Locarnese
05.10.2020 - 17:08
Aggiornamento: 18:38

Lago Maggiore in lenta discesa

Cala di pochi centimetri il livello del Verbano. Oltre confine danni per 20 milioni di euro

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Strade sott'acqua (Ti-Press)

Si ritira poco e molto adagio il Lago Maggiore, che nei giorni scorsi è esondato su alcune strade nelle zone più basse di Locarno. Da domenica, quando ha raggiunto il picco di 195,5 metri, il livello dell'acqua è sceso solo di pochi centimetri. Il Verbano resta quindi sotto stretta osservazione, nonostante non siano attese nuove abbondanti precipitazioni. Nella regione l'approvvigionamento di corrente elettrica è stato ripristinato; anche quelle strade di valle temporaneamente chiuse per frane (ad esempio in Onsernone) sono state riaperte. I fiumi, la cui portata si è drasticamente ridotta rispetto ai massimi toccati sabato scorso, hanno trascinato a valle materiale che si è depositato sugli argini e sulle rive delle foci. Un'ingente massa di legname e detriti vari che andrà rimossa.

Nel Verbano Cusio Ossola chiesto lo stato d'emergenza

Oltre confine, nel Verbano Cusio Ossola, una delle zone del Piemonte maggiormente colpite dal maltempo, si fanno i conti dei danni provocati. “Non c'è località che sia stata risparmiata”, fanno sapere dalla Prefettura di Verbania. I parlamentari del Vco hanno già chiesto al Governo Conte la proclamazione dello stato di emergenza, per poter beneficiare di finanziamenti immediati. Stando a una primissima stima di parla di danni per venti milioni di euro. Per diverse ore, tra venerdì e sabato, l'intera provincia del Vco è rimasta senza energia elettrica.  Almeno tremila persone lo sono ancora, nonostante l'impegno delle squadre dei tecnici dell'Enel.  Quasi tutte le strade sono state riaperte, ma i tecnici dell'Anas e dell'Amministrazione provinciale di Verbania fanno sapere che permane una situazione di grave pericolo per il rischio di frane. Sia sulla sponda piemontese, che su quella lombarda del Verbano, numerosi passeggiate a lago sono sommerse. Ultima annotazione per dire che oltre ai mille capi (pecore e capre) morti a Premosello, in quanto spazzati via del fiume Toce in piena, altri 200 capi sono morti annegati ad Anzola e 100 a Villadossola. Anche in questi casi gli animali sono stati travolti da un'onda improvvisa.

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