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(Ti-Press)
11.05.2020 - 22:03

'Obbligo formativo', c'è il sì unanime della Commissione

Il progetto mira a creare le condizioni affinché la quota di giovani venticinquenni con un diploma secondario arrivi al 95%

La Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio ha firmato all'unanimità il rapporto di Anna Biscossa (Ps) sul messaggio nr. 7782 dello scorso 7 gennaio denominato 'Progetto Obiettivo 95%'. La Legge sulla scuola dovrebbe quindi essere modificata introducendo "l'obbligo formativo fino alla maggiore età". La commissione, presieduta da Maristella Polli (Plr), ha proceduto all'audizione del consigliere di Stato Manuele Bertoli e del direttore della Divisione della formazione professionale Paolo Colombo. L'obiettivo a medio termine è quello di incrementare la quota di giovani venticinquenni che ottengono un diploma del secondario II (apprendistato o equivalente, ndr). 

"Visto l’importante sforzo richiesto anche alle aziende nell’attuazione di queste misure, la Commissione formazione e cultura ritiene necessario che lo Stato del Canton Ticino, nel suo ruolo di datore di lavoro, dia il buon esempio portando la quota dei posti di tirocinio da esso offerti dal previsto 4-4.5%, proposto nel Messaggio “Più duale”, a una quota minima del 5%, richiesta che diviene quindi parte integrante di questo Rapporto", si legge nelle conclusioni del rapporto che evade in questo modo anche la mozione di Massimiliano Ay del 21 gennaio 2019 ('Obbligatorietà scolastica fino ai 18 anni').

“Si tratta di un passo molto importante: è un investimento nel futuro - afferma Anna Biscossa, raggiunta dalla ‘Regione’ - Oggi solo, tra virgolette, l’88 per cento dei giovani raggiunge una formazione professionale di livello duale entro i 25 anni. Vogliamo fare in modo che sia il 95% dei giovani ticinesi e delle giovani ticinesi a poter raggiungere questo obiettivo. Alcuni di questi giovani - rileva la relatrice - hanno delle fragilità e quindi devono essere accompagnati nella loro formazione in modo diverso rispetto alla grande maggioranza dei ragazzi e  delle ragazze in formazione. E per farlo è giusto che il Cantone, ma la società tutta, investa risorse. Ed è un ottimo investimento, che fa poi risparmiare in temini di assistenza e di accompagnamento sociale di persone che oggi per mancanza di titoli non riescono a trovare un loro posto nella società”. 

L’adesione al rapporto è stata unanime. “Ritengo che sia un bel segnale per l’economia - continua Biscossa - il fatto che la politica cantonale creda nella formazione professionale: una politica cantonale che su questo tema sarà al fianco delle imprese nella speranza che possano formare apprendisti”  

 

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