laRegione
locarno-comune-amico-dei-bambini-per-unicef
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
41 min

Dalla Città di Bellinzona un aiuto per il recupero di Prada

Il Municipio propone di stanziare 350mila franchi per contribuire ai lavori di valorizzazione dell'antico nucleo medievale. Costo totale quasi 1,7 milioni
Ticino
3 ore

Quarantene di classe alla 'Comme' e al Liceo Lugano 2

La misura è stata adottata ieri, da oggi gli allievi della sezione sottocenerina e della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona seguono lezioni da casa
Ticino
4 ore

In Ticino altri 147 positivi al coronavirus e 15 nuovi ricoveri

Il totale degli infettati sfiora le seimila persone: 5'987 da inizio pandemia. Attualmente sono 80 i pazienti in ospedale, sei in terapia intensiva.
Locarnese
4 ore

Brissago anticipa il virus, spesa a casa riattivata

Rimesso in funzione questo prezioso servizio destinato alle fasce di cittadino considerate a rischio covid. I servizi di cancelleria rimangono operativi
Locarnese
4 ore

'In-canta l'attimo' si (r)esiste con la rassegna vocale

Sabato 31 ottobre e domenica 1. novembre 8 concerti nella chiesa del Cimitero di Locarno Santa Maria in Selva
Locarnese
4 ore

Solduno-Ponte B.-Vattagne: di necessità (grande) virtù

L'annata dell'associaizone di quartiere locarnese fra volontariato in tempo di pandemia e pulizia della rete sentieristica
Ticino
5 ore

Contro l'inquinamento fonico ecco il 'rumorometro'

Il Cantone sperimenta il primo apparecchio per informare i conducenti sul livello di rumore generato dal veicolo. Il traffico causa principale di emissioni chiassose.
Mendrisiotto
8 ore

Mendrisio, una maratona per ridurre l’impatto climatico

Climathon, una riunione di ‘menti’ per una gara a favore della Terra. Squadre in campo il 13 e 14 novembre
Ticino
8 ore

Donna e ufficiale dell’esercito, oltre ogni cliché

Parla Olivia de Weck, avvocata e a capo di una compagnia di esploratori: ‘Amo la disciplina intesa come efficienza’
Luganese
8 ore

Auto e moto a velocità folli, ‘vanno segnalate alla polizia’

Intervista a Alvaro Franchini, ex aiutante capo della cantonale e oggi maestro conducente, dopo il caso del 39enne condannato per omicidio intenzionale
Ticino
16 ore

Il Covid e l'immancabile lettera al Consiglio di Stato

Mentre si attendono le decisioni di Berna, Moncucco ed Eoc scrivono a Bellinzona chiedendo una serie di misure. Alcune però già attuate
Bellinzonese
20 ore

Aggregazione Bassa Leventina, a Pollegio Municipio diviso

Posizioni contrastanti nell'esecutivo: sono contrari i tre membri Ps, ma Ppd e Lega sarebbero favorevoli
Bellinzonese
21 ore

Giovani liberali radicali del Bellinzonese, nuovo comitato

Kevin Pelli nominato presidente e Simone Dotta vicepresidente e rappresentante Riviera e valli
Locarnese
21 ore

La visita della grà slitta di un anno

Il Lyceum club internazionale Locarno rinuncia all'uscita autunnale a Moghegno
Luganese
21 ore

Lugano, luce verde a progetto pilota per l'uso di bodycam

Sul tema si chineranno polizia cantonale in collaborazione con la polizia cittadina. Dovrà essere chiarito l'aspetto della protezione dei dati
Locarnese
15.10.2020 - 06:000
Aggiornamento : 12:40

Locarno, Comune amico dei bambini per Unicef

La Città, la prima in Ticino, dovrebbe presto ricevere il riconoscimento del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia

Arbon, Arlesheim, Baden, Basilea, Beringen, Berna, Blauen, Fehraltorf, Flawil, Frauenfeld, Freienwil, Hitzkirch, Ginevra, Grenchen, Knutwil, Kriens, Laupendorf, Losanna... l’elenco asciutto di località svizzere potrebbe andare avanti fino a 44, tante sono le municipalità svizzere finora insignite della distinzione promossa da Unicef Svizzera e Liechtenstein ‘Comune amico dei bambini’. Un riconoscimento di cui presto dovrebbe fregiarsi anche Locarno, che sarà la prima città ticinese a riceverlo per il suo essere a misura di bambino.

