BELLINZONA
31.05.2019 - 17:140
Aggiornamento : 17:30

Cassa pensioni, l’Mps chiede che a pagare sia la Città

Mozione per la presa a carico dei maggiori oneri prelevati ai dipendenti e per il ripristino del fondo di prepensionamento

«I dipendenti della Città di Bellinzona sono stati ingannati dal Municipio. E chi dovrebbe rappresentarli, ossia il Fronte unico dei dipendenti e i sindacati Vpod e Ocst, fa poco o nulla per difenderne gli interessi». Dopo aver allertato i dipendenti chiamati nell’estate 2017 ad avallare il cambiamento di cassa pensioni proposto dal Municipio, dopo aver presentato nel 2018 un’interpellanza sui primi problemi emersi, dopo aver raccolto materiale riservato e incontrato una quarantina di dipendenti critici su quanto sta avvenendo, il Movimento per il socialismo (Mps) ha presentato stamane una mozione con cui chiede che la Città si assuma integralmente, e non solo parzialmente come a suo tempo deciso, l’onere generato dal passaggio, il 1° aprile 2018, dalla precedente Cassa pensione energia alla Cpe Fondazione energia. Se da una parte è vero che il Consiglio comunale nell’autunno 2017 ha stanziato 10,7 milioni da destinare alle misure di accompagnamento resesi necessarie per gli ‘over 50’, dall’altra emerge che a dover compensare ulteriori oneri – il dimezzamento degli interessi sugli averi di vecchiaia (meno 18 milioni in dieci anni) per compensare il richiesto aumento del grado di copertura, il calo dell’11,5% del tasso di conversione per una durata di cinque anni dal 1° ottobre 2019 e la liquidazione del fondo di prepensionamento che cancella la rendita transitoria di 25mila franchi prima prevista dai 62 ai 65 anni – sarebbero le buste paga dei circa 800 dipendenti affiliati. «Questo mentre altri Comuni quali Biasca e Ascona, nonché Sopracenerina e Azienda elettrica cantonale, si sono assunti integralmente gli oneri», hanno spiegato ieri in conferenza stampa la consigliera comunale Monica Soldini, che ha firmato la mozione con Angelica Lepori Sergi, e il granconsigliere Matteo Pronzini. Dal canto suo il Municipio nel corso dei mesi ha più volte tranquillizzato: ad esempio, rispondendo l’anno scorso a un’interpellanza dell’Mps, spiegava che “grazie al contributo supplementare del Comune, la cassa pensione potrà versare ai dipendenti interessati (quelli più vicini al pensionamento, ndr) una rendita maggiore rispetto a quanto previsto dalle misure di accompagnamento”. Per contro, in materia di differenza del grado di copertura, un anno fa era lo stesso Fud a evidenziare che talune rassicurazioni fornite dal Municipio nel 2017 «sono state percepite diversamente» dai dipendenti. Perciò nella mozione si chiede che “tutti gli averi di vecchiaia siano aumentati del 13% e messi interamente a carico della Città”. Idem la differenza del tasso di copertura, alfine di poter trasferire il personale alla Cpe Fondazione comune togliendolo da quella dedicata priva di un sufficiente grado di copertura. Terzo, si ripristini dal 2020 il fondo di prepensionamento e, quarto, si consegni a ogni dipendente che ha diritto alle misure d’accompagnamento la documentazione dettagliata delle prestazioni.

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