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laR
 
08.09.2020 - 05:50
Aggiornamento: 07:50

Centro turistico di Acquarossa sempre più vicino

Parla il rappresentante dei promotori Lino D'Andrea. Negli scorsi mesi preparato il progetto di massima e quasi ultimato il piano di quartiere

di Samantha Ghisla
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L'albergo con Spa
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Negli scorsi mesi la particolare situazione pandemica non ha impedito ai promotori di effettuare passi avanti nel progetto di nuovo centro turistico ad Acquarossa. Dopo il via libera ricevuto all’unanimità dal Consiglio comunale a ottobre 2019 per la convenzione che avviava l’iter, sono in particolare stati preparati il progetto di massima e il piano di quartiere. Quest’ultimo, in fase di ultimazione, verrà presentato al Comune di Acquarossa nel corso delle prossime settimane. Al Municipio e alla Commissione terme il progetto di massima è stato illustrato nel corso dell’estate dai promotori rappresentati da Lino D’Andrea, fiduciario attivo a Lugano ma di origini bleniesi e cresciuto a Malvaglia, che abbiamo intervistato. «L’idea mi è venuta a settembre 2017. Sono cresciuto in Valle di Blenio e conosco la storia delle terme di Acquarossa, 30 anni fa ero anche andato a trovare il proprietario della proprietà», spiega. L'input arriva quando riceve l’informazione da un amico su un potenziale interessato a investire decine di milioni di franchi nel settore alberghiero. 

Dopo aver valutato tutti i progetti passati e studiato il piano particolareggiato, decide di portare avanti la sua visione di un vero e proprio quartiere turistico integrato con la natura e con il territorio vallerano. «Mi sono ispirato allo studio “L’impatto economico del turismo in Ticino” commissionato dal Dfe nel 2014, dal quale emergeva la forte presenza di visitatori indigeni in nel nostro cantone. Da qui l’idea di creare un quartiere per ospitare i visitatori. I fruitori saranno sia le persone del luogo che i ticinesi, così come i turisti che vogliono pernottare in valle oppure quelli che soggiornano altrove e desiderano trascorrervi una giornata. Il territorio bleniese ha molto da offrire: c’è tanta natura e ci sono tante iniziative, ma pochi alloggi e strutture ristorative». Per elaborare un’idea di progetto D’Andrea si è avvalso dell’apporto di Alessandro Bassani, architetto di Bergamo, il quale ha poi sviluppato il progetto di massima con i suoi collaboratori. Assieme all’architetto Bassani e a René Prince, esperto del settore finanziario, D’Andrea ha registrato lo scorso marzo la Sun Village Projects Sa, che ha quale scopo la costruzione e la gestione della futura struttura ricettiva.

I contenuti

Nella realizzazione del progetto di massima il concetto base non è stato modificato ma sono cambiati alcuni aspetti e in particolare quello ambientale. Il centro che sarà aperto tutto l’anno comprenderà una zona benessere/Spa di 2000 metri quadrati con due piscine (una interna e una esterna) e un laghetto naturale. È inoltre una piscina aperto al pubblico e alle scuole di 25 metri, coperta e omologata per ospitare gare, con accanto una vasca più piccola per i bambini. La parte ricettiva comprenderà sia un albergo (con 31 camere) che altri alloggi di vario tipo (per un totale di 480 posti letto), tra cui anche appartamenti completi oppure camere più particolari come quelle realizzate sugli alberi. «Stiamo sviluppando anche la possibilità di effettuare vacanze assistite per anziani, disabili o in convalescenza, siamo già in contatto con persone specializzate in questo campo», aggiunge.

