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28.11.2021 - 16:00

Gordola, riapre la ‘curva Ghiggioli’

Migliorie in campo viario, il punto ai lavori del capodicastero Infrastrutture e corsi d’acqua Nicola Domenighetti

gordola-riapre-la-curva-ghiggioli

«Un’opera necessaria e sostenuta anche dal vicino Comune di Lavertezzo. Ora il collegamento fra Gordola e Cugnasco è davvero meno problematico». È il tenore del commento di Nicola Domenighetti, capodicastero Infrastrutture e corsi d’acqua di Gordola, nell’imminenza della riapertura della cosiddetta “curva Ghiggioli”, nota per non essere propriamente la più comoda da affrontare, alla cui sistemazione si è finalmente potuto mettere mano. «Per altro – nota Domenighetti – quella della “Ghiggioli” è solo una piccola “fetta”, anche se significativa per ciò che rappresenta, rispetto agli investimenti previsti nei prossimi anni sulle strade. Parliamo di diversi milioni, necessari per stare al passo con il Cantone (posa della pavimentazione fonoassorbente) e con la Ses, che prevede diversi interventi. Entro il 2023 vi sarà infatti il rifacimento di parte della via Valle Verzasca e di via San Gottardo, nonché l’allargamento di un tratto di via Gaggiole con la realizzazione del marciapiede».

Inoltre, prima, già nel 2022, sarà finalmente risanata via Gordemo, indicata da anni come priorità. E lo stesso discorso vale per l’ancoraggio del tornante di via Montecucco (situato sopra la frana del Carcale). Un apposito messaggio, dice il municipale, «sarà presentato a breve». In generale, aggiunge, «va rilevato che il Comune di Gordola ha quasi 40 km di strade; ne abbiamo in collina, dove non si è tenuto conto della forte edificazione. Parliamo di arterie originariamente e sostanzialmente ancora agricole, che ora immancabilmente presentano il conto. Stessa cosa, se non peggio nel quartiere Campagne, dove lo smaltimento delle acque meteoriche diventa vieppiù difficile a causa dei terreni agricoli di “sfogo”, che sono sempre di meno. Senza il rifacimento infrastrutturale stradale, con la posa di caditoie, la situazione non potrà che peggiorare».

Dopo i danni dell’agosto 2020, continua il capodicastero Infrastrutture e corsi d’acqua, «anche i riali sono sempre un tema caldo. Il Burio desta preoccupazione quasi ad ogni temporale. Stiamo lavorando per una soluzione che permetta di garantirne perlomeno una maggior sicurezza in tempi relativamente brevi. E ve ne sono anche altri da monitorare. Occorre dire che la morfologia del territorio non aiuta e che storicamente Gordola ha sempre sofferto la presenza di questi corsi d’acqua, che solo apparentemente sono innocui. Le innumerevoli briglie e gli interventi forestali eseguiti già a partire dal 1900 dai nostri avi ne sono la conferma. A questo proposito le priorità scaturiranno dall’analisi dello stato dei bacini imbriferi di cui il Cantone si è fatto promotore. Anche in quest’ambito, come in quello delle strade, vanno sottolineate la disponibilità e l’ottima collaborazione dei vari uffici cantonali coinvolti». Stare al passo a livello finanziario, conclude Domenighetti, «effettivamente non sarà facile. Ma la linea è chiara: investiamo solo per quanto ritenuto necessario. Il desiderabile viene dopo e per il superfluo non si entra neppure nel merito».

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