Bellinzonese
12.09.2019 - 11:360
Aggiornamento : 15:29

Le multe ai bar si contano sulle dita di una mano

Rumori molesti notturni: il Municipio di Bellinzona risponde di essere aperto al dialogo. Ma se non vengono chieste deroghe, bisogna rispettare la legge

Attrattività dei bar di Bellinzona vs. diritto alla quiete pubblica. Nel mezzo il Municipio della Turrita che rispondendo a un'interrogazione di Alessandro Lucchini (Unità di Sinistra) spiega di prediligere il dialogo con gli esercenti, ma quando la legge non viene rispettata ha la facoltà di intervenire. L'interrogazione, che chiedeva più dialogo e meno multe, prendeva spunto dallo sfogo del gerente del bar Peter Pan Gianni Morici per essere stato sanzionato a causa della musica troppo alta dopo le 23. "Il Municipio predilige di principio il dialogo con qualsiasi referente socio-economico piuttosto che intervenire con procedure sanzionatorie – scrive nella risposta – ma appare del tutto evidente come non sia possibile derogare totalmente e sistematicamente a regole legislative esistenti anche perché altri cittadini ne esigono giustamente il rispetto". Viene reso noto che sono stati sanzionati 5 esercizi pubblici nel corso del 2017 (di cui uno in centro città), 4 nel 2018 (nessuno in centro) e 2 nel corso dell'anno corrente (entrambe al bar Peter Pan). 

La legge applicata, ricorda l'esecutivo, è l’Ordinanza municipale sulla repressione dei rumori molesti e inutili del 21 maggio 2007 che stabilisce di non “perturbare la quiete pubblica” tra le 23 e le 7. E meglio che "dopo le ore 23.00 i suoni devono essere ridotti in modo tale da non essere percepiti da terzi"; un'espressione che secondo il Municipio dimostra molta tolleranza. In caso di feste o manifestazioni su suolo pubblico o privato è inoltre possibile chiedere una deroga al Comune e a tal proposito viene fatto notare che tutte le "peraltro poche" richieste giunte al Municipio nel 2018 e nei primi 7 mesi del 2019 sono state accolte. In caso di mancata richiesta di deroga però l'esecutivo non transige e "attraverso la Polizia comunale, non può fare altro che far rispettare il diritto alla quiete notturna".

Il Comune interviene, si legge nella risposta, quando riceve segnalazioni "in tempo reale da cittadini che si sentono disturbati". A quel punto "gli agenti verificano la situazione recandosi sul posto e accertando i fatti al momento specifico". In caso di volume oltre i limiti consentiti è sufficiente la "constatazione da parte degli agenti, oltre alla segnalazione dei cittadini. Non è quindi in vigore l’uso di un fonometro". 

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