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laR
 
06.05.2021 - 21:36
Aggiornamento: 07.05.2021 - 09:45

Ballottaggio a Riviera, si sfidano la novità e l'esperienza

Il 16 maggio i cittadini dovranno scegliere tra la municipale rieletta Ulda Decristophoris (Ppd) e il sindaco uscente Alberto Pellanda (Plr)

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Alberto Pellanda, 63 anni, e Ulda Decristophoris, 43 anni, in corsa per la poltrona di sindaco (Ti-Press/Gianinazzi)

La sfida per la poltrona di sindaco a Riviera è lanciata. In corsa vi è da un lato una donna, popolare democratica, da relativamente poco presente nel Comune e nella politica attiva, ma che ha già raccolto numerosi consensi a livello locale. Dall’altro, un uomo, liberale radicale, con già molti anni di esperienza politica alle spalle, che non intende passare il testimone. Il prossimo 16 maggio i cittadini dovranno infatti scegliere tra la municipale riconfermata Ulda Decristophoris e il sindaco uscente Alberto Pellanda nel ballottaggio per il sindacato. 

Decristophoris, 43 anni, ha due figlie di 20 e 14 anni, è stata docente di scuola elementare per 17 anni per poi diventare direttrice, nel 2014, dell’Istituto scolastico comunale di Cadenazzo. Come hobby pratica la corsa a livello amatoriale, suona il pianoforte e la chitarra. Ama inoltre passeggiare in Riviera, dove è arrivata alla fine del 2016. Nel 2017 è stata eletta in Consiglio comunale nel neocostituito Comune (nato dall’aggregazione di Lodrino, Cresciano, Osogna e Iragna) e nel 2018 è subentrata in Municipio al posto del sindaco Raffaele De Rosa eletto in Consiglio di Stato. In seguito alla partenza di De Rosa, l’allora vicesindaco Pellanda – 63 anni, sposato con un figlio di 37 e una figlia di 35 anni – è stato nominato sindaco. La sua carriera politica è iniziata nel 1980, quando è stato eletto nel Consiglio comunale di Osogna. Nel 1984 è diventato municipale e dal 2000 al 2017 (con una pausa dal 2004 al 2008 per motivi di salute) ha ricoperto la carica di sindaco. A livello professionale, dal 1977 fino al pensionamento ha lavorato nell’Amministrazione cantonale all’Ufficio tassazione delle persone giuridiche di cui è anche diventato responsabile. Come hobby pratica la bicicletta e per alcuni anni è stato responsabile della squadra di hockey dove giocava suo figlio.

Innanzitutto, perché ha deciso di fare il ballottaggio?

Ulda Decristophoris: Dopo attente riflessioni ho deciso in modo convinto di mettermi a disposizione. Tuttavia, non è stata una decisione solo mia, ma anche della sezione Ppd che ha a sua volta fatto le dovute riflessioni. 

Ad esempio sul fatto che il Ppd ha ottenuto, seppur per poco, la maggioranza relativa sia in Municipio (3 Ppd e 2 Plr su 7 municipali) sia in Consiglio comunale (11 Ppd e 10 Plr su 31 membri)?

Decristophoris: Questo è stato un elemento di riflessione. Inoltre, due anni fa il Ppd ha fatto un certo tipo di scelta [aveva ritirato il suo candidato alla corsa per il sindacato dopo la partenza di De Rosa, rinviando la battaglia alle elezioni del 2020 poi posticipate di un anno, ndr] e penso che ora si legittimato a farne un’altra.

Come valuta questa scelta? Se l’aspettava?

Alberto Pellanda: Scegliere il sindaco è un diritto dei cittadini che va riconosciuto. Non avrei tuttavia pensato di dover andare al ballottaggio [Pellanda ha ottenuto 1’147 voti personali contro i 951 di Ulda Decristophoris, ndr]. Insomma, non condivido molto questa scelta.

Questa decisione può aver intaccato il clima in Municipio, che sembrava molto positivo?

