Locarnese

La Svizzera da nord a sud in sella al ‘Mofa’

Goliardica avventura in sella a vecchi motorini per una quindicina di giovani appenzellesi e sangallesi giunti nella nostra regione per un weekend

11 giugno 2023
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Il Ticino visto in sella al ‘mozz’. O meglio, col ‘Mofa’, per dirla alla svizzero tedesca. L'idea di questa goliardica avventura su due ruote (perché tale resta), con l'attraversamento della Svizzera da nord a sud a bordo dei loro Puch Maxi (e altre marche di ciclomotori) è venuta, lo scorso fine settimana, a un gruppo di una quindicina di giovani confederati, in buona parte originari dei Cantoni Appenzello e San Gallo. Un periplo di oltre 250 km, ci hanno raccontato, frammentato da un buon numero di pause, a una velocità ridotta di 30 km/h (ma alcuni dei rombanti cicli incrociati all'ingresso della Vallemaggia qualcosina in più, a livello di velocità di punta, lo raggiungevano), tutti in colonna più o meno ordinata. Gli scatenati ciclomotoristi, vestiti con camicie tipiche appenzellesi (Edelweiss Hemd) e con in testa caschi dalle forme più svariate (vecchi elmetti da pompiere, caschi militari, copricapi da aviere o stile Easy rider) viaggiavano senza aver pronto un piano B; obiettivo della trasferta al sud delle Alpi, un giro delle ‘bettole’ e delle valli della nostra regione. Il bello, per loro, erano la sorpresa e l'incertezza. Pratici di meccanica, lanciati su strade cantonali o di campagna, hanno messo a dura prova la loro resistenza fisica (soprattutto quando arrivavano le salite impegnative che rendevano necessario il ricorso alla propulsione umana, sotto forma anche di qualche pedalata e... parolaccia) e i motori dei loro fidi e vecchi compagni che hanno riempito la gioventù di molti ticinesi. Il rumore (canto) della libertà.

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