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26.04.2022 - 18:22
Aggiornamento: 19:29

Quando persone ‘comuni’ informano i votanti di Bellinzona

Presentato il forum cittadino ‘demoscan’: 22 residenti estratti a sorte discuteranno su un tema in votazione e stileranno un rapporto dei pro e contro

quando-persone-comuni-informano-i-votanti-di-bellinzona
Il progetto è già stato sperimentato a Sion nel 2019

Un gruppo di 22 persone ‘comuni’ estratte a sorte informerà i cittadini di Bellinzona su un tema federale in votazione il prossimo 27 novembre. Per formarsi un’opinione i votanti avranno quindi a disposizione, oltre al classico libretto rosso della Confederazione, alle indicazioni di voto dei partiti e a quanto viene scritto e detto nei media, anche un documento stilato da un campione rappresentativo della società nel quale saranno riassunti i pro e i contro dell’oggetto in questione. Ciò sarà possibile, per la prima volta nella Svizzera italiana, grazie al forum cittadino ‘demoscan’, un progetto pilota promosso da un gruppo di ricerca dell’Università di Ginevra sotto la direzione del politologo Nenad Stojanović. Si tratta di un modo per cercare di far sì che i cittadini si sentano maggiormente partecipi al processo democratico, dando così «il loro contributo al funzionamento della nostra società», ha affermato oggi il sindaco di Bellinzona Mario Branda durante una conferenza stampa a Palazzo civico. Ci troviamo infatti in un momento storico nel quale siamo confrontati con una «crisi della democrazia rappresentativa», ha sottolineato da parte sua Stojanović, riferendosi in particolare al calo della partecipazione alle elezioni in Europa, ma anche in Svizzera. E «senza partecipazione la democrazia rischia di venir meno alla sua funzione», ha aggiunto Branda.

Più partecipazione e maggiore conoscenza

Uno degli obiettivi di questo forum cittadino è proprio quello di incoraggiare la partecipazione della popolazione alla vita politica. Partecipazione che per essere funzionale alla democrazia deve però contare sul fatto che i cittadini siano adeguatamente informati. E incentivare una buona informazione è un altro degli scopi principali di questo modello di democrazia partecipativa che si ispira a quanto viene già fatto da una dozzina di anni in Oregon, negli Stati Uniti. Il progetto demoscan è inoltre già stato sperimentato a Sion nel 2019 e nel Canton Ginevra nel 2021 con risultati incoraggianti: le persone che hanno ricevuto il rapporto stilato da un campione rappresentativo della popolazione erano da un lato più inclini a partecipare alla votazione in questione e dall’altro avevano anche un una «conoscenza maggiore del tema», ha spiegato Stojanović. Queste tendenze sono infatti emerse a seguito di un sondaggio post-votazione effettuato sui cittadini della regione coinvolta in questo progetto. Sondaggio che sarà svolto anche a Bellinzona.

Un campione che rappresenti tutta la società

Ma chi parteciperà a questo forum cittadino durante il quale i 22 prescelti esamineranno criticamente gli argomenti presentati dai favorevoli e dai contrari su un tema federale in votazione il 27 novembre? Proprio oggi a 2’000 persone estratte a sorte residenti nel Comune di Bellinzona (stranieri compresi) è stata inviata una lettera in cui viene presentato demoscan. Queste ultime avranno quindi la possibilità di decidere se dare la propria disponibilità a partecipare al forum cittadino. Fra tutti coloro che avranno segnalato il loro interesse (stando alle esperienze passate si tratta di circa il 10%, ovvero 200 persone) ne saranno scelte 22, durante un appuntamento pubblico previsto l’8 giugno a Palazzo civico. In questo caso sarà effettuato un sorteggio cosiddetto ‘stratificato’, cosicché il campione rappresenti tutta la società: nel gruppo si garantirà ad esempio la partita di genere, la presenza di persone con diversi gradi di istruzione oppure di cittadini che solitamente partecipano alle votazioni e di altri che invece non si recano mai alle urne. Non saranno invece ammesse persone già attive in politica. I cittadini scelti per due fine settimana ad inizio settembre (in totale quattro giorni) si ritroveranno poi per discutere del tema in questione (quale non è ancora stato stabilito, visto che non sono ancora noti gli oggetti in votazione a novembre) e ognuno riceverà un rimborso spese di 500 franchi. A seguito delle deliberazioni, redigeranno un rapporto esplicativo di circa due pagine che sarà inviato a tutti gli aventi diritto di voto di Bellinzona circa un mese prima della votazione federale.

Eguaglianza e diversità

Stando a Stojanović, il sorteggio – oltre ad essere un metodo di selezione già utilizzato in passato in democrazia, anche in Svizzera – porta diversi vantaggi. In primo luogo rispecchia uno dei «principi chiave della democrazia, ovvero l’eguaglianza». Ad esempio il voto di ogni persona ha lo stesso valore, indipendentemente dall’estrazione sociale, dalla formazione o dal patrimonio. Eguaglianza che spesso non è però rappresentata nei vari parlamenti. In secondo luogo nel forum cittadino viene garantita la diversità. E questo fa emergere «un’intelligenza collettiva», grazie a persone con opinioni diverse che discutono cercando di trovare una soluzione accettabile per tutti. Inoltre, si tratta di una sorta di «corso di educazione civica accelerato» che mostra l’importanza delle opinioni diverse nel processo democratico. Infine è anche un arricchimento per le istituzioni (dalle deliberazioni potrebbero emergere elementi che non vengono trattati nei gremi politici tradizionali) e per l’opinione pubblica che ha così la possibilità di informarsi anche in base al risultato di una discussione tra persone ‘comuni’.

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