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12.02.2021 - 11:56
Aggiornamento: 18:14

Magadino, viaggio alla scoperta del locale Patriziato

Una pubblicazione di carattere storico ripercorre le tappe dalla nascita dell'ente ai giorni nostri. In una società che cambia è ancora una realtà viva

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Il Patriziato di Magadino ha sostenuto la ricerca e la pubblicazione del volume di Giulia Pedrazzi  “Lo spazio nel tempo. Storia del Patriziato di Magadino attraverso i suoi beni, 1860-2020”. Il libro avrebbe dovuto essere presentato in marzo agli organi di stampa, ai diversi enti interessati (ALPA, DECS, biblioteca cantonale e altri) così come alle famiglie patrizie magadinesi.

Questa prospettiva, per i noti motivi del pandemia, è caduta, privando il pubblico, interessato alla storia locale, di un riferimento che completa le conoscenze del territorio, stimola l'interesse storico e, non da ultimo, si presenta come una guida ragionata per turisti nuovi e di vecchia data. Anche se oggi poco citato, il “patriziato” è una realtà viva che gestisce parte consistente del territorio boschivo, degli alpeggi e di costruzioni di vario genere.

L'attaccamento al luogo natio e alle proprie radici della comunità

Questa struttura è tipicamente elvetica e lega le famiglie residenti di vecchia data in un’unione collettiva cementata principalmente dall’amore per il luogo natio. Ed è su questo sentimento che si innesta il libro di Giulia Pedrazzi, autrice di una minuta ricerca d’archivio per ricostruire il passaggio dei beni in un territorio molto mosso che va dal Lago Maggiore con Magadino, alla montagna con Orgnana fino al piano di Magadino con Quartino. Su queste tre frazioni si struttura il lavoro con frequenti riferimenti ai problemi generali legati al modo di sfruttamento e alla gestione del territorio. “Il destino della sostanza patriziale diventa rappresentativo dei cambiamenti che hanno toccato il paese e la società ticinese dall’ Ottocento a oggi, oltre che un buon indicatore di fronte a iniziative epocali come lo sono state, per esempio, l’arrivo della ferrovia e la bonifica del piano di Magadino”, scrive nell’ introduzione l’autrice. Si parte dal contesto istituzionale con una breve cronologia, chiarendo le differenze tra “vicinanza” “comune” e “patriziato”.

Dalla realtà agropastorale alla modernità

Il Patriziato di Magadino nasce nel 1860 come conseguenza della divisione comunale del 1853 tra Vira Gambarogno e Magadino. Si analizza, poi, la frazione di Orgnana tra monti, alpeggi patriziali rievocando una realtà pastorale mentre a Magadino si incontra una situazione agricola confrontata con la rivoluzione commerciale e l’innovazione delle comunicazioni. È l’epoca in cui si costruisce il porto e la ferrovia con i conseguenti problemi di esproprio. Infine la zona di Quartino con migliorie fondiarie ed accorpamento di terreni.
Si tratta di una ricerca corredata da mappali e belle foto ritrovati nei vari archivi con precisione certosina. Non mancano i riferimenti generali vissuti nel particolare di una realtà in frenetica trasformazione da società chiusa, basata sull'autoconsumo a quella attuale, globalizzata. 

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