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25.02.2022 - 19:03
ATS, a cura de laRegione

Processo per riciclaggio, il Credit Suisse va assolto

Per la legale dell’istituto di credito, la Procura federale ‘ha voluto a tutti i costi far condannare una banca svizzera’

La difesa di Credit Suisse ha chiesto oggi l’assoluzione su tutta la linea della grande banca nel processo per riciclaggio di denaro che vede coinvolti l’istituto di credito e la criminalità organizzata bulgara davanti al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona.

Nella sua arringa, la legale di Credit Suisse Isabelle Romy ha inoltre denunciato il procedimento condotto dal Ministero pubblico della Confederazione. L’altroieri, nella sua requisitoria, l’Mpc aveva chiesto una multa di 5 milioni di franchi – il massimo consentito dalla legge – contro l’istituto di credito e una pena totalmente o parzialmente sospesa per gli altri coimputati.

Secondo l’avvocata, il procedimento è andato per le lunghe a causa dell’«accecamento della Procura federale, che ha voluto a tutti i costi far condannare una banca svizzera». Per questo motivo ha anche domandato un risarcimento equo per Credit Suisse. Accanto alla multa, l’Mpc aveva invece chiesto alla grande banca un doppio risarcimento: 34 milioni di franchi, che corrispondono ai fondi sfuggiti alla giustizia, e 7 milioni di franchi, che rappresentano i guadagni ottenuti nella vicenda.

Davanti al Tpf, Romy ha contestato tali accuse, affermando che l’origine illecita dei fondi non è stata accertata. Non v’è neppure motivo di sanzionare la banca per i presunti guadagni realizzati grazie al denaro della rete di trafficanti bulgari di Evelin Banev. Confutando qualsiasi manovra dilatoria od ostruzione da parte di Credit Suisse, la legale ha evocato i numerosissimi atti istruttori e le richieste di informazioni dell’Mpc. Parlando a diverse riprese di «fishing expedition», Romy ha ritenuto che l’accusa abbia condotto ricerche a tutto campo volte a confermare l’ipotesi perseguita sin dall’inizio, secondo cui la banca avesse riciclato del denaro proveniente dalla rete criminale bulgara di Banev.

La buona fede del Credit Suisse

«Al contrario, Credit Suisse aveva tutto l’interesse a dimostrare la sua innocenza in questo caso e a collaborare al procedimento per porvi fine», ha sottolineato l’avvocata. Nonostante questa buona volontà, l’Mpc ha violato i principi procedurali e redatto un atto d’accusa sotto forma di requisitoria scritta. La legale ha anche contestato il valore probatorio delle sentenze straniere che condannano Banev e membri del suo clan, che sono invocate dall’accusa. In Italia, ad esempio, non è stato provato che i fondi sarebbero stati riciclati da Credit Suisse. In Bulgaria, la condanna del ‘boss’ non ha riguardato atti di riciclaggio. In Spagna, non si è arrivati neppure al processo nei confronti di Evelin Banev. In queste condizioni, l’origine illecita del denaro non sarebbe stata accertata.

Nessuna carenza presso Credit Suisse

La difesa ha anche cercato di smontare la realtà degli affari immobiliari in cui era coinvolto Banev, nonché le pratiche di finanziamento in vigore in quel periodo di boom. L’Mpc accusa Credit Suisse di aver concesso un prestito a tal fine che, in realtà, avrebbe mascherato operazioni di riciclaggio di denaro. Elencando tutti i controlli che erano stati effettuati dai servizi della banca, Romy ha respinto al mittente le accuse di carenze nella documentazione.

L’avvocata ha ritenuto che è l’atto d’accusa, semmai, a essere lacunoso per quanto riguarda il sostegno a un’organizzazione criminale. Gli elementi di tale reato non sarebbero stati accertati dalla procura federale per l’apertura del conto e le transazioni. Romy ha quindi concluso che, in queste condizioni, le accuse di riciclaggio di denaro e di sostegno all’organizzazione non sarebbero provate, sia per quanto riguarda Credit Suisse sia per il suo ex consulente alla clientela.

Il processo proseguirà la settimana prossima con le arringhe dei difensori degli altri coimputati, contro i quali il Ministero pubblico della Confederazione ha chiesto pene sospese e multe di 10’000 franchi.

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