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25.01.2022 - 21:44
Aggiornamento : 22:31

Parlamento dei giovani di Lugano, eppur qualcosa si muove

Inattivo dal 2017, giovedì quattro ‘aspiranti politici’ incontreranno la responsabile delle politiche giovanili: ‘Si sono proposti loro’

“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo...”. Forse può ripartire, parafrasando la celebre canzone di Gino Paoli (i numeri sono gli stessi). Parliamo del Parlamento dei giovani di Lugano, inattivo dal 2017. Quattro giovani lo scorso dicembre hanno chiesto un incontro con la Città di Lugano, dicendosi interessati a farne parte. Detto, fatto. Domani, giovedì, alle 18, il gruppetto di ‘aspiranti politici’ avrà un primo faccia a faccia con Stefanie Monastero, responsabile delle politiche giovanili di Lugano e Agnese Giacomazzi della Federazione svizzera dei parlamenti dei giovani.

Di cosa discuterete? «Sarà un incontro esplorativo e di conoscenza. Come Città sono anni che cerchiamo di rilanciare questa opportunità per i giovani di farsi sentire, di dire la propria opinione, esprimere la propria idea, ma con fatica» spiega Stefanie Monastero. «Il Parlamento dei giovani di Lugano ha funzionato bene in passato, ma con il ricambio generazionale dal maggio 2017 non è più stato fatto nulla. L’ultimo evento è stato lo ‘Speed Debating’, tavole rotonde aperte a tutti i giovani e condotte da esperti di vari settori. In quella circostanza c’erano la municipale Zanini, il consigliere di Stato Bertoli, il sindaco Borradori, alcuni consiglieri comunali e i ragazzi avevano la possibilità di discutere di diversi argomenti. Il gruppetto di giovani era molto motivato, poi, raggiunto il limite di età, che va dai 15 ai 25 anni, non siamo più riusciti ad avere un ricambio. Dal canto nostro cerchiamo di spronare a questo genere di attività, perché spesso i ragazzi dicono di non essere ascoltati, o che le proposte non sono interessanti per loro. E l’idea delle Politiche giovanili della Città di Lugano è invece quella di mostrare loro che le possibilità ci sono e che quindi occorre farsi sentire».

‘Questo è un buon momento per i giovani per dire la loro’

Il Parlamento dei giovani di Lugano, nella sostanza, come funziona? «Una volta che parte il Parlamento, ci sono dei momenti organizzati. Questo sarà da valutare con i ragazzi quale formula più adeguata seguire. Tuttavia, l’ultima volta, quattro anni fa, non funzionava con delle regolari sessioni ma si era optato per lo ‘Speed Debating’, letteralmente ‘dibattito veloce’. Nell’incontro di giovedì vorremmo capire cosa intendono proporre. Quel che posso dire è che tutto diventa più facile, quando c’è un portavoce fra loro capace di coinvolgere altri giovani. Non funziona quando siamo noi adulti a proporre o a imporre dall’alto. Per noi è già un grande successo aver trovato questi quattro giovani che hanno voglia di far ripartire il Parlamento. Quando l’input parte da loro, dai loro desideri e necessità, è tutto più facile». In quali tempi potrebbe rivedere la luce il nuovo Parlamento? Già nei prossimi mesi? «Noi ce lo auguriamo. Ci piacerebbe tanto. E a mio avviso, questo è anche un buon momento per i giovani per dire la loro». Emergenza ambientale, spazi per i giovani... I temi non sembrano mancare. «È vero, ma non vorrei indirizzarli, spetta a loro proporre» evidenzia la responsabile delle politiche giovanili.

E proprio in questo periodo è in atto pure il “reclutamento” per il Consiglio cantonale dei giovani, che intende avvicinare i giovani alla conoscenza del funzionamento democratico e introdurli alla vita politica: la 22esima sessione si svolgerà i prossimi 12 marzo, 20 maggio e 23 settembre. «Noi ogni anno inviamo a tutti i giovani della fascia di età compresa tra i 15 e i 20 anni residenti a Lugano il volantino, che qualche settimana fa è partito all’indirizzo di 3mila 434 giovani nati tra il 2002 e il 2007, interessati alle tre giornate che si svolgono a Bellinzona». Tornando al Parlamento dei giovani di Lugano, come cercate di promuoverne l’opportunità? «Attraverso il settore delle politiche giovanili, quindi con i Centri giovanili, con il servizio di prossimità. Va sottolineato che al Parlamento dei giovani di Lugano possono aderire non solo i domiciliati ma anche coloro in formazione a Lugano (licei, scuole superiori, università, apprendistati, lavoratori). Chi fosse interessato può scrivere all’indirizzo e-mail socialità@lugano.ch. La Città di Lugano sostiene il Parlamento dei giovani sia a livello logistico, mettendo loro a disposizione la sala del Consiglio comunale e, all’occorrenza, anche altre sale, sia a livello di piccole spese, ad esempio se svolgono una giornata intera provvediamo noi al pasto o se devono compiere invii postali mirati cerchiamo di farci carico noi delle spese». Ora non resta che attendere gli esiti degli incontri tra i quattro giovani volonterosi e l’autorità cittadina. E se son rose fioriranno.

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