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03.05.2020 - 20:51

Trasporto pubblico, appello transfrontaliero

Astuti e Utenti della Lombardia rivendicano un sostegno (anche finanziario) al settore in vista dell'allentamento delle misure anti-coronavirus

Le autorità allentano la presa dettata dall'emergenza da Covid-19. Si va verso la riapertura delle diverse attività economiche e il ritorno degli orari canonici dei trasporti pubblici: giorno cruciale sarà l'11 maggio. La nuova normalità, però, non permetterà di derogare dalle regole sociali necessarie per tenere lontano il virus. Il che rischia di fiaccare la fiducia degli utenti dei mezzi collettivi e su entrambi i versanti del confine, soprattutto da queste parti, dove sulla rete dei servizi transfrontalieri si è investito e non poco (pensiamo alla Mendrisio-Varese). Uno sforzo sorretto dalle necessità di ridurre il traffico che attraversa il Mendrisiotto.

Ecco che allora Astuti, l'Assocaizione ticinese utenti dei trasporti pubblici, e Utenti dei trasporti pubblici della Lombardia (Utp) hanno unito le forze per lanciare un appello a fronte delle criticità e delle esigenze che si fanno largo a fronte della difficoltà di garantire il distanziamento sociale, da un lato, e le perdite finanziarie accusate dal settore. Appello indirizzato alle stesse aziende di trasporto ma pure agli enti 'preposti alla loro guida e gestione affinché sorreggano adeguatamente qualità e quantità del trasporto pubblico per ridurre i rischi ora e ancora di più per una più veloce e piena uscita dalla crisi per tutto il settore, ribadendo la centralità del trasporto pubblico regionale e locale rispetto sia alla questione ambientale sia all'efficienza del sistema produttivo'.

Ci vorrà del tempo per tornare ai numeri del recente passato. Ciò nonostante il timore è che 'in molte situazioni la capacità dei mezzi sarà insufficiente a garantire il distanziamento'. Insomma, basterà scaglionare gli ingressi in uffici, aziende e scuole e raccomandare, là dove inevitabile, di indossare la mascherina (ciascun viaggiatore dovrà portarsi la sua) ed evitare le ore di punta? Quindi, sollecitano Astuti e Utp, le aziende di trasporto 'devono prepararsi fin da subito ad ampliare gli archi di servizio ben fuori dalle tradizionali fasce di punta e a estenderli all'intera settimana'. Le Associazioni riconoscono come, nell’immediato, non ci si poteva realisticamente attendere di più, 'ma sui tempi medio-lunghi - insistono - l’esperienza del coronavirus dovrebbe portare a una strategia che punti a una maggiore sicurezza, pure sanitaria, sui trasporti pubblici anche in tempi cosiddetti normali, in modo da mantenere la fiducia degli utenti'.

Di conseguenza, come ribadito nell'appello, servirà un aiuto pubblico. 'Vi è infatti il rischio -si motiva - che i cospicui investimenti fatti e in corso (Gottardo, Mendrisio-Varese-Malpensa, Monte Ceneri, tram-treno del Luganese, ecc.) finiscano per essere almeno parzialmente vanificati'.

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