Il tutto sarà realizzato sotto forma di un piccolo borgo, con tanto di piazza, spazi verdi e parco giochi per bambini, senza automobili che circoleranno nel quartiere. È infatti prevista un’autorimessa sotterranea per 300 posti auto. «Che si potrebbe utilizzare anche in sinergia con gli impianti del Nara», aggiunge. La sinergia con i partner sul territorio è un concetto che ricorre spesso, sia per quanto riguarda i contenuti che verranno offerti (attività, ristoranti e piccoli spacci, nonché negozi ma sempre legati al mondo dello sport o agli acquisti locali), sia per il finanziamento dell’opera, che D’Andrea allo stato attuale stima in 50-55 milioni franchi totali. Imprenditori privati sono infatti chiamati a dare il proprio contenuto nel caso in cui intravvedano del potenziale in un segmento del resort. «La ricerca degli investitori sta andando bene e viene fatta a tappe. Il finanziamento segue il decorso del progetto, al momento la priorità è l’ottenimento della licenza edilizia, che stimiamo di ottenere entro fine 2021», spiega D’Andrea. Oltre alla parte architettonica, il gruppo sta lavorando anche ad altre due aspetti del progetto: la creazione di una piattaforma informatica per le prenotazioni e le attività da fare, e la nascita di un ufficio marketing, già in parte operativo sul fronte della ricerca di potenziali investitori. «La nostra filosofia è, prima di parlare, di dimostrare quello che facciamo concretamente. Ora alcuni passi sono stati effettuati e siamo fiduciosi. Ci crediamo davvero. Siamo convinti che grazie a questo progetto possa aumentare anche il numero di residenti», sostiene D’Andrea. Per quanto riguarda i posti di lavoro, se ne stimano un centinaio, «ma tutto dipenderà dalla capacità imprenditoriale dei singoli».

Chi saranno gli ospiti del centro

Per poter sondare il mercato sulle potenzialità di una proposta del genere, la Sun Village Projects ha dato mandato al consulente turistico Elia Frapolli. «È stata effettuata un’analisi di mercato molto dettagliata per individuare quale sarà il potenziale ospite, in modo da preparare un prodotto compatibile con le sue richieste», spiega Frapolli. Basandosi sull’idea di progetto, la clientela stimata è di circa 27mila persone l’anno. «C’è un potenziale di mercato importante per questo tipo di prodotto. La Valle di Blenio è interessante da molti punti di vista, culturale, paesaggistico e sportivo. Il tutto in un luogo facilmente raggiungibile, considerando la vicinanza con i principali assi autostradali e ferroviari. La particolarità della valle è proprio questa: è tanto centrale quanto idilliaca. Proprio per questo - aggiunge Frapolli - il progetto prevede un’integrazione massima nel territorio, senza un edificio sproporzionato ma un albergo diffuso che rappresenta una sorta di prolungamento del paese».

Il mercato identificato è relativo a tre nazioni di provenienza, in particolare la Svizzera, e poi Germania e Italia. «Prevediamo che l’ospite tipo sia svizzero, soprattutto svizzero tedesco, residente in città o nei suoi dintorni e desideroso di evadere nella natura durante le vacanze. Un trend che si è ancora più rafforzato dopo il periodo di lockdown (l’analisi è stata effettuata nei mesi appena precedenti, ndr.)», sottolinea il consulente. Tra i turisti provenienti dall’interno dei confini nazionale sono quattro le categorie identificate: il ceto medio, la piccola borghesia, i post-materialisti (un’elite di intellettuali) e i pragmatici conformisti (un gruppo di giovani e dinamici). Per quanto riguarda il mercato tedesco sono stati ipotizzati soprattutto turisti post-materialisti e rampanti (un’elite benestante); per quello italiano post-materialisti e alta borghesia. «Ogni target identificato andrà ad occupare una parte diversa del villaggio, dalle case sugli alberi pensati per chi vuole provare un’esperienza insolita agli appartamenti adatti alle famiglie, in modo anche da creare sinergie tra persone con interessi simili», spiega Frapolli.

Nei prossimi giorni è previsto il lancio del sito web del centro turistico, con tanto di video tridimensionali, che sarà visitabile all’indirizzo www.sunvillage.ch

Leggi anche:

Non delle terme, ma un vero e proprio villaggio turistico

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