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laR
 
04.08.2021 - 16:32
Aggiornamento : 18:00

Locarnese, quei sentieri 'compromessi' dal maltempo

Il lavoro per il ripristino della squadra dell'Otlmv prosegue incessante, ma chiaramente non è sufficiente per garantire la totale percorribilità in tempi brevi

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Temporali, tempeste, violente folate di vento, torrenti e fiumi che esondano portandosi via fette di territorio, muri di sostegno e ponti, costoni franati a causa delle infiltrazioni d'acqua. Un panorama desolante. Per la rete sentieristica della nostra regione, l'estate 2021 caratterizzata dal persistente maltempo ha lasciato sul terreno danni che si possono quantificare attorno al mezzo milione di franchi. Inevitabile la chiusura, per prevenire eventuali pericoli per l’incolumità pubblica, di diversi tracciati. Soprattutto in alta Vallemaggia (Rovana in primis) e Valle Verzasca. 
Per gli incaricati del ripristino, intervenire su sentieri infangati e scivolosi non è certo il massimo. Già le copiose nevicate della scorsa stagione invernale avevano lasciato un segno fin troppo “generoso” nei boschi. Ora ci si è messa pure questa pazza estate. «Stiamo lavorando per liberare il più possibile i sentieri, ma per alcuni di loro, come ad esempio quello tra Cerentino e Bosco Gurin, ci vorrà parecchio tempo in quanto dovremo escogitare delle soluzioni alternative. Si tratta di interventi difficili per ricreare parti intere di camminamenti o realizzare ponti in legno sostitutivi – spiega Matteo Zanoli, responsabile della squadra sentieri dell'Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli − Pure lo scorso fine settimana si sono verificati degli scoscendimenti a causa dei terreni inzuppati e questo va a complicare ulteriormente le cose. Recentemente è stato votato un credito straordinario da destinare all'opera di ripristino. Ma non è solamente una questione di soldi: il problema è pure logistico: tutti i nostri uomini sono attualmente impegnati, molti dei quali con lo sfalcio. Per fortuna abbiamo potuto prolungare i contratti di alcuni ausiliari che ci danno man forte».

A livello cantonale si studia un piano coordinato

Il tempo, anche per la squadra sentieri, è tiranno: il ritorno del sole, annunciato, fungerà da richiamo immediato per escursionisti (indigeni e turisti) e cercatori di funghi: «Gli ospiti della nostra regione hanno già da tempo pianificato le vacanze in Ticino e quindi non appena le nubi lasceranno il posto al sole ecco che si metteranno a percorrere i numerosi sentieri che il Locarnese offre (una rete ufficiale che sfiora i 1400 km!) per godersi le bellezze del territorio. Per questa ragione dovremo cercare di lavorare in maniera tempestiva e permettere escursioni e gite in totale sicurezza. Ci aspettano giornate impegnative. Appare evidente che in futuro, con simili eventi estremi, saremo sempre più confrontati. È quindi necessario trovare degli accorgimenti». Compito, questo, che la Squadra manutenzione sentieri diretta da Zanoli non potrà affrontare da sola: «Stiamo discutendo e valutando con la Sezione forestale del Cantone, con Federico Cattaneo, responsabile tecnico di Ticino sentieri e le regioni di Protezione civile un piano d'intervento coordinato. C'è anche il problema del dissesto idrogeologico da affrontare.  Dobbiamo ragionare su cosa è necessario fare non solo per ripristinare i danni di questi eventi, ma per attrezzare il territorio a resistere agli eventi futuri che entreranno nella normalità della nostra vita».

Un'unione delle forze e delle competenze appare, quindi, un passo decisivo. Come pure il mandato esterno a ditte specializzate quali le aziende forestali (il fondo a tale scopo è stato è stato recentemente “rimpolpato”). Sono, dunque, queste le contromisure più urgenti da pianificare per contrastare i capricci del maltempo. Tutti stanno dando il massimo ma i miracoli non si possono fare e i lavori nelle nostre montagne ferite dureranno ancora a lungo.

 A Losone il Gruppo PPD+GG presenta un'interpellanza sulla sicurezza

Alberi sradicati e piante frondose occupano alcuni tratti di sentiero nel bosco, impedendo il passaggio. Le fotografie scattate lungo il percorso verso i Monti di Losone, che documentano i danni provocati dal maltempo riversatosi sulla regione nel mese di luglio, bastano a loro stesse. Ma non bastano perché la situazione di inagibilità si risolva da sola. Le forti precipitazioni hanno messo a dura prova tenuta e sicurezza dei sentieri di accesso ai Monti di Losone. Partendo da questa premessa, il consigliere comunale Peter Tomamichel a nome del gruppo Ppd+GG ha inviato al Municipio di Losone l'interpellanza “Messa in sicurezza dei sentieri d'accesso ai Monti di Losone”, dello scorso 28 luglio.

Le conseguenze disastrose del maltempo hanno sollevato, come si evince dal testo, diversi interrogativi circa la sicurezza dei sentieri nel comprensorio losonese e le modalità in cui la popolazione viene avvisata dell'inagibilità. In particolare nell'interpellanza si fa riferimento alla caduta di piante che hanno reso impraticabile la via che parte dalla Brima e porta ai Monti di Corte Biondino (nel frattempo sistemata) e ancora al castagno cascato sul tratto che collega Corte Biondino a Scelasco, rendendo inaccessibile e il sentiero e il ponte di legno. Nel testo si chiede quindi quali misure sono attuate per il monitoraggio della rete di sentieri, sia dal punto di vista geologico sia da quello idrologico, così anche delle piante su cui bisogna intervenire per garantire incolumità a chi fa escursioni in zona. Da qui, si chiede pure se esista un piano d'intervento (anche a breve-medio termine) e secondo quali tempistiche.

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