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12.07.2022 - 17:06
Aggiornamento: 17:28

L’eredità di Snozzi in un Seminario più aperto verso l’esterno

Architettura: in corso a Monte Carasso la 29esima edizione, per la prima volta gestita dalla nuova associazione e con incontri pubblici, assemblea e festa

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Ti-Press
Il presidente Pietro Martinelli

«Coinvolgere nuove forze e giovani professionisti per allargare il campo di riflessione in questo momento particolarmente interessante per lo sviluppo territoriale e i temi urbanistici del Bellinzonese, e anche degli altri comprensori, nel contesto di una Città Ticino che avanza». Giunto in questi giorni alla sua 29esima edizione, il Seminario internazionale di progettazione di Monte Carasso lancia un messaggio verso la società civile attraverso la propria associazione costituita un anno fa con l’obiettivo di gestirne l’organizzazione. Il presidente Pietro Martinelli, molto amico del compianto architetto Luigi Snozzi padre del seminario e scomparso a fine 2020, intervenendo oggi alla conferenza stampa di presentazione ha rimarcato l’importanza per l’associazione di «riuscire ad allargare il proprio campo d’interesse. Il momento è propizio per avviare un discorso di rinnovamento e, perché no, di riflessione e critica anche sull’importante lavoro svolto da Snozzi a partire dagli anni ’70, sia nel particolare contesto di Monte Carasso che rappresenta un unicum, sia laddove ha portato il proprio contributo sul piano internazionale».

‘La sua grande eredità’

L’assemblea in agenda venerdì 22 luglio all’ex convento, ore 17.30, «è dunque aperta a chiunque abbia a cuore questi temi e la visione di Snozzi, secondo cui a creare bellezza e qualità di vita non sono la Legge federale sulla pianificazione del territorio né gli indici edificatori, bensì adeguati spazi pubblici non costruiti e fruibili, concepiti tramite i piani urbani con l’obiettivo di far avvicinare gli abitanti». A riuscire nell’esercizio è stato anche l’architetto Aurelio Galfetti, deceduto a fine 2021, con la ristrutturazione di Castelgrande e in precedenza nella co-progettazione del Bagno pubblico. «Oggi – prosegue Martinelli – la qualità va ricercata nella ristrutturazione degli spazi urbani inserendovi i giusti contenuti: ancora una volta Monte Carasso – con la sua piazza dell’ex convento e gli spazi circostanti nei quali trovano posto le Scuole elementari – rappresenta un ottimo esempio. Snozzi vi vide un grande potenziale e da grande affabulatore qual era riuscì a entusiasmare le autorità locali di allora che lo ascoltarono e seguirono» lungo un percorso affatto facile. A questo riguardo il vicepresidente dell’associazione, Giacomo Guidotti, ha ricordato che «Snozzi non è morto ricco ma ci ha lasciato una grande eredità, ossia la sua convinzione che il progetto vada pensato con coraggio e utopia, senza appiattimenti e senza cedere al compromesso». In questo senso lo spazio pubblico «è da intendere come il luogo di qualità nel quale la popolazione può identificarsi e riconoscersi, come palcoscenico della vita. E non come il vuoto che rimane una volta costruiti gli edifici».

Le conferenze pubbliche

Sempre a proposito di apertura del seminario e della sua associazione, quest’anno è stata ampliata la possibilità per il pubblico di assistere agli interventi di noti architetti e professionisti: dopo Nicola Navone (lunedì 11) e Patrick Bonzanigo (oggi), mercoledì 13 alle 17.30 l’architetto e ingegnere neocastellano Adrien Besson parlerà del tema ‘Un luogo unico’, ossia la necessità e capacità di realizzare un ambiente ideale per ogni specifico luogo; venerdì 15, ore 17.30, l’architetto di Bienne Stephan Buchhofer parlerà della capacità di saper lavorare in una città lontana dai centri elvetici; lunedì 18, ore 17.30, l’architetto romando Cédric Schärer si soffermerà sul processo creativo e sui contesti nel quale esso matura e si esprime; martedì 19, ore 17.30, l’architetto milanese Alberto Caruso spiegherà le opere di Aurelio Galfetti; infine giovedì 21, ma alle 21.30, l’architetto Bernard Quirot affronterà il tema ‘La tradizione strutturale dell’architettura’. Pure aperta al pubblico, il 22 luglio dalle 19.30, la festa prevista dopo l’assemblea.

Focus sull’area produttiva di Giubiasco

Infine il tema che in questi giorni viene affrontato dai corsisti: l’edizione 2022 del Seminario conferma la volontà di continuare la riflessione sullo sviluppo urbano della nuova Bellinzona. Il territorio preso in considerazione è l’area industriale a ridosso della linea ferroviaria tra i Saleggi di Bellinzona e la stazione di Giubiasco. "Quest’area – viene spiegato – si è sviluppata attorno ad alcune importanti industrie che hanno a loro volta attirato numerosi piccoli laboratori artigianali che contribuiscono a determinare, in modo disordinato e caotico, lo spiccato carattere industriale. I cambiamenti previsti nella ridefinizione della geografia urbana di Bellinzona, così come i processi di delocalizzazione dei grandi siti produttivi in atto un po’ ovunque in Svizzera, stanno mettendo in discussione la presenza di queste industrie in aree divenute ormai centrali rispetto allo sviluppo urbano". Il Seminario rifletterà su questi temi cercando di ridefinire una nuova morfologia urbana capace d’integrare la vocazione produttiva dell’area (mantenendo edifici di pregio e attività lavorative consone alle nuove visioni urbane) con la presenza sempre maggiore di residenze e con le nuove eventuali strutture pubbliche quali una sede per il terzo ciclo di biomedicina in sinergia con il nuovo Ospedale cantonale previsto ai Saleggi e la nuova rete ferroviaria regionale.

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