Luganese
04.06.2018 - 06:200

Capriasca, rifiuti sotto la lente

Le soluzioni proposte dal Municipio non fanno l’unanimità nelle commissioni

Nella Pieve la tassa sul sacco dei rifiuti ha sempre fatto storcere il naso. Si ricorderà il chiaro ‘no’ della popolazione al tentativo di introdurre questa tassa causale (“chi più inquina più paga”). Correva il 2009 e i contrari furono il 65% dei votanti. Di conseguenza il messaggio approvato dal Consiglio comunale venne ‘cassato’. Più recentemente i capriaschesi hanno ribadito la loro antipatia nei confronti di questa forma di tassazione. È successo l’anno scorso in occasione del referendum sulla Legge cantonale di applicazione alla Legge federale sull’ambiente, contenente appunto la normativa di base sulle tasse riguardanti i rifiuti. Mentre la legge è stata approvata dall’insieme dei ticinesi, a Capriasca hanno di nuovo prevalso i voti contrari, anche se di poco (51,2%). Ma insomma le direttive della Confederazione sono inequivocabili, e ai comuni non resta che adeguarsi, volenti o nolenti, anche se la legge cantonale resta sub judice per due ricorsi inoltrati dai Comuni.

Ecco dunque la proposta del Municipio di Capriasca, trasmessa alle Commissioni del Consiglio comunale, che si basa su una tassa fissa a copertura dei costi sostenuti per la raccolta sul vasto territorio capriaschese, e appunto la tassa sul sacco chiamata a coprire le spese per il conferimento dei rifiuti solidi urbani all’inceneritore di Giubiasco. Anche la tassa base prevede, in modo empirico, un principio di causalità, differenziandosi per il numero di persone che compongono l’economia domestica. Per quanto riguarda le tariffe base si va dai 149,2 franchi annui per le persone fisiche, ai 265,2 franchi per le famiglie di 6 persone. Per quanto invece concerne i sacchi, si partirebbe da un importo minimo di 1 franco e 10 per il sacco da 35 litri. L’importo potrà in seguito variare per ‘pareggiare’ la spesa effettivamente sostenuta dal Comune nello smaltimento.

Il nodo dei punti di raccolta

Diversi e di sostanza sono tuttavia gli emendamenti proposti dalla Commissione delle petizioni e dalla Commissione della gestione. Si chiede per cominciare la rinuncia alla ‘tassa individuale’ di 7 franchi, nell’ottica, così viene spiegato, di rendere più legata alla produzione di rifiuti la spesa per i cittadini, e quindi modificando tutta la griglia tariffaria. Un’altra modifica riguarda gli ingombranti: i commissari propongono che sia possibile depositare gratuitamente (o a prezzo molto basso) fino a 3 metri cubi di questi rifiuti. Inoltre si chiede di basare la tassa causale per gli scarti vegetai non sul peso, ma sul volume (sacchi da 200 litri). A proposito, la Gestione spinge per il mantenimento delle attuali tre piazze di raccolta cosa che sarebbe impossibile se si dovessero installare costose pese per il computo del vegetale consegnato. Pure sull’ammontare delle tasse vi sono divergenze per esempio riguardo aziende, case secondarie, e alberghi.

Da notare un appunto, non di poco conto, riguardante la raccolta: la Commissione delle petizioni propone di inserire nel regolamento il principio secondo cui “Il Municipio garantisce un servizio di raccolta equamente distribuito su tutto il territorio comunale in particolare per i rifiuti solidi urbani Rsu, per le raccolte separate, per gli scarti vegetali da giardini e per gli scarti organici da economie domestiche”. Il Municipio dovrebbe prendere atto dei rapporti commissionali questa settimana.

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