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29.09.2020 - 16:51
Aggiornamento: 19:37

La prima visione d'insieme della nuova Bellinzona

Allestito il documento del Piano d'azione comunale (Pac), che definisce la pianificazione territoriale della Città per i prossimi 20 anni

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L'architetto Riccardo Blumer, Direttore dell'Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana e Presidente del Collegio esperti (Ti-Press/Crinari)

È stato presentato questa mattina l'atteso Piano d’azione comunale (PAC) di Bellinzona: un documento di 139 pagine che definisce gli orientamenti della pianificazione del territorio della Città per i prossimi 20 anni. Sulla base del PAC, nel prossimo ventennio saranno svolti i passi necessari per definire un Piano regolatore unico per i 13 ex Comuni. 

I passi per arrivare al PAC

Approvato il messaggio dal Consiglio comunale nel giugno del 2018, il Municipio aveva promosso un bando di concorso pubblico per selezionare, attraverso un collegio di esperti, tre gruppi interdisciplinari (con al loro interno le competenze dell’architettura, dell’urbanistica, dell’ingegneria del traffico, dell’ingegneria ambientale e dell’economia) incaricati di elaborare visioni e soluzioni per il territorio del nuovo Comune. Il risultato dei tre studi - riassunti e valutati nel Rapporto finale del collegio di esperti, aggiunto agli studi preliminari sul mercato immobiliare, sullo stato dell’urbanizzazione e della contenibilità delle zone edificabili e sullo sviluppo demografico e socio-economico del nuovo Comune - ha funto da base per l’elaborazione del PAC: un documento strategico, ma anche operativo con le azioni e le misure da implementare, atto a stabilire gli orientamenti, le modalità e le tappe dello sviluppo futuro della nuova Bellinzona, realtà che conta 44’000 abitanti e 25’000 posti di lavoro, distribuita su un territorio di 164 km2. 

I tre gruppi interdisciplinari selezionati dal collegio di esperti sono il Consorzio urbanplan + ADR + LRS & Associés (formato da studi e professionisti provenienti prevalentemente dalla Svizzera romanda), il Consorzio La Torretta (formato da studi e professionisti provenienti prevalentemente dal Ticino) e il Consorzio l’AUC - Office KGDVS - Mosbach paysagistes (composto da studi e professionisti provenienti da Francia, Belgio e Italia). Ognuno dei tre gruppi ha elaborato il proprio concetto di sviluppo: «Lo scopo era proprio quello di avere tre visioni diverse - ha affermato il capodicastero Territorio e mobilità Simone Gianini - Il risultato è definito in una sintesi di apprezzamento e di critica del collegio esperti. Ciò che ha permesso al Municipio di redigere il documento finale. Un documento dinamico, vivo e che si svilupperà con il tempo» ha aggiunto Gianini a proposito dell'importanza pianificatoria del dossier. «L'identità è fatta dalla pluralità, che va costruita dando forza alle singolarità - ha dal canto suo affermato l'architetto Riccardo Blumer, Direttore dell'Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana e Presidente del Collegio esperti -. Gli ex comuni devono quindi essere guardati come un insieme: per questo servono relazioni tra i vari quartieri e servizi di base in ognuno di essi». 

Nove temi per la Città del 2040

Il PAC, accompagnato da planimetrie d’insieme che illustrano le strategie per gli insediamenti, la mobilità, l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio culturale, si sviluppa attorno a 9 temi principali per la città del 2040. 

1. Identità policentrica 

Per ciascuno dei 13 ex Comuni sono state individuate delle azioni (impossibile da elencare nella loro totalità) che ne valorizzino l’identità e la vitalità concernenti i poli di sviluppo, servizi e infrastrutture (da garantire in ogni quartiere), la riqualifica degli assi urbani nel senso di renderli più vivibili con alberature e la cura delle aree sensibili, in particolare quelle agricole, collinari e montane. Oltre alla garanzia che i servizi di base saranno mantenuti in tutti i quartieri, dal documento emerge in particolare la conferma dell'idoneità del comparto della Saleggina ad ospitare il nuovo ospedale regionale. L’attuale zona dell'ospedale San Giovanni, dovrà essere ripensata, ad esempio con contenuti rivolta alla 3a e 4a età. Inoltre, nelle zone attualmente utilizzate dall'esercito (due a Bellinzona e una a Giubiasco), sono previste opere di interesse pubblico. A Claro e a Gudo sono poi attese importanti riqualifiche del centro paese. 

2. Ambiente, paesaggio e patrimonio culturale 

Comprendente la valorizzazione ad esempio dei Castelli, dei Fortini della fame, della zona di Curzùtt e di Prada e la realizzazione di un Parco fluviale da Gudo sino a Moleno. Studi saranno poi condotti su un altro tema d'interesse: la parziale copertura dell’autostrada A2 in zona Galbisio. A questo proposito, si prevede di elaborare un progetto paesaggistico (studio di fattibilità) per la creazione di una terrazza naturale davanti alla frazione di Galbisio a copertura parziale dell'autostrada e favorire così l'accessibilità alle aree golenali. Sulla base di uno studio di fattibilità già elaborato, è inoltre ipotizzabile la creazione di colline fonoassorbenti lungo l'A2 e il fiume Ticino nei quartieri di Gorduno, Gnosca, Preonzo, Moleno e Claro. 