«L’iniziativa ‘Comune a misura di bambino’ promuove in modo specifico progetti volti a migliorare le condizioni di vita dell’infanzia», spiega Jürg Keim, responsabile dell’Ufficio stampa di Unicef Svizzera e Liechtenstein. «L’educazione dei bambini è un processo che una comunità deve prendere in considerazione tenendo conto di tutti i settori della vita che li riguardano. Ovunque siano coinvolti gli interessi dell’infanzia, il bambino deve essere informato e il suo parere deve essere incluso e tenuto in considerazione», chiarisce.

Il marchio «è uno strumento che consente alle amministrazioni di orientare lo sviluppo urbano tenendo conto della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo (approvata dalla sua Assemblea generale nel 1989; ndr): bambini e giovani hanno il diritto di essere adeguatamente curati, sostenuti e protetti. Generazioni che hanno altresì diritto a partecipare alla vita sociale».

L’iniziativa punta quindi alla concretizzazione dei principi della sopraccitata Convenzione a livello di ente locale: come accesso all’istruzione, prevenzione sanitaria, protezione contro violenza, abusi e sfruttamento. L’attenzione rivolta ai giovani abitanti deve basarsi su standard internazionali, affinché si possano creare le basi per una politica di rete per bambini e famiglie: «È in effetti a livello locale che gli effetti maggiori dei progetti volti a migliorare le condizioni di vita dell’infanzia si manifestano», precisa Keim.

La sensibilità verso l’infanzia si riflette perciò «nel modo in cui i diritti a protezione, promozione, parità di trattamento e ascolto sono attuati in vari settori, quali amministrazione e politica, scuola, servizi d’assistenza, protezione di bambini e giovani, salute, tempo libero e ambiente di vita», specifica.

Il riconoscimento, va da sé, viene conferito solo se il Comune risponde a una serie d’indicatori. L’iter per l’ente inizia «con un questionario online che riguarda vari argomenti, fra cui politica e amministrazione a misura di bambino, ascolto, protezione e prevenzione, educazione formale, infanzia e famiglia, attività del tempo libero, salute e sviluppo spaziale», elenca l’interlocutore. «L’obiettivo è quello d’individuare i punti di forza già esistenti, ma anche il potenziale di sviluppo. Successivamente, vengono organizzati eventi come workshop con bambini e giovani per capire quali siano i loro bisogni e le loro preoccupazioni». Sulla base dello svolgimento dei laboratori «viene formulato un piano d’azione».

E a quel punto? «Una persona esterna procede alla valutazione in loco del Comune e infine segue la decisione di una giuria di esperti che dichiara o meno se l’ente sia meritevole dell’etichetta ‘Comune amico dei bambini’».

Il marchio, chiarisce ancora il nostro interlocutore, prevede una procedura standardizzata supportata da esperti, questo permette di aumentare la sensibilità nei confronti dell’infanzia a livello comunale. Inoltre, «consente di analizzare la situazione in tutti i settori politici che riguardano bambini e giovani, mostrando quindi potenziale e margine di miglioramento. Ciò è utile come base di sviluppo per un’ulteriore pianificazione comunale, garantendo il coinvolgimento dei più piccoli e promuovendo la messa in rete dei diversi settori interessati». In più, il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni, spiega Keim, permette loro d’identificarsi maggiormente con il luogo che abitano.

«Oltre all’osservanza e all'attuazione dei diritti dei bambini, il marchio – ed è un vantaggio – aumenta l’attrattiva del Comune insignito».

per le vittime del covid-19

Nell’attesa del riconoscimento, nel futuro delle iniziative Unicef c’è la campagna di raccolta fondi per bambini bisognosi ‘Settimana delle stelle’: si ricorderà che tre sedi locarnesi – Saleggi, Solduno e Monti – vi hanno partecipato nell’inverno del 2018.

Quest’anno l’iniziativa giunge alla sua 17esima edizione e si svolgerà dal 20 novembre a Natale. In una trentina di giorni «saranno raccolte donazioni per le vittime della pandemia di coronavirus», precisa Keim. La pandemia, aggiunge, «ha ulteriormente aggravato la situazione dei bambini più vulnerabili del mondo. L’obiettivo della campagna di raccolta è quindi contribuire a garantire che vengano rafforzate le cure mediche di base, l’accesso all’acqua e ai prodotti per l’igiene e che i bambini possano continuare a imparare», chiosa il responsabile stampa di Unicef Svizzera e Liechtenstein. Dal 2004, oltre centomila bambini hanno raccolto circa sette milioni di franchi.

© Regiopress, All rights reserved