcere in Italia per reati legati a droga e traffico di armi. «Sono consapevole di avere sbagliato – sono state le parole dell’imputato su precisa domanda del presidente della Corte –. È stata la prima volta, mi sono sempre comportato onestamente». Nel confermare l’atto d’accusa, il giudice ha augurato al 25enne «un futuro senza commettere altri errori».

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