Il comparto di Castione (Ti-Press)
Bellinzonese
13.03.2019 - 12:320

Ricorso su Castione? Fumata grigia in casa Uct

La Direttiva dell'Unione contadini valuta positivamente l'approccio delle Ffs nella ricerca di una compensazione diretta dei terreni Sac: decisione rinviata

La Direttiva dell’Unione contadini ticinesi, riunita stamattina a Sant’Antonino, ha deciso di prendersi ancora qualche giorno prima di esprimersi sulla necessità o meno di interporre ricorso al Tribunale amministrativo federale contro la decisione presa lo scorso mese dall’Ufficio federale dei trasporti di riservare 150mila metri quadrati a Castione accogliendo la richiesta delle Ffs che in quel comparto, oggi per metà agricolo, intendono realizzare la nuova officina di manutenzione trasferendovi entro il 2026 parte dell’attività svolta nello storico stabilimento di Bellinzona. 

Come appreso dalla ‘Regione’ la Direttiva dell’Uct, presieduta da Robert Aerni, durante la discussione ha valutato positivamente l’impegno messo dalle Ferrovie nell’individuare nella regione – nell’ambito di un gruppo di lavoro formato dalla stessa Uct e dalle autorità cantonali e comunali – terreni non agricoli, o agricoli ma di scarsa qualità, da trasformare in pregiati Sac (Superfici di avvicendamento colturale) quale compensazione diretta degli 80mila metri Sac che le Ffs intendono sacrificare a Castione. Il gruppo di lavoro si riunirà nei prossimi giorni e in quel frangente l’Uct potrà farsi un’idea più precisa di quanto eventualmente è maturato. Poiché il termine di ricorso scade il 20 marzo, entro una settimana l'Uct dovrà decidere.

Chi ha già deciso e chi no

Ricorsi al Taf di San Gallo, ricordiamo, sono stati annunciati dai tre Comuni della Bassa Leventina Bodio, Giornico e Personico, dalla Commissione regionale dei trasporti Tre Valli e dal Comune di Biasca, tutti convinti sostenitori dell’opzione ex Monteforno per la nuova officina Ffs cofinanziata da Città di Bellinzona e Cantone in misura di 120 milioni; opzione cui si aggiunge la richiesta di rilanciare economicamente la zona industriale della Bassa Leventina (come inserito dal Gran Consiglio nel decreto legislativo per la concessione dei 100 milioni) e completare le opere ferroviarie previste ma mai realizzate a nord di Castione per migliorare i collegamenti regionali e rapidi. Un ricorso al Taf è pure annunciato dall’avvocato Franco Gianoni quale rappresentante legale dell’ingegner Rudolf Marti proprietario del vasto comparto di Castione su cui lavorano le ditte Otto Scerri, Mancini & Marti e Geniobeton, gruppo che rischia di perdere 32'684 metri quadrati dei complessivi 180mila attualmente occupati per attività in ambito edilizio e stradale. Qualora venisse meno l’impegno dell’Unione contadini a proseguire la battaglia legale, farebbero un passo indietro anche Wwf, Pro Natura e Ficedula che pure la scorsa estate avevano inoltrato ricorso all’Uft contro la domanda di riservazione dei terreni inoltrata dalle Ffs.

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