Samuel Golay
Mendrisiotto
28.09.2017 - 12:150
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

Bosia Mirra: 'Per ora non mi dimetto'. Probabile il ricorso in appello

«Per il momento non  mi dimetto». La voce di Lisa Bosia Mirra è pacata, come sempre. La deputata socialista risponde così (a distanza), nel corso della conferenza stampa che questa mattina, giovedì, ha fatto seguito all'udienza in tribunale, a quanti fin dalle prime battute della vicenda invocavano le sue dimissioni da parlamentare. La 43enne preferisce attendere: che il verdetto cresca in giudicato; forse che le cose cambino, anche sul piano legale. Del tempo la co-fondatrice di Firdaus intende prenderselo anche per decidere se impugnare la sentenza della Pretura penale di Bellinzona che, di fatto, ha confermato in toto il decreto d'accusa e la pena (pecuniaria) di 80 aliquote giornaliere di 110 franchi l'una (sospese per due anni). Anche il suo legale, l'avvocato Pascal Delprete, si mostra cauto. «Prendo atto della posizione del giudice. Valuteremo insieme se presentare appello».

Dalla comunicazione del dispositivo ci saranno 10 giorni di tempo. Ma è più di un'impressione quella che si andrà avanti: Lisa Bosia Mirra in cuor suo è pronta ad arrivare persino davanti alla Corte dei diritti dell'uomo. Un'impressione confermata anche attraverso il sito dell'Osservatorio giuridico, in cui si afferma senza temi di smentita che Bosia Mirra ricorrerà in Appello. Quindi sino a quando non si metterà la parola fine si continua a rivendicare la presunzione di innocenza. 

Chi, dall'inizio, sostiene Lisa Bosia Mirra, ritiene si sia «persa una occasione».  Lei la 43enne, adesso, dovrà confrontarsi con questo verdetto. «Certo – ribadisce – per me è difficile accettare che queste persone – i migranti, ndr – abbiano dei diritti limitati rispetto agli altri. Del resto, quanto sta capitando riguarda tutti noi in quanto cittadini. Se la mia vicenda potrà aiutare a cambiare le cose, bene».

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