Il gruppo interroga l'Esecutivo sulle manifestazioni promosse negli ultimi tempi e sulla gestione dell'ex Macello, sollecitando una posizione chiara

Questione di regole. A Lugano il gruppo Udc riaccende i riflettori sulle "manifestazioni non autorizzate" di cui è stata teatro la Città negli ultimi mesi. In una interrogazione depositata in questi giorni davanti al Municipio - primo firmatario Paolo Andreetti - si richiama l‘"assenza di conseguenze concrete" di fronte a "eventi che si svolgono in aperta violazione delle regole, senza autorizzazioni, senza percorsi concordati, senza rispetto per residenti, commercianti e lavoratori, e che troppo spesso degenerano in disagi, blocchi, rumore, tensioni e problemi di ordine pubblico". Non solo, questa situazione a dire degli autori dell'atto parlamentare evidenzia "una chiara spaccatura e non trasparenza all’interno del Municipio, che non fa altro che indebolire ancor di più la posizione delle istituzioni". Tutto ciò, si rilancia, senza trascurare che "una parte significativa della cittadinanza manifesta crescente stanchezza e preoccupazione". Quanto basta, si ribadisce, per fiaccare la fiducia nelle autorità locali, chiamate, si sottolinea, a "esercitare con chiarezza il proprio ruolo politico e istituzionale, assicurando ordine, sicurezza e un’applicazione coerente delle norme, nel rispetto dei principi di uguaglianza e legalità".
A questo punto i firmatari dell'interrogazione pongono una lunga fila di domande. Per cominciare chiedono per quale ragione sin qui "non sono stati adottati provvedimenti concreti
(identificazioni, sanzioni amministrative, denunce o scioglimento delle manifestazioni) nei confronti degli organizzatori e dei partecipanti" e se vi è già stata l'occasione di "emettere delle sanzioni". Inoltre, l'Esecutivo "non ritiene che questa sistematica tolleranza costituisca un grave segnale di debolezza dello Stato di diritto, oltre a una mancanza di rispetto verso i cittadini che quotidianamente rispettano le regole" e come intende rispondere alla cittadinanza?
E qui il gruppo Udc sollecita ancora il Municipio sulla sua strategia futura, domandando se non intenda "cambiare approccio, adottando una linea chiara e ferma, volta a prevenire e reprimere manifestazioni non autorizzate, oppure ritiene accettabile continuare su questa strada di permissivismo". E di conseguenza quali misure concrete e immediate pensa di introdurre. Non si manca neppure di riportare l'attenzione sulla ’vicenda' della consegna delle chiavi dell’ex Macello agli autogestiti e sulla necessità di una presa di posizione chiara da parte della Città, in merito pure allo sgombero e alla sistemazione dell'area. Infine, ci si interroga sulle motivazioni che hanno portato a concedere un risarcimento di 35mila franchi.