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08.09.2019 - 15:41
Aggiornamento: 16:57

Officine: 'Del piano industriale non c'è nemmeno l'ombra'

L'Mps interpella il consiglio di Stato sulla mancanza di indicazioni precise riguardo al nuovo stabilimento Ffs previsto a Castione

a cura de laRegione
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Ti-Press

 

A quasi due anni dalla firma della dichiarazione di intenti che ha dato il via "a tutta l’operazione di distruzione dell’Officina, di un piano industriale degno di tal nome non vi è nemmeno l’ombra". Il gruppo Mps-Pop-Indipendenti in Gran consiglio interpella il consiglio di Stato riguardo al nuovo stabilimento industriale Ffs previsto a Castione.

"Come ci si ricorderà tutto il dibattito parlamentare relativo al regalo di 120 milioni alle Ffs per finanziare la costruzione della struttura di Castione e per la votazione sull’iniziativa popolare Giù le Mani dall’Officina era stato fatto in assenza di un piano industriale. Di fatto si era discusso di possibili e preventivati posti di lavoro sulla base del nulla", scrivono i gran consiglieri Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori.

Nella nota stampa diramata dall'Mps viene fatto notare che nell'ambito della conferenza stampa indetta lo scorso 7 agosto, dove doveva essere presentato il piano industriale, di fatto non è stato presentato. "La conferenza stampa di Meyer c’è stata; così come vi è stata la firma dell’accordo dettagliato su come spartirsi le spoglie dell’Officina tra Ffs, Cantone e Città. Ma in entrambe le occasioni, Meyer non ha di fatto aggiunto nulla, ma proprio nulla, a quel poco che si sapeva da tempo", si legge nel comunicato. "Meyer ci ha raccontato qualche nuovo dettaglio (quanto terreno occuperà la nuova costruzione, quanto sarà lunga, etc.): ma questo non ha nulla a che vedere con un piano industriale. Ci ha ripetuto cose che sappiamo da ormai quasi due anni: ad esempio, che in questo futuro stabilimento industriale si farà la manutenzione della flotta TILO, degli ETR 610 e dei nuovi Giruno: tutte cose che già erano state annunciate due anni fa e poi ripetute ad ogni occasione". L'Mps osserva che durante la conferenza stampa sono stati confermati che i posti di lavoro saranno tra i 200 e i 230, "anche questo dato già annunciato due anni fa. Non è stato nemmeno in grado di dirci se saranno 200 o 230: una differenza del 15% tutt’altro che secondaria".

Alla luce di queste considerazioni l'Mps chiede al consiglio di Stato di indicare in modo preciso e dettagliato il piano industriale "tanto promesso e mai presentato dello stabilimento Ffs di Castione".

L'Mps fa inoltre presente che "le Ffs hanno deciso di appaltare alla Deutsche Bahn i lavori per l’ammodernamento di un centinaio di vagoni. Una commessa di diverse decine di milioni di franchi in un ambito dei treni viaggiatori, ossia dove sempre secondo il Consiglio di Stato deve indirizzarsi il futuro dello stabilimento di Castione". Alla luce di ciò l'Mps chiede "come mai, malgrado la presunta e promessa vigilanza del Consiglio di Stato le Ffs hanno appaltato all’estero un interessante lavoro che poteva essere svolto nella fase transitoria (ossia prima della messa in attività del nuovo stabilimento di Castione) dai lavoratori occupati presso le Officine Ffs di Bellinzona?".

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