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Bellinzonese
25.07.2019 - 06:100

‘Quell’antenna è proprio un pugno in un occhio’

Parla l’inquilino della casa a Pasquerio dov’è previsto l’impianto di telefonia: ‘Preoccupato per i figli’. Il proprietario: 'Ho ricevuto rassicurazioni'

«A livello architettonico è un pugno in un occhio. È impressionante». E, in effetti, avendo visto di persona l’altezza della modina posata in un terreno privato di Pasquerio, non si può negare che la grandezza sia considerevole. A esprimersi è chi abita nell’abitazione nel cui giardino dovrebbe sorgere un’antenna di telefonia mobile. Si tratta di un affittuario trasferitosi qui con la famiglia circa un anno fa. Contattato dalla ‘Regione’, non nega la sua contrarietà per la decisione del proprietario di accogliere l’antenna. In cambio, ricordiamo, il padrone di casa incasserà un lauto compenso pecuniario: stando a nostre informazioni, alcuni abitanti del Bellinzonese che hanno ricevuto la proposta da parte di Swisscom di ospitare un’antenna 5G riferiscono di compensi fino a 200mila franchi per un impianto alto 10 o 15 metri in centro paese. Ed è proprio il proprietario dell’abitazione (il cui nome è noto alla redazione), che abbiamo interpellato. Conferma di aver dato il proprio consenso alla compagnia telefonica e rimanda a essa o all’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) per conoscere eventuali effetti delle frequenze di telefonia mobile. Aggiunge inoltre che saranno molti i luoghi in Ticino in cui sorgeranno questi nuovi impianti. A dare maggiore evidenza a questo caso è stato l’insorgere dei vicini. «Prima di accettare mi sono informato, ho chiesto delle spiegazioni a Swisscom e Ufam, dai quali ho ricevuto rassicurazioni», aggiunge il proprietario.

Allo stato attuale, la domanda di costruzione che era stata mandata indietro dal Comune di Pollegio perché incompleta (vedi edizione del 22 luglio), non è ancora tornata in cancelleria. L’affittuario attende ora i prossimi sviluppi e se l’antenna dovesse effettivamente venire costruita l’intenzione sarebbe quella di trasferirsi altrove. «Non si conoscono ancora con precisione quali effetti hanno queste antenne sulle persone – sottolinea –. È un rischio che uno può accettare di correre oppure no. Personalmente avendo due bambini piccoli non me la sento di correrlo. C’è in ballo il loro futuro. Dicono che entro un certo raggio si gode di una sorta di campana di protezione dalle frequenze. Ma se esiste una campana di protezione, significa dunque che dei rischi ci sono?». L’Associazione inquilini interpellata sul tema non rilascia alcuna dichiarazione, mentre Swisscom spiega di non poter confermare che si tratta effettivamente di un’antenna 5G. Il motivo? Non far sapere alla concorrenza dove vengono creati nuovi siti e dove sono in corso ampliamenti di quelli già esistenti.

Quell’impianto sull’hotel Morobbia … che c’era già

Negli ultimi giorni sono fioccati sui social fotografie e commenti che esprimono la preoccupazione per un’antenna a detta di alcuni appena apparsa in cima allo stabile che ospita l’hotel Morobbia a Camorino. A incutere timore è in particolare il fatto che si tratti di un’antenna 5G e che nessuno sia stato informato della sua installazione. Ma è effettivamente un nuovo impianto? Da una nostra verifica presso l’amministrazione comunale, emerge che Swisscom ha seguito l’iter previsto inoltrando lo scorso autunno una domanda di costruzione per l’“aggiornamento tecnico” dell’impianto presente sull’edificio. A ciò ha fatto seguito il preavviso favorevole da parte del Cantone e dunque il rilascio della licenza edilizia (sempre nel corso dell’autunno) da parte del Comune di Bellinzona il quale, ricordiamo, non ha le competenze per opporsi essendo le antenne regolate da un’ordinanza federale. Negli scorsi giorni è stato dunque aggiornato l’impianto presente da anni, verosimilmente per adattarlo alla nuova rete 5G. Da noi interpellata, la gerente che ha in affitto hotel e ristorante non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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