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26.05.2018 - 11:10

Val Morobbia, il campanile dato alla telefonia

A Sant'Antonio un abitante ha ricorso al Tram contro il nuovo ripetitore per cellulari

di Mattia Cavaliere
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Ti-Press

In Valle Morobbia non c’è campo. Varcato Vellano i telefoni cellulari sono praticamente zittiti. Una situazione che Swisscom intende adesso  risolvere con una nuova installazione sulla chiesa di Sant’Antonio. Dalle campane della chiesa tardogotica dei Santi Antonio Abate e Abbondio non spunterà però nessuna antenna, ci assicurano da più parti. Saranno per contro posate due scatolette Universal Mobile Telecommunications System-Lte (Long Term Evolution) nel campanile. La soluzione non soddisfa lo stesso tutti, com’è facile immaginare in questi casi. C’è infatti chi abita nelle immediate vicinanze del monumento – iscritto nell’Inventario dei beni culturali e tutelato a livello locale – che non nasconde la propria insoddisfazione. «Il nostro nipotino – ci racconta preoccupata una lettrice – sta muovendo i suoi primi passi in giardino, che resta a soli sette metri dal campanile».

Il progetto è dunque stato avversato una prima volta durante il periodo di pubblicazione all’albo comunale della domanda di costruzione presentata dall’azienda di telecomunicazioni per intervenire sulla chiesa del Comune di Sant’Antonio (oggi parte della Città di Bellinzona); e una seconda volta con l’ottenimento della licenza di costruzione (vedi articolo sotto). Prima ancora dell’autorità politica di valle, a pronunciarsi sul ripetitore di segnale nel campanile era stato il locale Consiglio parrocchiale. A larga maggioranza, con il voto favorevole del parroco
di Giubiasco don Angelo Ruspini, aveva infatti dato il proprio preavviso favorevole alla posa delle scatolette, in seguito ratificato dall’Assemblea parrocchiale, invero non molto partecipata.

A decidere per una comunità che conta 250 anime sono infatti state una decina di persone, le quali hanno raccolto l’invito appeso in chiesa (ma non sull’albo, come ci è stato detto) e si sono così espresse: otto sì, un astenuto e due contrari. Opponenti al ripetitore che, inghiottito il
boccone, non hanno rinunciato ad avviare azioni quali raccolte firme o altre forme di pubbliche rimostranze; limitandosi ad altre censure presentate ai servizi preposti.

Ma non vi erano alternative? Si stima che l’‘antenna’ migliorerà considerevolmente la ricezione dei telefoni cellulari in tutta la Morobbia. Una boccata d’ossigeno, lo riconoscono tutti, in una valle che rischia di restare ai margini dello sviluppo (pensando alle opportunità che offrono i telefonini di oggi), ma anche pericolosamente isolata con tutte le ripercussioni del caso sulla vita degli anziani e delle fasce deboli che vogliono restare in valle. Osservazioni rinfacciate ai contrari, alle quali questi rispondono con questo interrogativo: «Non vi erano alternative alla
posa dell’‘antenna’ all’interno del campanile: non si poteva prevedere una nuova installazione nei boschi?».

I ricorrenti: quali i rischi a lungo termine?

Con decisione del 28 marzo scorso il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da un residente contro la licenza rilasciata dall’allora Municipio di S. Antonio per la posa di un ripetitore per cellulari sul campanile della chiesa dei Santi Antonio Abate e Abbondio. L’avvocato Vincenzo Luisoni, patrocinatore del ricorrente, da noi contattato entra nel merito delle nuove censure inviate la scorsa settimana all’indirizzo del Tribunale cantonale amministrativo. Anzitutto, secondo il legale, il Consiglio di Stato non avrebbe affrontato le ripercussioni di un’esposizione duratura, prolungata e costante all’‘antenna’, limitandosi a confermare il rispetto dei valori limiti d’immissione. Punto due: le norme di applicazione del Piano regolatore dell’allora Comune di S. Antonio consentirebbero solo interventi di tipo conservativo sul campanile, ciò che – si ritiene – non è il caso per l’‘antenna’ Swisscom. Punto tre: l’avvenuto processo di aggregazione imporrebbe una nuova
ponderazione degli interessi che tenga conto delle rinnovate esigenze della Città anche in questo campo.

Il parroco: ‘Vogliamo fare un servizio alla valle’

All’Assemblea parrocchiale i tecnici Swisscom hanno spiegato che il campanile della chiesa dei Santi Antonio Abate e Abbondio è risultato il luogo più idoneo per un’‘antenna’ di telefonia mobile in Valle Morobbia. Assemblea che, detto per inciso, si sarebbe svolta in un clima tranquillo, stando almeno a quanto riferitoci dalla presidente del Consiglio parrocchiale Graziella Boggini. Riguardo alle ragioni che hanno indotto l’assemblea ad accettare la convenzione – che inevitabilmente limiterà l’autonomia della Parrocchia, come riconosce don Angelo Ruspini membro del Consiglio parrocchiale – il parroco invita a riflettere sull’importanza che riveste oggi il telefonino nella vita quotidiana di tutti («Non se ne può più fare a meno»), quindi motiva con queste parole l’adesione al progetto di nuovo ripetitore nel campanile: «Pensiamo
di fare un servizio a beneficio di tutta la popolazione della valle». Quanto al compenso che spetterebbe alla Parrocchia, se il ripetitore sul campanile venisse posato, don Angelo parla di un importo «modesto».

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