3. Mobilità sostenibile 

Si intende passare da una città ancora piuttosto orientata al trasporto individuale motorizzato ad una città della mobilità sostenibile, tramite un sistema capillare di connessione intermodale con nuove fermate TILO di prossimità a Claro, S. Paolo, Piazza Indipendenza, Saleggi (che servirà il nuovo ospedale) e Camorino. Si prevede inoltre un ulteriore sviluppo della rete di trasporto pubblico su gomma, una rete capillare di bike sharing e zone a velocità limitata generalizzate per le strade residenziali. 

4. Poli di sviluppo multifunzionali 

Sono stati individuati 5 poli strategici per lo sviluppo a destinazione mista (abitativa, lavorativa, produttiva e di svago). Sono situati a Bellinzona (comparto Officine e comparto Stadio) a Giubiasco (comparto Ferriere), a Camorino (comparto Capeleta) e a Claro (Centro paese). Nello zona dello stadio a Bellinzona si conferma il futuro utilizzo per attività sportive e di svago (rimarrà il Comunale e le infrastrutture adiacenti). È tuttavia prevista una riorganizzazione della zona abitata. Nel comparto Ferriere a Giubiasco, adiacente alla stazione Ffs e composto da circa 46mila mq, si prevede invece una riconversione dell’area industriale con contenuti misti d’interesse pubblico e privato.

5. Zona edificabile e suo riordino

Dagli studi sulla contenibilità del nuovo Comune risulta che la superficie utile lorda in mq a disposizione per l’edificazione è senz’altro sufficiente per rispondere allo sviluppo di unità insediative (unità abitative, lavorative e turistiche) all’orizzonte 2040. Le zone edificabili, ha spiegato Gianini, sono di conseguenza da considerare di principio non estendibili, ma semmai da riordinare sulla base di una metodologia da sviluppare. 

6. Adattamento climatico 

La pianificazione dovrà orientare politiche e strumenti verso uno sviluppo equo e una maggiore resilienza al cambiamento climatico, tesi a un miglioramento del benessere dei cittadini e alla riduzione dei costi provocati dalle intemperie, tramite concetti di analisi e difesa dalle isole di calore, l’uso delle nuove tecnologie l’efficienza energetica (fibra ottica, veicoli elettrici, bike sharing, energia da fonti rinnovabili, illuminazione e posteggi intelligenti), nonché attraverso la gestione boschiva attiva.  

7. Intergenerazionalità 

Il nuovo Comune di Bellinzona, come sottolineato dal sindaco Mario Branda, dovrà essere una città inclusiva. La pianificazione dovrà dunque implementare nuove politiche sociali e nuovi spazi per l’aggregazione e lo svago, prestando in particolare attenzione alla tendenza all’invecchiamento della popolazione e quindi all’intergenerazionalità. 

8. Procedure, tempistiche, armonizzazione di norme 

Sono state definite le azioni necessarie per il raggiungimento di un Piano regolatore unico che raccolga e implementi le azioni e le misure dei capitoli precedenti, senza perdere, ma anzi valorizzando, le peculiarità di ogni singolo quartiere. In particolare è prevista in una prima fase l’armonizzazione dei regolamenti edilizi, l’istituzione di una commissione urbanistica / architettonica / paesaggistica e sul lungo termine, attraverso le diverse modifiche pianificatorie dei capitoli precedenti la convergenza a un documento pianificatorio unico. 

9. Consapevolezza e sviluppo del capitale territoriale 

Il risultato finale, frutto della capacità d’investimenti mirati e di dinamiche virtuose di sviluppo sostenibile, sarà la consapevolezza, il chiaro posizionamento e l’incremento del capitale territoriale del nuovo Comune di Bellinzona. 

Parola al Consiglio comunale

Con la presentazione del Programma d’azione comunale (PAC) il Municipio ha pure licenziato un messaggio municipale all’attenzione del Consiglio comunale, con cui esso viene sottoposto all’esame delle competenti Commissioni del legislativo e al voto consultivo del plenum. A seconda dell’esito di tale consultazione, il documento verrà se del caso ulteriormente affinato per poi renderlo operativo sin dall’inizio della prossima legislatura (2021-2023), mediante la concretizzazione delle azioni che vi sono contenute. 

Coinvolti un centinaio di portatori d'interesse

Considerata l’ampiezza e l’importanza del processo che ha portato alla redazione del documento finale, sin dall’inizio sono stati coinvolti un centinaio tra portatori d’interesse di carattere locale (associazioni, patriziati, parrocchie, partiti politici, ecc.) e associazioni di categoria d’importanza sovracomunale (associazioni economiche, ambientali, fondiarie, professionali, ecc.) in rappresentanza trasversale della popolazione più vasta.

Serata pubblica il 6 ottobre

I risultati del lavoro svolto sono disponibili sul sito della Città. Fino al 14 ottobre (nella sala patriziale, da lunedì a venerdì dalle 16 alle 19/ sabato dalle 10 alle 13) sarà possibile visitare la mostra esposta a Palazzo civico. Sul tema è in programma anche una serata pubblica - previa iscrizione - che avrà luogo il 6 ottobre dalle 20 al Teatro sociale di Bellinzona. 

 

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