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08.10.2020 - 10:54
Aggiornamento: 14:41

‘Né abbattuto, né sopraelevato: il Teatro è salvo’

L'Associazione degli Amici festeggia la risoluzione dell'annosa questione pianificatoria riguardante il destino dell'edificio in Largo Zorzi a Locarno

Il sedime del Teatro di Locarno “può ritenersi salvo da futuri e inopportuni abbattimenti e sopraelevazioni”. Questo, dopo le decisioni politiche di Municipio di Locarno e Consiglio di Stato, ma anche “grazie alla determinazione dell'Associazione e di altri enti, che ha consentito di ripristinare la conservazione di questo edificio”.

È, quello riguardante la salvaguardia dello stabile, il tema più importante emerso durante l'assemblea dell'Associazione Amici del Teatro. Diego Erba, il presidente, nota che «anche se il Teatro, per il Consiglio comunale, non è un bene culturale, è ottimo che siano state ripristinate le norme pianificatorie precedenti. L'edificio non potrà quindi essere né abbattuto, né sopraelevato. Questo risultato è una piccola ma significativa vittoria per noi Amici del Teatro e per chi, come noi, ha fatto sentire la propria voce in difesa dello storico edificio. E mi riferisco a Società storica locarnese, Dante Alighieri, Amici di casa Rusca, Stan, Municipi di Muralto, Minusio e Orselina, oltre che alle diverse personalità del mondo della cultura che si sono espresse».

Nel corso dei lavori Erba e il segretario dell'Associazione, Athos Mecca, hanno presentato i numeri dell’esercizio 2019, chiusosi con dati finanziari che hanno permesso anche lo sviluppo delle attività parallele alla stagione, come gli incontri con gli artisti e gli spettacoli gratuiti per le scuole. Diego Erba ha inevitabilmente ricordato il dato negativo del periodo legato alla pandemia, le ripercussioni finanziarie, le iniziative promosse per far fronte agli inconvenienti, la programmazione della nuova stagione e le norme sanitarie da adottare per gli spettatori. 

Il direttore artistico Paolo Crivellaro si è soffermato sulla prossima stagione e sul ricco cartellone di proposte. Il 2020/21 sarà un anno considerato sperimentale, che dovrà naturalmente fare i conti con la riduzione dei posti e la tutela degli spettatori. Come ricordato da Erba in occasione della recente presentazione del cartellone stagionale, si sono volute norme sanitarie «securizzanti» e «il nostro essere “ospiti” del teatro c’impone di provvedere in prima persona all’igienizzazione e a tutto il resto». In cifre, quella snocciolata aveva fatto specie: la sala potrà ospitare al massimo 250 persone a spettacolo, «in un rapporto tra costi che sono gli stessi, e ricavi che non lo saranno». In sostanza potrà essere occupato un posto su due. Inoltre, vi sono da aggiungere la chiusura della cassa (biglietti acquistabili soltanto online) e accortezze che con il rimborso del biglietto degli spettacoli non fruiti la scorsa stagione. Per i prossimi mesi, quindi, non possono mancare “né coraggio né il necessario ottimismo”.

I soci hanno inoltre accolto con voto unanime il resoconto, l’operato del Comitato e l’esito finanziario. Le cifre, esposte da Mecca, “testimoniano la sana e oculata amministrazione” e ne “emerge la capacità dell’Associazione d’investire le sue risorse per una programmazione di qualità, un’offerta ampia e diversificata, ponendosi sempre più come agente culturale per il territorio e componente positiva per l’immagine della regione”.

Durate l’assemblea si è anche proceduto alla premiazione del “Concorso di critica teatrale”, che ha registrato oltre cento recensioni degli spettacoli da parte degli studenti. Sul podio John Pedrazzi del Collegio Papio, con ai posti d’onore Sofia Matilde Bisi e Davide Petraglio, entrambi del Liceo di Locarno.

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