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15.12.2018 - 05:50
di Marino Molinaro

Nuova tegola su Otr-Bat ed ex enti turistici

Tasse di soggiorno per case secondarie: avviata la verifica sui forfait mai incassati. Ricostruiti vuoti fino a 10 anni. Emesse le prime fatture

Prendi il nuovo contabile e il nuovo direttore e fa loro verificare quanto fatto o non fatto dai loro predecessori. Se la struttura si chiama Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino (Otr-Bat), ci sono buone probabilità che le sorprese non mancheranno. Infatti uno a uno i nodi stanno venendo al pettine. Dopo il disavanzo di 580mila franchi emerso nella gestione dei castelli, spunta ora un’altra tegola caduta sulla testa dell’Otr-Bat nel corso del 2018. È quella delle residenze secondarie, i cui proprietari in Ticino sono chiamati, per legge, a versare tasse alle quattro Organizzazioni turistiche regionali incaricate di promuovere le rispettive destinazioni.

In particolare a fare difetto nella nostra regione risulta essere la procedura adottata, negli anni passati, per incassare i cosiddetti forfait relativi a ogni letto presente in ciascun edificio. Indipendentemente dall’uso che si fa dell’alloggio, si tratta di 70 franchi a letto all’anno, che scendono a 50 qualora la struttura sia distante dalle vie di comunicazione. Cifre inferiori rispetto ai 90/100 franchi applicati nel Locarnese, Luganese e Mendrisiotto. Spetta alle quattro Otr chiedere ai Comuni di inviare loro l’elenco dettagliato delle residenze secondarie e dei proprietari, così da contattarli e procedere all’incasso.

Le cifre nel gennaio 2019

Se le Otr sono remissive o pigre in questo esercizio, finiscono per incamerare meno di quanto spetti loro. Forse molto meno, nel caso dell’Otr-Bat, come emerge dall’esercizio di aggiornamento avviato negli ultimi mesi dal direttore Juri Clericetti in carica dal settembre 2017 insieme al nuovo contabile. Esercizio, sollecitato dal Cda, che sta producendo i primi risultati. Parecchi proprietari di immobili in precedenza mai assoggettati si sono visti recapitare di recente l’avviso di incasso che stando a una sentenza del Tram dev’essere retroattivo di cinque anni. La novità causerà pruriti, da lenire con ricorsi che nella stragrande maggioranza dei casi vengono però solitamente respinti.
Interpellato dalla ‘Regione’, Clericetti non fa cifre né si esprime su quanto (non) fatto in passato prima del suo arrivo. Stando a stime non confermate, l’attuale incasso annuo pari a 1,1 milioni per le circa 6’500 residenze secondarie censite nel comprensorio Otr-Bat potrebbe superare il milione e mezzo. «Le somme saranno tirate molto presto, obiettivo nel gennaio 2019», evidenzia il presidente ad interim dell’Otr-Bat Luca Bianchetti. L’esercizio in corso richiede peraltro un enorme dispendio di energie, non da ultimo perché taluni Comuni sono poco collaborativi e vanno sollecitati più volte, se non addirittura stanati con varie strategie. L’intenzione, aggiunge dal canto suo il direttore, è di aggiornare in futuro i dati con regolarità, almeno ogni due anni.

Chi ha sbagliato?

Dalle verifiche eseguite durante il 2018 in materia di residenze secondarie stanno emergono svariate decine di situazioni di cui l’Otr-Bat non era a conoscenza. Infatti solo nel suo quarto anno d’esistenza (la nascita risale al gennaio 2015) l’Otr-Bat ha promosso un aggiornamento dei dati con i Comuni. Nei primi tre anni l’attività è stata orientata all’avvio e al consolidamento del nuovo assetto operativo necessario dopo la chiusura dei precedenti quattro enti turistici locali confluiti nell’Otr. L’Ente di Bellinzona durante il 2014 aveva svolto un aggiornamento, retroattivo di 5 anni, che aveva permesso di incassare circa 140mila franchi prima ‘sfuggiti’. Ma le attali nuove verifiche – osserva il direttore Otr-Bat Juri Clericetti – mostrano che l’obiettivo raggiunto nel 2014 è solo parziale. Idem negli enti turistici di Riviera, Blenio e Leventina. I cui vertici al momento di confluire nell’Otr-Bat avevano assicurato al nuovo Cda di aver messo a giorno i dati. Ma anche qui, l’azione allora intrapresa (sempre che sia stata fatta) mostra oggi lacune, specie in Val di Blenio dove spuntano posizioni ignote risalenti a ben 10 anni fa. Un po’ meglio è messa la Riviera, mentre nella Leventina stanno emergendo altre tipologie di problemi ereditati.

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