Luganese
Condannato Nussbaumer: 'È mancata la coscienziosità'
Maltrattamento di animali e somministrazione di sostanze stupefacenti ai suoi pazienti: pena sospesa inflitta al medico dalla Pretura penale
TI-PRESS
(Werner Nussbaumer)
17 giugno 2020
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Condannato perché ha contravvenuto alle norme della legge sia in campo medico sia nella cura degli animali.  «Durante l'istruttoria ho ascoltato i discorsi dell'imputato, ma non posso accettarli e le sue difese non reggono». È questa, in estrema sintesi, la sentenza pronunciata nel pomeriggio dal giudice della Pretura penale di Bellinzona, Siro Quadri, nei confronti del dottor Werner Nussbaumer, già candidato in corsa alle ultime elezioni cantonali e federale per la lista civica, Lega Verde, il quale ha disertato l'aula. Colpevole per entrambe le imputazioni: maltrattamento di animali e sostanze a base di canapa somministrate ad alcuni suoi pazienti. 

Medicamenti. Così ha spiegato il giudice: «Il princìpio è l'arte medica. Occorre controllare il paziente in modo più accurato in caso di cure "alternative". I piani terapeutici di Nussbaumer sono stati analizzati da un esperto che, così come l'ex medico cantonale, hanno stigmatizzato l'operato del medico, parlando di mancata coscienziosità, così come ha fatto l'ex medico cantonale. Per le cure sostitutive impartite da Nussbaumer è mancata la cautela, e ci sono ricette firmate in bianco e nessun tracciamento. Inoltre è stato riscontrato un numero troppo ingente di medicamenti.

E per il capitolo degli animali, il giudice Quadri ha detto chiaramente che «la fattoria non era a norma». Per il giudice, «non c'è spazio per complotti. È vero che le foto dei vicini sono forti. Ma le gabbie erano sporche, come ha evidenziato il veterinario cantonale. Mangiatoi e recinti non erano adeguati ed erano pericolosi» E questo è solo una parte del lungo elenco illustrato in sede di sentenza delle irregolarità commesse dal medico di Gravesano nella sua fattoria. Il giudice ha evidenziato: «La legge sulla protezione degli animali esiste e prevede, nelle varie ordinanze, preci metri di distanza, un preciso tipo di foraggio, abbeveratoi, ore di sole e di ombra precisi che Nussbaumer non ha rispettato». In alcuni casi non solo la sofferenza, ma pure la morte hanno dovuto patire gli animali.

La Corte ha confermato il decreto d'accusa del pp Arturo Garzoni, salvo un paio di punti prescritti, e ha confermato i reati. La condanna inflitta al medico di Gravesano: pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere di 730 franchi cadauna, per un totale di 14 mila 600 franchi, posta al beneficio della sospensione condizionale per un periodo di prova di tre anni. E una multa di 300 franchi. Unica attenuante riconosciuta, il lungo tempo trascorso dai fatti, oltre sette anni. La vicenda risale al periodo 2011-2013. L'imputato ha facoltà di ricorrere.

L'imputato ha sempre respinto le accuse  

L'imputato, difeso dall'avvocato Rossano Bervini, ha sempre respinto le accuse. Lo ha fatto anche venerdì scorso, durante l'ultima giornata di dibattimento istruttorio. Un processo che il giudice Siro Quadri aveva ripreso dopo una seconda interruzione risalente al 13 marzo 2019 (seguita alla prima sospensione dell'ottobre 2018) e dopo che il procuratore pubblico Arturo Garzoni aveva precisato le accuse formulate nel decreto d'accusa contestato da Rossano Bervini, legale del dottore. Un decreto con il quale aveva inflitto al medico 71enne di Gravesano una pena pecuniaria di 25 aliquote giornaliere di 730 franchi l'una per complessivi 18 mila 250 franchi, posta al beneficio della sospensione condizionale per un periodo di prova di tre anni. Venerdì scorso il medico si era paragonato a Mandela. «Sono stato imprigionato ingiustamente per 27 giorni, lui per 27 anni».  In tema di maltrattamenti degli animali, Nussbaumer si era difeso così: «Il veterinario veniva tre o quattro volte all'anno e ogni problema che segnalava l'ho sistemato. Le accuse sono tutte campate in aria, i miei animali stavano meglio di quelli che vivono negli allevamenti». Il dottore aveva contestato l'accertamento del pp e l'esito del controllo effettuato dall'esecutivo di Gravesano nella sua fattoria. Un controllo che ancora oggi il medico sostiene facesse parte di un complotto ordito ai suoi danni. In tema di stupefacenti, Nussbaumer ha sempre evidenziato che i quattro pazienti citati dall'accusa cui il medico aveva somministrato sostanze a base di canapa erano tossicodipendenti, i quali si sono rivolti a lui dopo le cure fallimentari prestate loro dai suoi colleghi. «La mia etica professionale mi obbliga a prendermi cura di tutti», aveva sostenuto il dottore, ribadendo di non condividere il parere del medico cantonale: «Mi sono sempre occupato delle persone più difficili, fra cui i tossicodipendenti siccome gli altri medici non li volevano curare. Se un paziente ha bisogno di aiuto e un medicamento non funziona, ne fornisco altri con l'obbiettivo di farli stare meglio o di salvare loro la vita». Il medico ha comunque ammesso di non essersi accorto che la legge era cambiata e che occorreva avvisare il medico cantonale.

La difesa aveva parlato di 'caso montato ad arte'

Bervini nella sua arringa aveva definito il comportamento di Nussbaumer nei confronti degli animali «impeccabile. Si è peraltro sempre espresso contro la vivisezione e per la loro protezione, che motivo avrebbe avuto di non trattarli bene?». L'avvocato aveva ribadito che il caso giornalistico della 'Fattoria degli orrori' nacque da foto scattate da una donna che in seguito ammise che alcune erano state preparate ad hoc: «Poi sono sono finite sul giornale (il CdT, ndr.) e hanno fatto il giro della Svizzera, con la partecipazione attiva dell'allora sindaco di Gravesano (Fabio Sacchi, ndr.) condannato per violazione del segreto d'ufficio». Ecco perché «Nussbaumer aveva parlato di un complotto con l'intento di dimostrare 'ecco, se cura così gli animali, chissà come cura i suoi pazienti». Il legale aveva detto che quelle foto di incuria degli animali erano state scattate per denigrarlo e che gli animali trovati morti nella sua fattoria sono, invece, stati uccisi da volpi o faine. Agli atti c'erano però anche quelle del Veterinario cantonale che aveva sporto denuncia contro Nussbaumer.

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