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Bellinzonese
23.03.2019 - 06:100

Claro, l’ex Motel Riviera è stato demolito

Dopo anni d’attesa le ruspe sono entrate in azione nei giorni scorsi. Al suo posto sorgerà un complesso abitativo per anziani autosufficienti

C’era una volta il Motel Riviera di Claro: affacciato sulla cantonale all’entrata sud del paese, ha accolto clientela fino all’avvento dell’autostrada. Poi sempre meno, fino alla cessazione dell’attività nel 1992 e trasformazione in uno spettrale non luogo dentro un comparto di 6’000 metri quadrati. Se n’era parlato pubblicamente negli anni 2000 quando giravano voci, mai confermate, di una seconda vita come postribolo; e nel 2009 quando fu messo in vendita per 2,5 milioni di franchi; poi nel 2014 per un incendio appiccato da ignoti; e l’ultima volta nel dicembre 2015 quando l’allora Municipio dell’ex Comune lo aveva indicato come possibile candidato a ospitare il Museo cantonale di storia naturale che il Consiglio di Stato ha invece destinato a Locarno. Il medesimo Municipio già nell’ottobre 2013 aveva rilasciato una licenza edilizia – tutt’oggi valida e vincolata alle indicazioni cantonali trovandosi il sito fuori zona edificabile – che consente la demolizione e riedificazione a nuovo di un complesso a fini abitativi per anziani autosufficienti. Nel frattempo il dossier è passato all’Esecutivo della Città di Bellinzona nel quale figura anche il quartiere di Claro. E una successiva richiesta di ampliamento giace da tre anni sui tavoli del Cantone. La novità degli ultimi giorni – sotto gli occhi dei passanti – è costituita dalle ruspe che dalla scorsa settimana hanno iniziato a demolire il fatiscente edificio. In precedenza – annota l’architetto luganese Mauro Galfetti, progettista del nuovo complesso – per alcuni mesi si è proceduto allo smantellamento delle parti in cui figurava una massiccia presenza di amianto; incaricata una ditta specializzata che ha agito rispettando le normative sull’amianto.

Piccoli appartamenti modulabili

Promosso da privati luganesi, il nuovo edificio su tre livelli è stato pensato per accogliere in affitto anziani autosufficienti che potranno contare su servizi previsti in strutture analoghe già spuntate in varie località ticinesi, come la possibilità di avere pasti a domicilio, servizio di pulizia, assistenza sanitaria e il custode sociale cui sarà destinato un appartamento. Gli spazi interni sono stati concepiti come in parte modulabili, laddove taluni bilocali potranno essere trasformati in monolocali a dipendenza delle esigenze degli affittuari. Pure previsti posti auto per inquilini e visitatori e ampi spazi verdi. Dal Cantone, si diceva, è attesa una decisione sulla richiesta di ampliamento del progetto originale: qualora venisse accolta, sarà possibile inserire altri appartamenti, spazi comuni, ma anche locali per riunioni che favorirebbero l’intergenerazionalità e un piccolo esercizio pubblico, una caffetteria utile per l’incontro degli ospiti/inquilini con i loro visitatori o con la gente del paese.

L’avvio del cantiere era stato notificato nel novembre 2015. Il seguito – ha spiegato recentemente il Municipio cittadino rispondendo a un’interpellanza – era stato ritardato anche a causa di una trattativa per un eventuale acquisto da parte dell’ex comune di Claro e di una prevista modifica di Piano regolatore su cui era già pendente anche un ricorso al Consiglio di Stato inoltrato dalla società proprietaria del fondo. Lo scorso dicembre, e dopo un ulteriore sollecito comunale, il responsabile del progetto aveva confermato di aver dato disposizioni per sistemare le recinzioni di cantiere in modo da garantire la sicurezza e il decoro. In attesa delle ruspe che nel frattempo hanno ultimato il loro lavoro. Edificazione al via dopo la prossima estate.

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