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19.02.2019 - 09:55

'Un casinò (ri)targato Kursaal'

Vanetti, socio Otlmv, con un’interpellanza apre una porta in vista delle nuove concessioni federali

di D.MAR.
un-casino-ri-targato-kursaal

“Perché la Kursaal Locarno Sa, invece di scendere nuovamente a patti con imprenditori privati che in passato hanno già mostrato molta spregiudicatezza e poca etica – e non esiteranno a disdire accordi nel momento in cui intravedono soluzioni più interessanti per loro –, non prova a riprendersi quella che per più di 100 anni è stata sua, ovvero la licenza per la gestione di grandi giochi?”. È la grande domanda che Pietro Vanetti, con un’interpellanza, pone al Cda dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, maggiore azionista della Kursaal. La proposta di Vanetti non è estranea alle trattative attualmente in corso fra la Kursaal stessa e la Casinò di Locarno Sa (cfr. ‘laRegione’ di sabato) per ridefinire l’impegno finanziario della casa da gioco o rispetto all’affitto degli spazi in cui opera (1 milione di franchi all’anno) e/o in relazione ai contributi da versare annualmente alle fondazioni Turismo e Cultura (300mila franchi ciascuna dopo un doppio taglio unilaterale effettuato dalla casa da gioco, in due anni, dai 400mila franchi iniziali). Il socio dell’Otlmv ricorda che a inizio gennaio è entrata in vigore la Nuova legge sulle case da gioco, il cui articolo 41, riguardante l’Autorizzazione d’organizzatore per giochi di grande estensione, avvisa: “Entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge, gli organizzatori di giochi di grande estensione ai sensi della presente legge presentano all’Autorità intercantonale una richiesta d’autorizzazione d’organizzatore”. Vanetti considera che “la Kursaal Locarno Sa, proprietaria dello stabile che ospita la Casinò Locarno Sa, ha gestito con successo l’attività che svolgeva, fino a quando ha dovuto cessarla poiché il 24 ottobre 2001, nella gara per ottenere le licenze per case da gioco, il Consiglio federale ha preferito il progetto di una società privata, la Casinò Grand Hotel Muralto Sa”. Una scelta basata allora sulle “previsioni più ambiziose”, su “un impatto economico regionale maggiore” e “un’offerta annessa più variegata di quella della Kursaal Locarno Sa”.

Non andò come previsto

Ma ciò che è successo dopo – la mancata concretizzazione del rilancio del Grand Hotel di Muralto, con conseguente e meno oneroso trasloco a Locarno, negli spazi della Kursaal – aveva “sconvolto” il progetto muraltese, ricorda Vanetti, “allineandolo a quello soccombente della Kursaal Locarno Sa, risparmiando non pochi milioni di investimenti. Milioni che invece di rimanere nella nostra regione hanno preso la via del Gottardo”. Negli ultimi 10 anni di attività di gestione in proprio di una casa da gioco, la Kursaal aveva investito “27 milioni di franchi nella regione – sottolinea ancora Vanetti – per scopi turistici e culturali (il teatro, il porto, la funivia, Bosco Gurin, le sponsorizzazioni ed altro ancora)”. Considerando che l’attuale casa da gioco genera annualmente 2,2 milioni di franchi di utili (dati 2017), essi, nel caso di una concessione alla Kursaal Locarno Sa, “rimarrebbero nella regione invece di prendere la via del Gottardo come ora”. La domanda che ne deriva è se il Cda dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, maggiore azionista della Kursaal Locarno, “intenda valutare la possibilità e l’opportunità di una richiesta di autorizzazione per gestione di una sala per grandi giochi, eventualmente con l’appoggio dell’Ente regionale di sviluppo e il Convivio dei sindaci”. Non volendo anticipare una risposta, in “casa” Kursaal tutto tace. L’ipotesi sollevata da Vanetti, comunque, pare fra quelle meritevoli di attenzione.

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