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29.07.2020 - 16:43

In sindaci del Malcantone, 'Il Tram-Treno non si ferma'

Dura presa di posizione sulle opposizioni delle associazioni ecologiste: 'Rallentano il progetto perché sono attaccate a un tracciato di 100 anni fa'

in-sindaci-del-malcantone-il-tram-treno-non-si-ferma
Linea collinare (Ti-Press)

"Sosteno totale" a Claudio Zali sulla questione del Tram-Treno arriva oggi dal Comitato della Conferenza dei sindaci del Malocantone. La vicenda riguarda la maxi opposizione al progetto ferroviario del Luganese (da noi anticipata lunedì) da parte di tre associazioni ecologiste: l'Associazione traffico e ambiente, la Società ticinese per l'arte e l natura, e i Cittadini per il territorio. Contestata in particolare è l'eliminazione della tratta collinare delle Flp, che – stando al progetto cantonale – sarà sostituita con una galleria tra Bioggio e Lugano, ma pure l'attraversamento della valle del Vedeggio così come pianificato.

Opposizione, sostenuta pure da una petizione che ha raccolto 2'000 firme, che ha mandato su tutte le furie il direttore del Diparimento del territorio Zali, che – in una intervista a laRegione – non ha esitato a parlare di mondo alla rovescia, dove associazioni ambientaliste e per il territorio si oppongono a "un progetto avveniristico di una linea di trasporto pubblico che vuole sgravare il traffico veicolare e migliorare la qualità di vita", incassando oggi il sostegno dei sindaci malcantonesi.

'Si rallenta il futuro per una linea di 100 anni fa'

"Anzitutto il richiamo ai valori democratici. Nessuno li nega ma noi vogliamo denunciare l’abuso di chi sistematicamente applica queste modalità pur di far valere le proprie tesi – scrivono in sindaci in una nota stampa –. È innegabile che Claudio Zali ha ottenuto un successo importante ottenendo da Berna fiducia e finanziamenti e chiamalo poco. I facinorosi recalcitranti sventolano 2000 firme che in realtà sono poca cosa ma potrebbero far perdere 2–3 anni sull’avvio dei lavori che tanto aspettano i malcantonesi e non solo".

Per i sindaci "è ora di finirla con questi atteggiamenti che altro non fanno che mettere in cattiva luce il Canton Ticino a Berna e lasciare i malcantonesi nel totale marasma". Bisogna "fare" e non "dire", aggiungono. Perché "il progetto come presentato dal Dipartimento del territorio rivoluzionerà la mobilità del Luganese collegando il Malcantone e il basso Vedeggio direttamente al centro di Lugano e contemporaneamente alla stazione Ffs di Lugano e permetterà di proseguire la realizzazione della circonvallazione Agno Bioggio, attesa da ormai diversi decenni".

Per i sindaci del Malcantone "modernizzare la mobilità è un imperativo condiviso" mentre "gli opponenti e i petenti vogliono restare attaccati a un tracciato ferrotranviario di oltre 100 (!) anni fa, che impedisce il collegamento tra la valle del Vedeggio e il centro di Lugano". La questione della linea collinare "deve essere trattata separatamente e questa è stata anche la volontà del Parlamento che ha stabilito un credito per lo studio della fattibilità di un suo eventuale mantenimento in aggiunta a quanto progettato". Non deve tuttavia rallentare il progetto di nuova rete ferroviaria.

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