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14.10.2019 - 17:44
Aggiornamento : 18:35

'Qui i buoni sentimenti vanno oltre il buon senso'

Il Municipio di Cevio critica la scelta Ascovam di privilegiare Broglio per la nuova casa anziani: 'Decisione priva di logica'

di Davide Martinoni

«In valle ha pesato moltissimo la componente emotiva, la necessità di dare un segno di vicinanza alla Lavizzara, di dimostrare solidarietà. E questo va benissimo. Va molto meno bene, invece, che in seno all’Ascovam non ci sia stata la possibilità di discutere serenamente, soprattutto prendendosi il tempo necessario per un vero approfondimento, quantomai necessario per una questione di questa portata».

Pier Martini, sindaco di Cevio, si è appena confrontato con il suo Municipio sulla clamorosa decisione – presa giovedì scorso dal comitato direttivo dell’Associazione dei Comuni di Vallemaggia (Ascovam) – di concedere a Lavizzara, a discapito di Cevio, la possibilità di edificare a Broglio la futura casa anziani che sostituirà quella ormai prossima alla chiusura di Someo.

Il “progetto Lavizzara” riguarda uno stabile ex novo per anziani, con reparto Alzheimer e centro diurno, che costerebbe sugli 8,5 milioni di franchi, mentre il “progetto Cevio” - già contemplato dagli statuti della Fondazione Vallemaggia, proprietaria del Centro socio-sanitario e della futura casa anziani – riguarda la sopraelevazione di un piano del Centro stesso, per un costo sui 4,5 milioni di franchi circa. Il Comune di Lavizzara si è detto disposto a garantire i 2 milioni di differenza fra quanto riconosciuto e sussidiato dal Cantone – 300mila franchi a posto letto – ed il preventivo elaborato dall’architetto incaricato dal Comune per lo studio di fattibilità. Una raccolta di fondi sarebbe già stata avviata a tale scopo. In più, Lavizzara si accollerebbe le spese eccedenti di gestione corrente rispetto alla soluzione Cevio.

‘Una decisione che si basa su calcoli molto discutibili’

In una nota inviata alle redazioni, il Municipio inquadra il “modo di fare” in seno all’Ascovam come “sorretto da buoni sentimenti ma privo di logica e visione politica a lungo termine”. Secondo l’esecutivo “la solidarietà ostentata a favore della Lavizzara non considera vari altri aspetti rilevanti della problematica, di tipo finanziario, gestionale e funzionale e non tiene conto delle giustificate aspettative di Cevio, che forse meriterebbe anch’esso una dimostrazione di solidarietà”.

La scelta pro Lavizzara - al di là di “questioni di campanili e di rivalità locali” – è, per Cevio, “semplicemente sbagliata, inopportuna, fondata su calcoli molto discutibili, forse azzardati”. Ma, come anticipato alla “Regione” dal sindaco, “non è nemmeno stato possibile discuterne in modo serio e approfondito. Fino a che punto Lavizzara sarà in grado di assumersi i maggiori oneri d’investimento e di gestione legati a questa scelta?”. In sostanza l’ubicazione scelta per la futura casa anziani è, per Cevio, “una sconsiderata forzatura, dettata da pressioni o posizioni politiche che, nel caso specifico, sono decisamente fuori luogo, incuranti delle vere necessità di questo pubblico servizio che ha al centro l’anziano e i suoi familiari e non le politiche di sviluppo regionale”.

Le argomentazioni di Cevio sono riassunte in una presa di posizione in cui fra l’altro emerge il timore che si tenti di rimediare ad un problema (la difficile situazione di Lavizzara) “creandone un altro, forse più grande”. In altre circostanze (centro scolastico, pista coperta di pattinaggio, centro internazionale di scultura) Cevio ricorda di aver dato prova di solidarietà con Lavizzara. Ma quelli, nota, erano “progetti che avevano una ragion d’essere; in queso caso è ben diverso”. Senza tacere il fatto che nonostante tutti gli investimenti milionari “vi è una progressiva involuzione nel numero di abitanti”.

Inoltre, a Lavizzara viene fatto osservare di aver concentrato tutti o quasi i suoi servizi a Prato Sornico, in barba alla delocalizzazione che lei stessa auspica. E ancora, la scelta di Broglio determinerebbe “vari e concreti problemi, vuoi di clima, di distanze, di collocazione, di mancanza di trasporti e servizi pubblici. Non sarà facile reperire il personale e difficilmente lo stesso prenderà residenza in loco”.

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