Pellanda: È chiaro che se dovessi essere rieletto sarò confrontato con tre colleghi che volevano un altro sindaco. In ogni caso continuare come prima sarà difficile: non tanto per i rapporti in Municipio, ma per il modo di fare di certe persone che mi ha molto deluso. Un ballottaggio non è un gioco o una competizione.

Si spieghi.

Pellanda: È cambiato il modo di fare politica e questo non mi piace: in vista dell’aggregazione c’era entusiasmo e si remava tutti nella stessa direzione, poi man mano ho iniziato ad avere la sensazione che alcune persone, che per me erano anche dei punti di riferimento, hanno iniziato a fare ragionamenti tipici della politica d’una volta. E questo mi ha deluso. Le potenzialità per discutere in modo costruttivo tutti assieme c’erano, ma questo concetto è stato stravolto: certe volte mi sembra che qualcuno abbia agito superficialmente.

Se venisse sconfitto il 16 maggio, resterà in Municipio?

Pellanda: Vedremo.

Che clima si aspetta in Municipio dopo il ballottaggio?

Decristophoris: Nel caso fosse eletto Pellanda, non sarà inficiata la mia volontà di impegnarmi per la comunità, per dare quella marcia in più che ha bisogno il Comune. Da parte mia non c’è nessuna intenzione di andare a intaccare i rapporti o di ostruire la progettualità che caratterizza questo Municipio.

In che modo la sua esperienza professionale l’ha aiutata?

Pellanda: Mi ha permesso di conoscere il Ticino da Airolo a Chiasso, ma anche di conoscere aziende nazionali e internazionali di prestigio. Inoltre, sono partito da mozzo per poi diventare comandante della nave. E questo percorso, molto arricchente, mi ha permesso, fra l’altro, di capire quali sono le esigenze e le problematiche che caratterizzano l’imprenditoria anche a livello internazionale. Mi permette inoltre di capire subito quali sono le dinamiche in gioco.

Decristophoris: Il direttore di una scuola comunale è un funzionario che si raffronta con il datore di lavoro che è il Municipio e collabora con il team dell’amministrazione, ma è anche un punto di riferimento. Mi permetto anch’io di usare la metafora del capitano: mi sono resa conto di quanto sia importante dialogare in maniera aperta e promuovere il lavoro di squadra, costruendo le proprie idee, capendo quali sono i bisogni effettivi dei collaboratori, così da generare un vero equipaggio. Dialogare in maniera aperta, aprirsi a visioni diverse arricchisce tantissimo. La mia professione mi ha inoltre permesso di confrontarmi con autorità, specialisti od operatori sia al livello cantonale, sia nazionale. 

Riuscirà a conciliare le due funzioni?

Decristophoris: In questo momento della mia vita ho ancora energie fresche. Inoltre, ho una capacità organizzativa innata: quando sono diventata mamma non ho mai smesso di lavorare. Essere capaci di coinvolgere l’equipaggio (in termini di deleghe, collaborazioni, ecc.), essendo organizzati e ordinati e creando le condizioni per costruire una comunità su cui si può contare, permette di non perdere d'occhio nulla e di non lasciare nulla al caso. 

Dovrà ridurre la percentuale lavorativa?

Decristophoris: Se sarà necessario, prenderò accordi con il mio datore di lavoro per capire come sarà possibile compensare l’eventuale mancanza di tempo nel svolgere il mio incarico attuale.

L’esperienza in politica è importante per fare il sindaco?

Pellanda: Sì. Anche se non è più come in passato quando sedersi in Municipio era più che altro legato al fatto di nominare qualcuno che conoscevi e non al fatto di essere progettuali. Infatti, al giorno d’oggi bisogna anche essere visionari e non solo accontentarsi di quello che si ha vissuto. Se non si hanno obiettivi, progettualità ed entusiasmo è meglio rinunciare in partenza.

Dopo così tanti anni in politica, la motivazione e l’entusiasmo sono sempre gli stessi?

Pellanda: Direi che sono aumentati, in particolare con l’aggregazione. Se fossimo rimasti alla situazione precedente, magari si sarebbero un po’ spenti, perché i margini di manovra erano limitati. Ora abbiamo un potenziale importante e un Comune in pieno sviluppo anche in ambito demografico, e questo genera stimoli.

