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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 19:54
Bellinzonese
20.08.2019 - 06:000

Cambio vita: da Bellinzona a una scuola di sub a Malta

La storia di Marco e Valentina Spinedi. Hanno dato una svolta seguendo la grande passione per il mare. ‘Qui ci sono altri valori, altre ricchezze’

Chi non ha mai pensato di lasciare tutto e andare ad aprire un bar sulla spiaggia in Brasile oppure a coltivare la vite in Sardegna? Tra un pensiero del genere e la sua concretizzazione c’è davvero di mezzo il mare nel caso di Marco Spinedi. Il mare che separa il continente europeo dall’isola di Malta, dove il 32enne di Bellinzona ha deciso di trasferirsi con la moglie Valentina. Il mare rappresenta però anche una delle motivazioni che ha spinto la coppia a un vero e proprio cambio di vita che comunque non è arrivato dall’oggi al domani, ci spiega Marco quando lo raggiungiamo al telefono nella scuola di immersione che ha acquistato un anno fa a Mellieha, nel nord dell’isola. «Dal 2013 venivo a lavorare qui d’estate come istruttore di sub», ci spiega. Un’attività che riusciva a conciliare con la sua professione di insegnante di storia e geografia alle Scuole medie 1 di Bellinzona. Dopo aver chiesto un congedo di un anno lui e aver lasciato l’impiego all’ente turistico di Bellinzona lei, i due giovani hanno deciso di trasferirsi a Malta in pianta stabile poco più di un anno fa. «In molti ci dicono che abbiamo avuto coraggio e ci fanno i complimenti – racconta il nostro interlocutore –. Qui apprezziamo il fatto che siano altri valori e altre ricchezze». A Malta, spiega Marco, «c’è un’altra cognizione della vita, un altro modo di guardare le cose negli occhi». Se il “piano di fuga” è nato nel corso degli anni, la decisione di acquistare una scuola di sub è arrivata all’improvviso. «Desideravamo avere qualcosa di nostro», sottolinea. Ora sono proprietari della compagnia Go Dive Malta, che conta oltre a loro un team di tre istruttori e due dive master ticinesi, Daniele Pifferini di Quartino e Carola Vitali di Gnosca.

Da uno, gli anni sabbatici sono nel frattempo diventati due e Marco ci confida di non voler al momento rientrare in Svizzera per gestire in prima persona l’attività, anche se non nega di tenere una porta aperta. La possibilità di tornare rappresenta una sorta di “paracadute”. «Soprattutto perché all’inizio non sapevamo se fosse sostenibile vivere tutto l’anno a Malta, inverno compreso. Invece con la scuola di diving sta andando molto bene, complice il fatto che parliamo quattro lingue e che ci troviamo all’interno di un albergo». La stagione ideale per le immersioni è inoltre parecchio estesa e va da aprile a ottobre. «Malta è una delle cinque migliori mete al mondo per praticare diving grazie al mare cristallino ma anche alla presenza di pesci, caverne, relitti ecc.». Un mare pulito o dove si trovano plastiche e altri rifiuti? «Devo dire che c’è grandissima sensibilità sul tema, crescente soprattutto tra i giovani, e una volta al mese si effettuano delle azioni di clean up. Inoltre chi fa immersione ha solitamente con sé delle reti con cui raccogliere rifiuti. È pure possibile adottare un sito da tenere pulito grazie a un’iniziativa dell’associazione mondiale di subacquei Padi». Molto c’è ancora da fare – aggiunge Marco che fa anche parte dell’organizzazione ambientalista Sea Sheperd – per quanto riguarda la pesca incontrollata. «È difficile scontrarsi con la tradizione e bisogna ancora trovare delle soluzioni per evitare lo sfruttamento eccessivo dei mari». Il Mediterraneo è anche sinonimo di migrazione e di viaggi della speranza. A tal proposito Marco vorrebbe contribuire: è infatti in contatto con l’associazione che effettua salvataggi Sos Méditerranée e uno dei suoi sogni è di poter fare volontariato durante la bassa stagione.

Quando dal fondo del mare pensa alle sue origini bellinzonesi, quello che più manca a Marco sono i castelli. E poi la polenta, che però si gusta ancora di più quando viene in visita in Ticino. «Il nostro è un cantone bellissimo che offre molto, ma quello che manca per i giovani è una porta aperta. Ho sempre trovato porte chiuse contro cui bussare con ostinazione», racconta. Cosa consigliare dunque a chi vorrebbe partire e ricostruirsi una vita? «È fondamentale partire dopo essersi informati in modo approfondito. Ma soprattutto non crearsi aspettative o preconcetti, altrimenti si parte già ingabbiati. Meglio lasciarsi trasportare da quello che succede, proprio come fa l’acqua, che si adatta al percorso che trova», sottolinea.

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