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08.06.2021 - 12:18

'Perché Bellinzona non ha ancora un Piano energetico comunale?'

I consiglieri comunali ecologisti chiedono al Municipio i motivi per cui non ha ancora messo in atto tale strumento, che dovrebbe essere concretizzato dall'Amb

perche-bellinzona-non-ha-ancora-un-piano-energetico-comunale
'Serve anche un piano di uscita dai combustibili fossili' (Ti-Press)

Sebbene Bellinzona detenga il label Città dell'energia, il Comune non si è ancora dotato di un Piano energetico comunale (Peco). Lo fanno notare i Verdi di Bellinzona in un'interpellanza, con la quale chiedono al Municipio i motivi per cui non ha ancora messo in atto tale strumento che ha lo scopo di “analizzare l’attuale struttura di approvvigionamento energetico e dei consumi e di identificare delle strategie di intervento per l’ottimizzazione del bilancio energetico d'insieme del Comune”. Stando ai consiglieri comunali Giulia Petralli, Ronald David e Marco Noi, starebbe all'Azienda multiservizi Bellinzona (Amb) avviare le procedure per concretizzare il Peco, in base al mandato di prestazione tra la Città e l'Amb stessa. Chiedono quindi se “ci sono dei conflitti d’interesse in gioco”. E in caso di risposta affermativa domandano “perché il Municipio non commissiona direttamente a uno studio d’ingegneria indipendente di realizzare un Peco per Bellinzona”. Quest'ultimo dovrebbe comprendere un'analisi della struttura dei consumi sul territorio comunale; una mappatura degli impianti energetici; una valutazione del potenziale delle energie rinnovabili ed dell'efficienza energetica; una definizione di obiettivi e strategie, così come l'elaborazione di un piano d’azione.

'I Comuni devono fare la loro parte'

Un piano d'azione esiste già a livello cantonale, sviluppato in base alla strategia energetica del Consiglio federale che prevede l’abbandono graduale dell’energia nucleare e “la riduzione del consumo di energia e di elettricità, sostenendo l’uso parsimonioso e ampliando l’efficienza energetica così come l’aumento della quota di energie rinnovabili, potenziando soprattutto le centrali idroelettriche”, si legge nell'interpellanza. Il Piano energetico cantonale (Pec) prevede quindi in particolare la “riduzione dei consumi negli usi finali dell’energia, attraverso l’attivazione generalizzata di misure tecniche di efficienza energetica, scelte strategiche per un uso efficace dell’energia e modalità comportamentali orientate al risparmio energetico“; la “sostituzione dei vettori energetici, con progressivo abbandono dei combustibili fossili, in particolare olio combustibile e carburanti liquidi” e la “diversificazione dell’approvvigionamento, la valorizzazione della risorsa acqua, confermando ed assicurando le riversioni ed il ruolo dell’Aet, e la promozione delle altre fonti rinnovabili indigene, quali solare (termico e fotovoltaico), eolico, biomassa, calore ambiente e geotermia di profondità”. Tuttavia, “per raggiungere tutti questi obiettivi è fondamentale che anche i Comuni facciano la loro parte, adottando una propria politica di appoggio al Pec”, scrivono i Verdi di Bellinzona.

'Quando Bellinzona raggiungerà la neutralità climatica?'

Nell'interpellanza chiedono inoltre per quando è prevista la neutralità climatica di Bellinzona; quale strategia e con quali tempistiche intende portare avanti il Comune la sostituzione dei vettori fossili con vettori energetici rinnovabili; quanti e quali impianti a combustibile fossile sono ancora in funzione negli edifici pubblici; se attualmente vi è un piano graduale di sostituzione dei sistemi a combustibili fossili vincolante; quando è prevista l’elaborazione e la pubblicazione di un piano dettagliato di uscita dai combustibili fossili a Bellinzona; quali superfici in m2 è ancora disponibile sui tetti comunali per produrre energia elettrica fotovoltaica e solare-termica (acqua calda) e se il Municipio intende sfruttare ancora queste superfici. Infine, i tre consiglieri comunali ecologisti domandano anche all'esecutivo cittadino “quando intende introdurre il bilancio ambientale e sociale, accolto dal Consiglio comunale nella scorsa legislatura, come complemento imprescindibile della rendicontazione comunale”.

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