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Il nome Daran, di origini celtiche, significa "grandioso" e anche "quercia" ©Ti-Press
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Locarnese
20.02.2020 - 06:000

L'inconveniente di chiamarsi Daran

Un pagamento dei genitori a nome del loro bebè viene bloccato. L'appellativo crea un intoppo 'algoritmico' che arriva fino in Iran (solo virtualmente)

La faccenda è quantomeno curiosa: che legame ci sarebbe fra un bambino svizzero nato da poco e una città iraniana a più di quattromila chilometri di distanza? Si diano pace i complottisti: non si tratta di un intrigo internazionale. È la storia di un fraintendimento “algoritmico”, giocato sull’omonimia fra il nome di battesimo del neonato e quello della località nella regione di Esfahan: ovvero Daran.

Papà Juri racconta che l’equivoco, con protagonista involontario suo figlio – la famiglia è domiciliata nel Locarnese – è emerso quando «la mamma, e mia compagna, ha dovuto effettuare per conto del piccolo un pagamento su un conto svizzero». Ma la transazione è stata annullata e «il servizio di sicurezza di Post­finance, ci ha contattato, comunicandoci per iscritto che il versamento non poteva avvenire a causa del nome del bebè».

Mamma e papà sono colti di sorpresa da quel blocco, che l’istituto spiega così: «Il nome viene escluso dal sistema perché Daran è l’appellativo di una città iraniana e contro il Paese mediorientale sono in atto sanzioni economiche». Affermazioni che lasciano stupefatti. Molti interrogativi si fanno largo nella testa dei genitori. I due non esitano a telefonare all’istituto finanziario per segnalare l’errore. Ma Postfinance rimane ferma e risponde che errori non ce ne sono. Ribadisce: in Iran esiste una città chiamata Daran e contro quella nazione sono in vigore sanzioni; per cui il versamento resta impossibile.

Il sillogismo snocciolato dall’istituto sembra non fare una grinza, sennonché, come precisa Juri, v’è un’altra possibilità: «Il nome Daran, così come l’abbiamo inteso noi, è di antiche origini celtiche e significa “quercia” e pure “grandioso”». Una breve ricerca su alcuni portali dedicati ai nomi propri confermano provenienza e significato.

Il gioco dell’oca delle risposte ufficiali

Quindi come dipanare il groviglio? «Ho contattato il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) che mi ha messo in contatto con l’Ambasciata svizzera in Iran – prosegue l’intervistato –. Questa, a sua volta, mi ha indirizzato alla Segreteria di Stato dell’economia (Seco) che, non potendo fare nulla, mi ha informato che il problema può venir risolto solo da Postfinance». L’ambasciata a Teheran, precisa Juri, «ha confermato che non vi sono sanzioni economiche della Svizzera nei confronti della Repubblica iraniana». Nella risposta scritta da Mauro Gobbo, primo segretario della rappresentanza diplomatica, si legge che, nonostante il nostro Paese non applichi le sanzioni economiche “secondarie” degli Stati Uniti, “in generale, taluni istituti di credito elvetici sono piuttosto restii e prudenti quando si tratta di effettuare trasferimenti di denaro su conti svizzeri i cui titolari sono residenti in Iran e/o a persone che, indirettamente e senza volerlo, potrebbero essere collegate all’Iran”.

Insomma, un classico “giro dell’oca” che ha riportato la famiglia al punto di partenza. Il papà di Daran rincara la dose: «Algoritmi di sicurezza bloccano ogni transazione che abbia un nome collegato anche solo indirettamente con l’Iran», dopo che contro lo Stato mediorientale sono state applicate misure decise sostanzialmente dagli Stati Uniti. «Sono allibito e sconcertato», confessa. E in conclusione si chiede se la Svizzera sia una colonia statunitense. Ma soprattutto, con una buona dose di amara ironia (e pensando al futuro del piccolo), sta valutando se non debba cambiare il nome del suo bambino in... Washington.

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