Locarnese

Zanzara tigre ad Ascona, buoni i risultati ottenuti con i maschi sterili

Nel rapporto Supsi, riduzione dell'insetto soprattutto nelle zone trattate e nelle aree adiacenti. Per il futuro ‘una biofabbrica in Ticino’

Nella bella stagione una lotta a tutto campo per combatterla
(Ti-Press)
14 gennaio 2026
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Dal 17 giugno al 29 settembre scorsi ad Ascona, nell'ambito della lotta alla zanzara tigre, sono stati rilasciati settimanalmente 54mila maschi sterili su un'area di 12 ettari. Un'azione portata avanti congiuntamente dal Comune, che ha stanziato un credito di 19mila franchi per acquistare gli insetti, e dalla Supsi, che ha sostenuto i costi scientifici e logistici. Ora arriva il rapporto sulla sperimentazione, firmato da Eleonora Flacio (responsabile) e Diego Parrondo (collaboratore scientifico) del settore Ecologia dei vettori dell'Istituto di microbiologia Dacd/Supsi. Un documento di otto pagine che il Comune ha pubblicato sul suo sito.

Ecco cosa si può leggere al capitolo “Conclusioni”: “Con la sperimentazione ad Ascona siamo riusciti a ottenere dati fondamentali e non evidenti sull'efficacia della tecnica del maschio sterile in piccole aree urbane e non isolate. ​Questa sperimentazione andrà sì migliorata, ma è stato un passo fondamentale per la futura applicabilità di questa tecnica in Canton Ticino e non solo”. ​

Il rilascio nel Borgo dei maschi sterili del fastidioso insetto ha dimostrato che “la tecnica può funzionare anche in aree non isolate, di piccole dimensioni, in contesti residenziali con molte case secondarie e con cittadini meno attivi nell'applicazione delle misure di controllo contro la zanzara tigre. ​L'intervento ha ridotto la capacità riproduttiva della zanzara tigre nell'area di rilascio e nelle zone adiacenti. I modelli confermano un effetto significativo sul numero di uova e sulle percentuali di schiusa, mentre non è stato possibile valutare con precisione l'impatto sulle femmine adulte”.​ Per ottenere altri dati “sarebbe necessario aumentare lo sforzo di campionamento con trappole per adulti e raccogliere informazioni sulla percezione della popolazione riguardo alle punture in periodi con e senza applicazione dei maschi sterili”.

Stando al rapporto, l'efficacia in zone di queste dimensioni (12 ettari la superficie trattata ad Ascona) potrebbe essere ulteriormente migliorata attraverso alcune azioni chiave: “In primo luogo, campagne informative mirate nelle zone di rilascio e nelle aree adiacenti aiuterebbero i cittadini a conoscere e a ricordare le misure di controllo contro la zanzara tigre, riducendo così il numero di focolai attivi. Questo consentirebbe ai maschi sterili liberati di essere più efficaci, incontrando la maggior parte delle femmine presenti e competendo meglio con i maschi selvatici. Sarebbe inoltre auspicabile aumentare la sopravvivenza e la ‘fitness’ dei maschi sterili, migliorandone l'efficacia sul campo e riducendone la mortalità”. In una fase operativa dell'utilizzo di questa tecnica di controllo, andando quindi oltre la sperimentazione scientifica, “sarebbe opportuno evitare il trasporto di maschi raffreddati e produrre gli insetti direttamente in loco”.

‘Realizzare una biofabbrica in Ticino’​

Infine, se il Comune di Ascona volesse continuare a utilizzare il Sit (sigla della tecnica del maschio sterile) e aumentarne l'efficacia, potrebbe valutare l'ampliamento delle aree trattate e la ripetizione dei rilasci su più stagioni. ​“Per superare le attuali limitazioni operative – indicano i due relatori del rapporto –, il passo successivo sarà la realizzazione di una biofabbrica in Ticino, che permetterà di produrre maschi sterili di zanzara tigre localmente a prezzi ridotti e contenuti e garantendo maggiore vitalità e continuità nei rilasci”. ​

Al capitolo “ringraziamenti”, viene riconosciuto l'importante ruolo assunto dal Comune di Ascona, che ha collaborato e ha sostenuto la sperimentazione. Un impegno che, stando agli specialisti della Supsi, ha portato a “ridurre ulteriormente la densità di uova in un'area particolarmente sensibile, contribuendo pure ad ampliare le conoscenze sull'applicabilità di questa tecnica in Ticino. ​Un passo importante verso soluzioni innovative e sostenibili a beneficio della salute pubblica e della qualità di vita dei cittadini”.