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Locarnese
 
15.06.2021 - 14:550
Aggiornamento : 18:01

Incidente aereo nei Grigioni, la regola del 'see and avoid'

Un pilota istruttore dell'Aero Locarno parla delle difficoltà e dei rischi del volo a vista nelle Alpi. La formazione specifica per i piloti privati non è più richiesta

«Una collisione in volo? Pare impossibile, ma potrebbe essere accaduto. Sono i rischi del volo a vista, dove vale la regola "see and avoid", familiarizzata con un “guarda fuori e schiva l'ostacolo”». In pratica la capacità del pilota, tramite osservazione diretta, di evitare collisioni in cielo e a terra con aeromobili o altri utilizzatori dello spazio aereo (come i parapendisti), di decifrare condizioni meteorologiche avverse e di riconoscere, in generale, i segnali visivi.

Daniele Dellea, capo istruttore di volo all'Aero Locarno SA e pilota di linea, da noi invitato a cercare di dare una spiegazione sulla disgrazia dei cieli avvenuta sabato a Bivio, nei Grigioni, costata la vita a 5 persone, fatica a trovare una chiarificazione plausibile che vada oltre la “tragica fatalità”.

Il volo alpino, un modulo del corso non più obbligatorio

Nella sua disamina, parte dalla particolarità geografica del luogo: «la zona dello Julier è un corridoio aereo frequentemente impiegato dai piloti in possesso di una licenza privata e da chi pratica volo a vela per attraversare le Alpi. É una via assai stretta che pure noi, durante la formazione dei nostri piloti, sorvoliamo regolarmente proprio perché consente all'allievo di fare pratica con il volo nelle Alpi. Un modulo, quest'ultimo, inserito nel corso formativo degli aspiranti piloti privati che in Svizzera, tuttavia, non è più obbligatorio. Personalmente non so quale fosse la formazione dei piloti periti nell'incidente aviatorio; resta il fatto che se si sono avventurati tra quelle vette una certa dimestichezza con le montagne dovevano averla».

Avverse condizioni meteo? 'Sarebbero rientrati'

Si è parlato anche di condizioni del tempo atmosferico poco favorevoli, nell'area della tragedia, sabato scorso: «Personalmente non so quali fossero le condizioni del tempo. Una cosa è però certa: nessun pilota dotato di buon senso si lancerebbe in una perturbazione, con le correnti che ti sballottano il velivolo e la scarsa visibilità. Un fenomeno come un temporale lo vedi in lontananza, lo eviti perché sai che è pericoloso attraversarlo. Anche un pilota d'aliante, se fa brutto tempo e ci sono turbolenze, non rischia l'uscita. Soprattutto nelle zone montagnose. Interrompi il volo, fai un 180° e rientri a Samedan o da dove sei partito. Nel caso specifico la quota minima di sorvolo, lo ricordo, è di 8600 feet (2600 metri circa)».
Una tragica collisione sembra dunque l'ipotesi più accreditata? «Per quanto possa apparire impossibile, non possiamo escluderla. L'aliante stava magari girando su se stesso per prendere quota sfruttando le termiche e potrebbe aver toccato il monomotore diretto a Locarno. È un velivolo dal profilo molto fine e magari, causa una disattenzione, non è stato scorto in tempo. Siamo comunque nel campo delle ipotesi, tengo a sottolinearlo. Solitamente gli alianti dispongono del FLARM, un sistema anticollisione che i piccoli aeroplani spesso non hanno a bordo. Questo rende l'incidente ancora più strano da decifrare. Una fatalità, una sfortuna, un errore di valutazione».

Un aeromobile convergente può sbucare all'improvviso da ogni direzione

Resta il fatto che, per mitigare il rischio quando sorvoli zone montagnose a vista, come si dice nel gergo dell'aviazione, devi sempre guardare fuori dal finestrino. Imparare a farlo correttamente potrebbe sembrare un compito facile, ma sfortunatamente non è così e la ragione principale è l’abitudine. Un aeromobile in rotta convergente si può presentare praticamente da qualsiasi direzione. Di regola, vale una distanza minima di 1500 metri in orizzontale e 300 in verticale. Le collisioni solitamente avvengono perché ciascun pilota non ha visto l’altro velivolo per tempo, vuoi per carenza di osservazione, vuoi per calcoli errati su dove l’altro si trovasse, o sulla rotta da esso tenuta. Il controllo dello spazio aereo è dunque vitale, come lo sono la conoscenza delle particolarità orografiche e meteorologiche, tattiche e tecniche che solo una specifica istruzione ti può dare.

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