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26.05.2018 - 06:00

‘Una doppia multa assurda’

Due avvisi di contravvenzione in pochi mesi per un volontario della Lega ticinese contro il cancro

di Davide Martinoni

La seconda multa per parcheggio scaduto, apparsa sul parabrezza pochi giorni fa, ha per S.M. l’eco strozzata della prima, ricevuta a inizio anno. Eco strozzata perché quanto successo nella seconda occasione ricalca perfettamente quanto accaduto nella prima, ma di mezzo ci sono anche le rassicurazioni del Comandante della Polcomunale di Locarno Dimitri Bossalini, secondo il quale, in una dichiarazione di qualche tempo fa al nostro giornale, «in un caso simile dev’esserci evidentemente stato un errore. Date tutte le giustificazioni del caso, la contravvenzione verrà sicuramente tolta». Invece, a oggi, non è lo stata la prima e si è avviata la macchina burocratica della seconda.

S.M. è un volontario della Lega ticinese contro il cancro. Da tre anni, gratuitamente, accompagna i pazienti oncologici dal medico, o in ospedale, con tutti gli inconvenienti che ne possono derivare soprattutto dal punto di vista degli orari. Anche quelli di parcheggio. «Come sempre – dice il diretto interessato alla ‘Regione’ – anche quel giorno di gennaio avevo messo il mio bravo cartellino identificativo (Lega ticinese contro il cancro, trasporto pazienti) in bella evidenza sul cruscotto. Ma al mio ritorno al veicolo, scaduto il tempo di parcheggio poiché le visite del paziente si erano protratte più del previsto (e oltre l’ora massima di sosta consentita dal parcheggio in questione, in prossimità dell’ospedale La Carità di Locarno) mi ero ritrovato l’avviso di contravvenzione». Già allora S.M. si era rivolto al nostro giornale: scandalizzato lui per la multa in entrata, e affranta la paziente oncologica che era stata accompagnata, la quale si era sentita in colpa in quanto “causa” del disguido.

C’è sensibilità e sensibilità

Alle richieste di chiarimento fatte in polizia, come accennato, il Comandante Bossalini aveva rassicurato in primis il cronista, e indirettamente, tramite questi, il volontario e anche la paziente: «La questione andrà in procedura ordinaria ma verrà di certo chiarita». Così il volontario aveva inviato le sue giustificazioni, ma l’agente incaricato, per imperscrutabili motivi, aveva ritenuto di confermare la multa. Così scriveva la Polcom: “Egregio signore, le sue osservazioni sono state visionate dall’agente denunciante, il quale in primis ha confermato la multa (...). Se lei non è d’accordo con il pagamento della sanzione, ora che è scaduto il termine del pagamento e al 21.03.2018 le abbiamo inviato l’intimazione di contravvenzione. Alla scadenza le sue osservazioni verranno trasmesse all’Ufficio giuridico, autorità competente in materia decisionale”. Decisione che l’Ufficio giuridico a oggi non ha ancora intimato. Ma colmo dei colmi, pochi giorni fa, nello stesso parcheggio, sullo stesso cruscotto, sotto lo stesso cartellino identificativo (Lega ticinese contro in cancro, trasporto pazienti) appare un secondo avviso di contravvenzione. La colpa: parcheggio scaduto di 20 minuti. «Ora – commenta S.M. – evidentemente questi poliziotti non sono in grado di capire il significato di alcune cose. La prima è la sofferenza dei malati oncologici quando si tratta di recarsi per l’ennesima volta dal medico, o in ospedale, per farsi visitare, sottoporsi a cure di chemio o radioterapia. Non lo sanno: se lo sapessero non si sognerebbero di mettere una multa a chi li accompagna perché è scaduto il parcheggio. La seconda cosa che non capiscono è che le procedure di cura facilmente si protraggono più del previsto. È normale, purtroppo, ma i malati oncologici lo sanno e noi che li accompagniamo dobbiamo mettere in conto dei ritardi anche di ore. Ritrovarsi l’avviso di contravvenzione al ritorno, con la persona stanca, provata, con tutti i suoi pensieri per la testa, è una cosa assurda, che non sta né in cielo né in terra». Ma S.M., che si ritrova ora, a “causa” del suo essere volontario, due inspiegabili multe sul groppone, riesce ancora a relativizzare: «Si impara a farlo, quando si ha a che fare con i malati oncologici. Con loro vediamo la forza, il coraggio, ma anche la fragilità e la paura. Quindi cos’è una multa?». Quantomeno un peccato di rigidità. Anzi due.

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