14.10.2019 - 16:44
Aggiornamento: 17:43

Ergoterapista in appello: al centro la credibilità delle vittime

Il 54enne locarnese è accusato di coazione sessuale. L'accusa chiede 4 anni e tre mesi di carcere, la difesa proporrà la conferma dell'assoluzione

di Serse Forni
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archivio Ti-Press

Sembra che si giocherà in gran parte sulla credibilità delle vittime il processo in appello dell’ergoterapista locarnese, che nel dicembre del 2017 fu assolto dalla corte delle Assise criminali di Locarno. I reati ipotizzati: ripetuta coazione sessuale su alcuni pazienti, sfruttamento dello stato di bisogno e ripetuta pornografia.
Questa mattina, nell’aula al primo piano del Pretorio di Locarno, la presidente della Corte d’appello Giovanna Roggero-Will, affiancata dai giudici a latere Chiarella Rei-Ferrari e Matteo Galante, ha ripercorso la vicenda, interrogando l’imputato 54enne e raccogliendo la sua versione.
L’atto d’accusa ipotizza sconfinamenti illeciti durante la cura dei pazienti: ha proposto servizi da fisioterapista senza averne i titoli, massaggiando quattro di loro (alcuni dei quali con seri problemi fisici e psichici) anche là dove non avrebbe mai dovuto: glutei, inguine e zona del ventre vicino ai genitali. In un caso andando pure oltre con i toccamenti.
Ma l’uomo – che ha alle spalle una carriera brillante nel settore dell’ergoterapia (è stato pure insegnate alla Supsi) – ha negato tutti i reati che gli sono stati contestati, rispedendoli ai mittenti. Le vittime principali, in prima istanza, erano state considerate non credibili. Nel pomeriggio la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, nella sua lunga e articolata requisitoria, ha cercato di ribaltare questa situazione, scaricando sulla prima corte giudicante errori, mancanza di accertamenti e banalizzazione dei fatti. Fatti che a suo dire sono gravi e commessi consapevolmente dall’imputato. L'accusato avrebbe approfittato della fragilità e della debolezza psicofisica dei suoi clienti per soddisfare le proprie voglie: poco importa se le vittime non si siano neppure rese conto che quei massaggi avevano per il 54enne una connotazione sessuale. La sua richiesta di pena: 4 anni e tre mesi di carcere, più 10 anni di proibizione dall’esercitare la professione.

La difesa, che interverrà domattina con un’arringa di tre ore, ha intenzione di chiedere la conferma dell’assoluzione e un risarcimento che, rispetto a quello di oltre 250mila franchi proposto in prima istanza, sarà maggiorato. Ricordiamo che l’uomo ha trascorso in carcere preventivo quasi nove mesi, prima di essere rilasciato (nel dicembre del 2017) e riottenere (un mese dopo) la licenza per continuare ad esercitare il mestiere di ergoterapista.

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