L’opzione, secondo la sezione socialista, è preferibile rispetto all’emissione di nuove azioni in una società che sta attraversando problemi finanziari

Meglio che la Città acquisti dalla Casinò Lugano Sa lo stabile della casa da gioco, piuttosto che emettere nuove azioni. Questa l’opinione del Ps di Lugano sul tema, tornato prepotentemente d’attualità dopo che a causa di un’imbarazzante (per Lugano) controversia tra la Città e Locarno si prospetta un aggravio per la collettività di oltre 8 milioni di franchi.
Ricordiamo, la seconda camera civile del Tribunale d’appello ha recentemente dato ragione alla Kursaal Locarno Sa nella vertenza con la Casinò Lugano Sa, riguardo a una convenzione sottoscritta venticinque anni fa tra le due parti. In sostanza, l’accordo era: per evitare di farsi la guerra, chi delle due case da gioco riceverà da Berna la concessione federale di tipo A, pagherà all’altra una compensazione (25% dell’utile netto e 0,65% degli incassi netti). La concessione l’ha ricevuta Lugano, che tuttavia non ha dato seguito alla convenzione, cosicché Locarno ha deciso di dar avvio alla lite. Formalmente non terminata, in quanto è stato presentato ricorso al Tribunale federale.
Tuttavia, le prospettive per una vittoria luganese sono ridotte al lumicino, tanto che il Municipio ha già messo le mani avanti approvando un supporto straordinario in caso di sconfitta. Un importo complessivo massimo di 8,55 milioni di franchi. Spetta ora al Dicastero consulenza e gestione elaborare le possibili opzioni di intervento, che confluiranno in un messaggio destinato al Consiglio comunale. In questo contesto si inserisce la locale sezione socialista.
In una nota firmata dai copresidenti Tessa Prati e Filippo Zanetti, si chiede intanto di chiarire trasparentemente le responsabilità della débâcle, si ricorda che un eventuale fallimento della casa da gioco avrebbe pesanti conseguenze sia per il Comune sia per i lavoratori. Per scongiurarlo, sarebbero solo due le vie. Un aumento del capitale della società mediante l’emissione di nuove azioni sottoscritte dal Comune fino a un massimo di 8,5 milioni (l’opzione municipale in sostanza) e la vendita (a prezzo di mercato) alla Città dell’immobile di proprietà della società, che garantirebbe alla Sa la liquidità necessaria per uscire dall’impasse.
“Pur implicando un indebitamento – precisa il Ps sulla seconda opzione, che suggerisce –, consentirebbe alla Città di acquisire un bene immobiliare in una posizione strategica e centrale, a ridosso del Palazzo dei congressi, con il quale, ad esempio, potrebbero essere sviluppate concrete sinergie”. Viceversa, l’aumento di capitale “appare una via più complessa”. Perché? “Coinvolge gli azionisti privati e risulta in contraddizione con la volontà di dismettere l’attività di gioco, posizione sostenuta non solo dal Ps di Lugano, ma anche dal recente Piano finanziario 2026-33 del Municipio”. Non solo: i cittadini “immetterebbero capitale senza una contropartita e in una società che versa in una situazione finanziaria precaria, ciò che metterebbe a repentaglio l’esito del regalo che potrebbe essere fatto alla Casinò Lugano Sa”.