Essere da cinque anni nella politica attiva basta per fare il sindaco?

Decristophoris: Già negli anni precedenti facevo un tipo di politica, per così dire, dietro le quinte. Un’esperienza arricchente dalla quale è emersa l’importanza del lavoro di squadra: un politico non va da nessuna parte da solo, ma ha bisogno di persone competenti che credono in lui. In generale sono sempre stata molto appassionata e interessata alla cosa pubblica. Inoltre, essendo una funzionaria comunale, mi confronto già con scelte politiche, con autorità comunali e cantonali.

Quanto conta essere da relativamente poco residente a Riviera?

Decristophoris: Appena arrivata mi sono subito resa conto della qualità di vita che offre questo Comune. Questo mi ha spinto a mettermi da subito a disposizione per dare il mio contributo nella politica attiva, affinché questa qualità di vita venga implementata, curata e garantita. Sono tuttavia rimasta stupita dai risultati che ho raggiunto. In ogni caso uno sguardo un po’ più staccato può permettere di affrontare le situazioni in modo più efficace o di intravedere vie risolutive che prima non sarebbero state praticate. Bisogna vedere le differenze come una ricchezza.

Essere cresciuti in un determinato territorio e conoscere molto bene la situazione locale è un atout?

Pellanda: Sì, perché così si conoscono certe dinamiche e i passi che sono stati fatti per risolvere certe situazioni. E questo ti aiuta a cercare di non ripetere decisioni errate prese in passato. In ogni caso l’aggregazione ha comportato un modo diverso di fare politica rispetto al passato: ora le scelte si basano su nuovi concetti di sviluppo territoriale. I cittadini dei quattro ex Comuni e le nuove generazione formano un mix che può dare solo benefici.

Se fosse eletta, potrebbe portare o rappresentare una sensibilità diversa in veste di sindaca? Essere donna può essere un vantaggio?

Decristophoris: Penso di sì. Anche le differenza di genere possono essere una ricchezza, un valore aggiunto. Ricordo poi che i sindaci donne sono ancora pochi rispetto agli uomini.

Avere una donna in Municipio è un valore aggiunto?

Pellanda: Senz’altro. Ti porta ad esempio a tenere un comportamento più signorile e questo è sicuramente qualcosa di positivo.

Perché i cittadini dovrebbero eleggerla sindaco?

Pellanda: Anche se ho una certa età, ho una mentalità giovanile: sono propositivo per quanto riguarda la progettualità e determinato nel trovare nuove soluzioni. Stiamo andando incontro a un triennio che vedrà il Municipio confrontato con la pianificazione territoriale che vorremmo fare a misura d’uomo: porterei avanti sempre progetti condivisi con il Consiglio comunale e con la popolazione.

Decristophoris: Innanzitutto, sono consapevole della responsabilità che questa carica comporterebbe. In ogni caso, metterei al centro tutti i cittadini indistintamente con un dialogo aperto e costante, facendo poi delle scelte convinte. Inoltre, porterei al sindacato un background e una sensibilità un po’ diversi da quelli attuali. 

Quale è il suo sogno nel cassetto?

Decristophoris: Che tutti i cittadini partecipino maggiormente alla vita politica del Comune. E questo con un dialogo aperto, creando le condizioni di ascolto, per esempio con incontri ancora più regolari nei quartieri. Mi piacerebbe inoltre creare una sorta di consiglio dei giovani con condizioni di ascolto privilegiate.

Pellanda: Bisognerebbe rafforzare il sentimento di appartenenza al Comune di Riviera. Questo si può raggiungere facendo sì che i cittadini si sentano partecipi alla pianificazione. Penso ad esempio alle passerelle o alla rinaturazione delle sponde del fiume Ticino. Inoltre, non vedo l’ora che si possa partire con il polo tecnologico dell’aviazione a Lodrino: genererà posti di lavoro di cui beneficerà tutta la comunità. Tutto ciò permetterà di migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini.

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