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09.08.2019 - 05:50

Chiasso ridefinisce le zone del piacere

Dopo il ritiro del messaggio del mese di aprile, il Municipio ha rivisto i confini dei sette fondi dove potrà essere esercitata la prostituzione

di Prisca Colombini
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archivio Ti-Press

L’esercizio della prostituzione, delle attività collaterali e dei servizi di ‘morte assistita’ sono attività moleste di natura materiale e immateriale. Dopo un primo tentativo non andato a buon fine – il messaggio era stato ritirato perché i confini includevano anche palazzi e attività commerciali –, il Municipio di Chiasso ha ripresentato il messaggio relativo alle norme di attuazione del Piano regolatore riguardanti il concetto di molestia di natura materiale e immateriale, nonché il disciplinamento delle antenne per la comunicazione mobile. Dopo aver preso atto delle osservazioni arrivate dal Consiglio comunale, i confini dei mappali di Chiasso che delimitano le zone con attività molesta, di tipo materiale e immateriale, sono ora più chiari. Il Municipio intende “rendere ammissibile l’inserimento della prostituzione nella zona amministrativa commerciale intensiva a 7 piani (Ac7)”. I mappali indicati nel messaggio sono sette. “In queste aree – precisa l’autorità comunale – risultano attualmente in attività due postriboli: uno in via Brogeda e uno in via Porta”. C’è poi il mappale in via dei Pedroni, dove è situato un centro per massaggi tantra “e recentemente è stata rilasciata una licenza edilizia per un ulteriore postribolo”. Gli altri quattro fondi – quelli che per la loro estensione avevano portato al ritiro del messaggio nel mese di aprile – sono adiacenti ai mappali citati, “sono situati in zona Ac7 e confinano con l’area doganale. Questi mappali non sono confinanti con la zona residenziale, in quanto sorgono in zona amministrativo-commerciale, e sono separati da strade di grande traffico, definite rispettivamente strada di raccolta, strada principale e strada di servizio”. Il Municipio puntualizza inoltre che “non essendo circoscritto il carattere molesto alla sola attività di prostituzione, vi sono altre due zone considerate moleste, quali quelle degli impianti doganali e ferroviari”. La proposta pianificatoria formulata dal Municipio “differisce dalla competenza di polizia assegnata ai Comuni dalla nuova Legge cantonale sull’esercizio della prostituzione, di stabilire tramite ordinanza altri luoghi e distanze in cui la prosituzione all’aperto è vietata, quando già la legge cantonale statuisce che la prostituzione di strada è vietata in tutti i luoghi, anche privati”. Quello che l’esecutivo vuole fare è “formalizzare a Piano regolatore il concetto di molestia immateriale”.

Antenne ‘a cascata’

Passando al disciplinamento delle antenne per la comunicazione mobile, il Municipio di Chiasso ha scelto il modello a cascata che prevede “la possibilità di posare antenne per la telefonia mobile percepibili visivamente secondo l’ordine di priorità zone per il lavoro, zone miste, zone residenziali e miste e aree delimitate dal raggio di 150 metri da locali dove soggiornano persone particolarmente sensibili (bambini, anziani, ammalati) quali scuole, case anziani, strutture ospedaliere e simili”. Nell’ottobre 2015 il gruppo Plr di Chiasso aveva presentato una mozione sul tema. Il Tribunale federale “ha precisato che la salvaguardia della pianificazione rappresenta un’esclusiva incombenza comunale e ha inoltre confermato il principio del modello a cascata, che individua una successione di zone in cui le nuove antenne per la comunicazione mobile vanno prioritariamente collocate”. Antenne che “devono essere finalizzate a coprire il territorio comunale. Non sono ammissibili antenne con lo scopo prioritario di servire territori oltre frontiera”.

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